Sicurezza
Cromo esavalente, Asa corre ai ripari
di Andrea Rocchi
Il nuovo decreto abbassa il limite a 10 microgrammo/litro. Interventi urgenti a Collemezzano e Bolgheri
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CECINA. Il caso esplose esaminando il pozzo dell’ex zuccherificio. Valori di cromo 6 intorno ai 40 microgrammi su litro. Troppi. Poi, a catena, altri rilievi. L’allarme per l’alta concentrazione tocca Bibbona e Collemezzano. Subito tre pozzi vengono chiusi a Cecina.
Siamo in piena estate 2006. Seguono altre misure che in fretta e furia il sindaco Paolo Pacini prende ed una valanga di analisi. L’acquedotto cecinese è sotto stretto monitoraggio. Ma da dove viene il cromo 6, che può rivelarsi micidiale per la nostra salute? Inquinamento umano? Oppure no? Partono 6000 sondaggi chimico-fisici, 200 analisi isotopiche sull'acqua, 2000 sui solidi. 90 pozzi scandagliati. Sei aree campione monitorate: Collemezzano, Cecina, Marina di Bibbona-Bolgheri, Riparbella, Colognole e Canneto). L’indagine degli istituti del Cnr di Geoscienze e Georisorse, di Ecosistemi e di Fisologia Clinica si chiude nel 2009. Dice in sostanza che l’origine del cromo 6 è naturale e legata ad «affioramenti di rocce ofiolitiche». Inoltre il cromo 6 risulterebbe «ben correlato con il magnesio e la silice, di cui sono ricchi i materiali ofiolitici».
Sono passati 11 anni e si torna a parlare di cromo 6. Nel frattempo alcuni pozzi restano chiusi, Cecina sta abbandonando i pozzi urbani per approvvigionarsi dalla falda della Steccaia. E si lavora su una migliore miscelazione. Ma ecco che a gennaio 2017 entra in vigore il decreto legislativo che prevede dal 16 luglio il rispetto di un nuovo limite, molto più basso, per il valore del cromo esavalente nelle acque destinate al consumo umano. In pratica si passa da 50 microgrammi litro a 10 microgrammi litro.
Ed allora Asa corre ai ripari. Come? Lo spiega la stessa azienda di via del Gazometro. Che ricorda come la presenza del cromo esavalente nelle acque potabili crea rischi differenti se causati da inquinamento o da motivi naturali. E come in tutta Europa il limite sia ancora quello dei 50 microgrammi-litro.
«In sintesi - spiega Asa - se il cromo esavalente è di origine naturale il valore tende a rimanere costante nel tempo, viceversa se è causato da inquinamento il valore può incrementare velocemente. Questa è la situazione che si è verificata in alcune zone gestite: il cromo esavalente era presente con valori appena superiori al nuovo limite negli acquedotti di Colognole (comune di Collesalvetti), Valle Benedetta (Livorno), Collemezzano (comune di Cecina), Querceto (comune di Montecatini Val di Cecina) e Bolgheri (Castagneto Carducci).
Appena è uscito il nuovo decreto, Asa si è attivata “per una ricerca accurata del parametro in tutti gli acquedotti gestiti”. Verificate le zone critiche attraverso accurate analisi, Asa ha scelto in modo mirato le migliori soluzioni tecniche per abbattere il valore del cromo esavalente. L’intervento tecnico sull’acquedotto di Colognole ha presentato maggiori difficoltà a causa della diffusione delle sorgenti su un ampio territorio e della presenza dell’acquedotto storico.
A Bibbona e Collemezzano sono stati eseguiti dei primi interventi di potenziamento delle tubazioni e delle elettropompe di spinta che consentono di migliorare il flusso idrico nelle condotte, ottimizzando la miscelazione delle acque provenienti da differenti impianti di potabilizzazione. Il 17 luglio è stato prorogato dal Governo a fine 2018 il termine entro il quale i gestori del servizio idrico devono realizzare le opere necessarie a ottenere il valore del cromo esavalente nei limiti di legge. Asa - spiega - è già intervenuta per mettersi a norma.
Siamo in piena estate 2006. Seguono altre misure che in fretta e furia il sindaco Paolo Pacini prende ed una valanga di analisi. L’acquedotto cecinese è sotto stretto monitoraggio. Ma da dove viene il cromo 6, che può rivelarsi micidiale per la nostra salute? Inquinamento umano? Oppure no? Partono 6000 sondaggi chimico-fisici, 200 analisi isotopiche sull'acqua, 2000 sui solidi. 90 pozzi scandagliati. Sei aree campione monitorate: Collemezzano, Cecina, Marina di Bibbona-Bolgheri, Riparbella, Colognole e Canneto). L’indagine degli istituti del Cnr di Geoscienze e Georisorse, di Ecosistemi e di Fisologia Clinica si chiude nel 2009. Dice in sostanza che l’origine del cromo 6 è naturale e legata ad «affioramenti di rocce ofiolitiche». Inoltre il cromo 6 risulterebbe «ben correlato con il magnesio e la silice, di cui sono ricchi i materiali ofiolitici».
Sono passati 11 anni e si torna a parlare di cromo 6. Nel frattempo alcuni pozzi restano chiusi, Cecina sta abbandonando i pozzi urbani per approvvigionarsi dalla falda della Steccaia. E si lavora su una migliore miscelazione. Ma ecco che a gennaio 2017 entra in vigore il decreto legislativo che prevede dal 16 luglio il rispetto di un nuovo limite, molto più basso, per il valore del cromo esavalente nelle acque destinate al consumo umano. In pratica si passa da 50 microgrammi litro a 10 microgrammi litro.
Ed allora Asa corre ai ripari. Come? Lo spiega la stessa azienda di via del Gazometro. Che ricorda come la presenza del cromo esavalente nelle acque potabili crea rischi differenti se causati da inquinamento o da motivi naturali. E come in tutta Europa il limite sia ancora quello dei 50 microgrammi-litro.
«In sintesi - spiega Asa - se il cromo esavalente è di origine naturale il valore tende a rimanere costante nel tempo, viceversa se è causato da inquinamento il valore può incrementare velocemente. Questa è la situazione che si è verificata in alcune zone gestite: il cromo esavalente era presente con valori appena superiori al nuovo limite negli acquedotti di Colognole (comune di Collesalvetti), Valle Benedetta (Livorno), Collemezzano (comune di Cecina), Querceto (comune di Montecatini Val di Cecina) e Bolgheri (Castagneto Carducci).
Appena è uscito il nuovo decreto, Asa si è attivata “per una ricerca accurata del parametro in tutti gli acquedotti gestiti”. Verificate le zone critiche attraverso accurate analisi, Asa ha scelto in modo mirato le migliori soluzioni tecniche per abbattere il valore del cromo esavalente. L’intervento tecnico sull’acquedotto di Colognole ha presentato maggiori difficoltà a causa della diffusione delle sorgenti su un ampio territorio e della presenza dell’acquedotto storico.
A Bibbona e Collemezzano sono stati eseguiti dei primi interventi di potenziamento delle tubazioni e delle elettropompe di spinta che consentono di migliorare il flusso idrico nelle condotte, ottimizzando la miscelazione delle acque provenienti da differenti impianti di potabilizzazione. Il 17 luglio è stato prorogato dal Governo a fine 2018 il termine entro il quale i gestori del servizio idrico devono realizzare le opere necessarie a ottenere il valore del cromo esavalente nei limiti di legge. Asa - spiega - è già intervenuta per mettersi a norma.
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