Il Tirreno

Dieci anni col cantiere fantasma

di Maria Meini
Dieci anni col cantiere fantasma

L’ex Lido abbandonato sul lungomare e invaso dai piccioni. A novembre la 12ª asta

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CECINA. Sembra un palazzo sventrato, il relitto riemerso da un bombardamento: se alzi gli occhi dal mare verso il cantiere transennato l’immagine corre alle zone di guerra. È l’ex Lido, il cantiere abbandonato che ormai da dieci anni domina il lungomare di Marina di Cecina. Incombe, rattrista, indigna. I marinesi lo hanno ribattezzato con diversi nomignoli, e nessuno è lusinghiero: il mostro, l’ecomostro, il fantasma... Di sicuro l’ex Lido è un vulnus e un danno per la frazione balneare e in generale per la città. Transennato dopo le proteste e le denunce sulla sicurezza, è comunque in condizioni di totale degrado. Le parti in cemento cominciano a risentire del tempo e dell’incuria, della pioggia e del salmastro. Ci sono cavi scoperti, elementi in ferro che emergono dal cemento che in alcuni punti ha ceduto, c’è un quadro elettrico, proprio sul largo Cairoli, aperto. All’interno svolazzano i piccioni, che col guano creano sporcizia.

Undici aste deserte. Un’immagine desolante. Da cui non si vede via d’uscita. Ben 11 le aste bandite per la vendita dell’immobile e tutte andate deserte. Cecina Mare dovrà passare un’altra estate col cantiere fantasma.

L’ultima asta infatti risale al 3 luglio scorso: la struttura poteva essere aggiudicata con 1 milione e 440.000 euro (base d’asta) ma il curatore, il commercialista fiorentino Stefano Berti, e il tribunale potevano accettare offerte a partire da un milione. Niente da fare: eppure quest’ultima volta, ci sono stati molti imprenditori interessati che hanno fatto sopralluoghi sul cantiere, che hanno contattato il curatore nominato dal Tribunale di Firenze dopo il fallimento della società Maestrale srl. La Maestrale non è riuscita a sventare la crisi, nonostante i tentativi di ricomposizione del debito, bocciati dalle banche e dai creditori. Nel 2014 aveva ottenuto di bloccare la vendita e di farsi ammettere dal tribunale di Firenze al concordato preventivo, ma non era poi riuscita a presentare un progetto di ristrutturazione del debito ritenuto accettabile dai creditori, tra i quali anche il Comune di Cecina. Nel 2016 il tribunale di Firenze ha dichiarato il fallimento.

Cosa succederà ora? Il problema è che le aste possono proseguire all’infinito. Questo è quello che prevede la normativa fallimentare. La prossima asta è già stata fissata per il 14 novembre. E stavolta la cifra è veramente bassa: un milione e 150mila euro la base d’asta, con possibilità di offerte a partire da 864mila euro. Pensare che il valore originario era quasi di sei milioni.

Il curatore è moderatamente ottimista. Ottimismo che nasce dall’interesse mostrato da diversi imprenditori, per la prima volta dall’inizio di questa lunga partita.

Sono imprenditori italiani, alcuni locali, ma soprattutto stranieri, e in particolare catene alberghiere, svizzere e israeliane, che hanno chiesto di visionare l’immobile e stimare la redditività dell’investimento. Sul quale gravano i costi dei lavori per il completamento, dai due ai tre milioni di euro.

Rta o albergo. Resta invariata la destinazione d’uso: Rta o albergo. In tutto 36 unità abitative ripartite su quattro piani, oltre a locali di servizio e accessori all’attività ricettiva, spazi comuni, un garage interrato e due fondi commerciali al piano terra. L’assessore Federico Cartei (Economia e sviluppo) spera nella prossima data. E che l’ulteriore ribasso convinca gli investitori. «È un investimento oneroso - dice - e ci vuole un imprenditore turistico solido; speriamo che l’interessamento mostrato negli ultimi tempi sia reale. Questo ci consentirebbe di risolvere positivamente la questione, valorizzando il segmento alberghiero». Altre soluzioni non si intravedono. Unica ipotesi alternativa, di fronte al perdurare di altre aste deserte e di ulteriori ribassi, è che i creditori principali avochino a sé il procedimento e acquistino l’immobile, ma al momento pare un’ipotesi assai remota.

Dunque, tutto rinviato al prossimo 14 novembre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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