Sicurezza
Rigassificatore il Ministero dà il via libera
di Andrea Rocchi
Il decreto: non c’è bisogno di una nuova Via Franchi: «Insensato, faremo ricorso al Tar»
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ROSIGNANO. Si può tranquillamente parlare di un colpo di scena. Clamoroso. Si può tranquillamente prevedere un braccio di ferro istituzionale. Imminente.
Laddove Comune, Provincia e Regione chiudono le porte ad un progetto ritenuto non più strategico a livello industriale, e con pesanti ripercussioni sul quadro ambientale del territorio, lo stesso incassa un primo via libera del governo e si appresta ad entrare in pole position tra gli impianti accreditati in chiave Sen (Strategia energetica nazionale). Con provvedimento firmato venerdì scorso dal direttore generale Giuseppe Lo Presti la Direzione per le valutazioni e le autorizzazioni ambientali del Ministero dell’Ambiente determina l’esclusione della procedura di via per il rigassificatore di Rosignano. La revisione alla variante del Progetto Rosignano presentata da Edison incassa, dunque, un sostanziale parere favorevole dal momento che il ministero ritiene di fatto valida la Via ottenuta il 18 novembre 2010 e non giudica sostanziali i cambiamenti introdotti.
Ma Rosignano annuncia battaglia. Il sindaco Alessandro Franchi fa sapere che contro il provvedimento, che definisce “insensato e sbagliato” presentera ricorso al Tar e farà sentire la voce contraria dell’amministrazione comunale in tutte le sedi istituzionali deputate.
Intanto la revisione della variante formulata dalla società rappresentata dal vice presidente Gas e Infrastrutture Elio Ruggeri prevede lo spostamento dell’impianto all’interno del perimetro di fabbrica, l’adeguamento della piattaforma di attracco-ormeggio al pontile Solvada, la cancellazione dal primo progetto, dello spostamento dello stoccaggio dell’etilene dall’area di San Gaetano, la modifica al tracciato delle pipeline criogeniche (le condotte per il trasporto di Gnl). A determinare la decisione della Direzione di Via del Ministero – come si legge nel decreto – il fatto che Edison con integrazioni presentate a marzo 2017 ha previsto “la realizzazione del nuovo terminale (stoccaggio) di etilene all’interno dello stabilimento Solvay” che “verrà eseguita in una fase successiva con il design già assentito nel corso del procedimento di via che ha avuto esito nel 2010”. Come ricorderete Edison annunciò di aver sottoscritto il 23 dicembre 2016 con Ineos Polefins SA un "Memorandum of Understanding" per definire le modalità di delocalizzazione dello stoccaggio. Un accordo peraltro da definire meglio che non riscontrò particolare convinzione a palazzo civico sulla effettiva fattibilità. Che però è rientrato determinante per il Ministero.
Inoltre per la Direzione di Via romana “le modifiche introdotte rispetto al progetto originario riguardano gli impianti relativi alle predisposizioni dei servizi di Small Scale Lng e non si ritengono significativi”. Ed ancora si sostiene che “gli impatti (e i benefici) relativi alla realizzazione del nuovo terminale di etilene saranno paragonabili a quelli già assentiti con il precedente decreto di Via sebbene ripartiti in un periodo di tempo più lungo”. Si ritiene infine “non sostanziale” la “prevista modesta modifica del layout del nuovo terminale di etilene”. Il proponente, cioè Edison, una volta ci siano le condizioni commerciali per realizzare il rigassificatore dovrà “presentare il cronoprogramma dei lavori relativo allo spostamento dell’etilene”. Come condizione il Miniambiente fissa per Edson che il completamento del nuovo terminale di etilene, inclusa la dismissione di quello di Vada, oltre alla rinaturalizzazione dell’intera area, dovrà avvenire entro massimo 5 anni dalla presentazione al Mattm del cromoprogramma dello spostamento.
Il Comune di Rosignano, dicevamo, impugnerà il provvedimento. Alessandro Franchi spiega: «Avevamo già contestatato l’iter di questo procedimento. Oggi la decisione mi appare insensata e sbagliata». Il sindaco ricorda come il nuovo progetto preveda cambiamenti sostanziali che avrebbero necessitato di una nuova Via, “cambiamenti con un impatto forte sul territorio”. Per Franchi, poi, questa variante non è neppure un “progetto industriale con ricadute”, ma fondamentalmente “un’operazione commerciale”. Da qui l’impegno a contrastare questa decisione in tutte le sedi opportune. Partendo dal ricorso al Tar. Ora il progetto per il rigassificatore da 8 miliardi di mc l’anno passerà al Mise (Ministero Sviluppo Economico) per l’autorizzazione. Ma dovrà fare i conti con il no della Regione a meno che il presidente del Consiglio dei Ministri non lo ritenga strategico e firmì, lui stesso, l’autorizzazione contro un territorio che ha già detto no.
Laddove Comune, Provincia e Regione chiudono le porte ad un progetto ritenuto non più strategico a livello industriale, e con pesanti ripercussioni sul quadro ambientale del territorio, lo stesso incassa un primo via libera del governo e si appresta ad entrare in pole position tra gli impianti accreditati in chiave Sen (Strategia energetica nazionale). Con provvedimento firmato venerdì scorso dal direttore generale Giuseppe Lo Presti la Direzione per le valutazioni e le autorizzazioni ambientali del Ministero dell’Ambiente determina l’esclusione della procedura di via per il rigassificatore di Rosignano. La revisione alla variante del Progetto Rosignano presentata da Edison incassa, dunque, un sostanziale parere favorevole dal momento che il ministero ritiene di fatto valida la Via ottenuta il 18 novembre 2010 e non giudica sostanziali i cambiamenti introdotti.
Ma Rosignano annuncia battaglia. Il sindaco Alessandro Franchi fa sapere che contro il provvedimento, che definisce “insensato e sbagliato” presentera ricorso al Tar e farà sentire la voce contraria dell’amministrazione comunale in tutte le sedi istituzionali deputate.
Intanto la revisione della variante formulata dalla società rappresentata dal vice presidente Gas e Infrastrutture Elio Ruggeri prevede lo spostamento dell’impianto all’interno del perimetro di fabbrica, l’adeguamento della piattaforma di attracco-ormeggio al pontile Solvada, la cancellazione dal primo progetto, dello spostamento dello stoccaggio dell’etilene dall’area di San Gaetano, la modifica al tracciato delle pipeline criogeniche (le condotte per il trasporto di Gnl). A determinare la decisione della Direzione di Via del Ministero – come si legge nel decreto – il fatto che Edison con integrazioni presentate a marzo 2017 ha previsto “la realizzazione del nuovo terminale (stoccaggio) di etilene all’interno dello stabilimento Solvay” che “verrà eseguita in una fase successiva con il design già assentito nel corso del procedimento di via che ha avuto esito nel 2010”. Come ricorderete Edison annunciò di aver sottoscritto il 23 dicembre 2016 con Ineos Polefins SA un "Memorandum of Understanding" per definire le modalità di delocalizzazione dello stoccaggio. Un accordo peraltro da definire meglio che non riscontrò particolare convinzione a palazzo civico sulla effettiva fattibilità. Che però è rientrato determinante per il Ministero.
Inoltre per la Direzione di Via romana “le modifiche introdotte rispetto al progetto originario riguardano gli impianti relativi alle predisposizioni dei servizi di Small Scale Lng e non si ritengono significativi”. Ed ancora si sostiene che “gli impatti (e i benefici) relativi alla realizzazione del nuovo terminale di etilene saranno paragonabili a quelli già assentiti con il precedente decreto di Via sebbene ripartiti in un periodo di tempo più lungo”. Si ritiene infine “non sostanziale” la “prevista modesta modifica del layout del nuovo terminale di etilene”. Il proponente, cioè Edison, una volta ci siano le condizioni commerciali per realizzare il rigassificatore dovrà “presentare il cronoprogramma dei lavori relativo allo spostamento dell’etilene”. Come condizione il Miniambiente fissa per Edson che il completamento del nuovo terminale di etilene, inclusa la dismissione di quello di Vada, oltre alla rinaturalizzazione dell’intera area, dovrà avvenire entro massimo 5 anni dalla presentazione al Mattm del cromoprogramma dello spostamento.
Il Comune di Rosignano, dicevamo, impugnerà il provvedimento. Alessandro Franchi spiega: «Avevamo già contestatato l’iter di questo procedimento. Oggi la decisione mi appare insensata e sbagliata». Il sindaco ricorda come il nuovo progetto preveda cambiamenti sostanziali che avrebbero necessitato di una nuova Via, “cambiamenti con un impatto forte sul territorio”. Per Franchi, poi, questa variante non è neppure un “progetto industriale con ricadute”, ma fondamentalmente “un’operazione commerciale”. Da qui l’impegno a contrastare questa decisione in tutte le sedi opportune. Partendo dal ricorso al Tar. Ora il progetto per il rigassificatore da 8 miliardi di mc l’anno passerà al Mise (Ministero Sviluppo Economico) per l’autorizzazione. Ma dovrà fare i conti con il no della Regione a meno che il presidente del Consiglio dei Ministri non lo ritenga strategico e firmì, lui stesso, l’autorizzazione contro un territorio che ha già detto no.
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