Il Tirreno

Star, una panchina per l’Europa 

Star, una panchina per l’Europa 

San Vincenzo, l’opera di Cionini e Pocci a Strasburgo rappresenta l’Italia

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SAN VINCENZO. Una stella a tre punte che rompe lo schema unidirezionale della panchina tradizionale. Si chiama Star la panchina italiana che rappresenta l’Italia davanti al Parlamento europeo di Strasburgo. E porta la firma di due talenti locali, l’architetto Massimo Cionini e l’artista Riccardo Pocci che si sono affermati nell’ambito del concorso “Bancs pour l’Europe”, promosso dall’Associazione Strasbourg Pour l’Europe (Spe), in collaborazione con l’amministrazione della città francese.

L’opera di Pocci e Cionini è stata selezionata tra decine di candidature ricevute. L’idea alla base della progettazione di Star è quella di favorire l’incontro e lo scambio tra persone e culture diverse in un’Europa per la quale il contatto e la convivenza tra lingue e culture è quanto di più prolifico e prezioso animi la sua storia. I tre angoli su cui sedersi e conversare predispongono inoltre a un silenzioso dialogo con la natura circostante. Dopo Spagna, Croazia, Francia, Slovacchia e Slovenia, le prime 7 panchine inaugurate nel 2015, il 28 giugno è stata la volta di Italia, Polonia, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Irlanda e Austria, con 7 nuove opere uniche inaugurate sul Quai Ernest Bévin, di fronte al Parlamento europeo.

Alla fine saranno 28 panchine, una per ciascun paese dell’Unione europea, a far da cornice al Parlamento di Strasburgo mettendo in mostra il talento di giovani designer europei. Il concorso panchine per l’Europa si propone di fare del design contemporaneo uno dei percorsi possibili per coniugare valori europei, creatività, dinamismo e qualità della vita. Cionini si occupa di progettazione architettonica ed urbana presso lo studio Mc2 di Firenze. Pocci è pittore e incisore. Espone da anni in Italia e all’estero, mettendo in dialogo varie arti visive. Nella realizzazione di Star ci sono anche altri fili che portano in zona. La panchina è stata dimensionata in collaborazione con l’ingegnere Lorenzo Bianchi. E la realizzazione è stata affidata a due realtà di Donoratico, la parte in ferro all’azienda Spazio aperto e quella in legno al falegname Francesco Villafrate.

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