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Il Comune sulla morìa di pesci «Troppe alghe e poco ossigeno»
VADA. Il Comune di Rosignano ha effettuato un sopralluogo congiunto con la polizia provinciale sul fosso lungo via della Forestale alla Mazzanta, dove da alcuni giorni è stata rilevata una morìa di...
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VADA. Il Comune di Rosignano ha effettuato un sopralluogo congiunto con la polizia provinciale sul fosso lungo via della Forestale alla Mazzanta, dove da alcuni giorni è stata rilevata una morìa di pesci visibili in superficie, segnalati alla stampa da esponenti del Movimento 5 Stelle di zona.
Dal sopralluogo visivo effettuato dai tecnici è emerso che il fosso, un canale di bonifica senza sfondo, è “in uno stato di forte eutrofizzazione” (presenza estesa di microalghe e colore verde dello specchio d’acqua), probabilmente a causa della mancanza di piogge e della stagnazione dovuta all’assetto del canale stesso, condizione che porta al rapido decremento delle concentrazione di ossigeno disciolto. Nel fosso sono stati individuati a vista 4 esemplari di pesci morti. Arpat è stata allertata per l’effettuazione di un campionamento mentre la polizia provinciale ha avviato le procedure di competenza.
«Dovrebbe trattarsi - spiega il sindaco Franchi - di un fenomeno naturale dovuto alla poca ossigenazione delle acque del fosso, che fa morire specialmente i pesci di dimensioni più grandi, poiché non c’è ricambio di acqua. Collegare questo fenomeno alle Bandiere Blu è del tutto fuori luogo, visto che il fosso è chiuso e non ha sfogo al mare».
Dal sopralluogo visivo effettuato dai tecnici è emerso che il fosso, un canale di bonifica senza sfondo, è “in uno stato di forte eutrofizzazione” (presenza estesa di microalghe e colore verde dello specchio d’acqua), probabilmente a causa della mancanza di piogge e della stagnazione dovuta all’assetto del canale stesso, condizione che porta al rapido decremento delle concentrazione di ossigeno disciolto. Nel fosso sono stati individuati a vista 4 esemplari di pesci morti. Arpat è stata allertata per l’effettuazione di un campionamento mentre la polizia provinciale ha avviato le procedure di competenza.
«Dovrebbe trattarsi - spiega il sindaco Franchi - di un fenomeno naturale dovuto alla poca ossigenazione delle acque del fosso, che fa morire specialmente i pesci di dimensioni più grandi, poiché non c’è ricambio di acqua. Collegare questo fenomeno alle Bandiere Blu è del tutto fuori luogo, visto che il fosso è chiuso e non ha sfogo al mare».
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