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SAN VINCENZO
Caso Bayahibe, la lista As: «Costi folli per la cittadinanza»
SAN VINCENZO. «La sentenza del Consiglio di Stato che rigetta i ricorsi del Comune e della proprietà sul Bayahibe è di nuovo schiacciante a favore dei ricorrenti. Sono stati quindi definitivamente...
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SAN VINCENZO. «La sentenza del Consiglio di Stato che rigetta i ricorsi del Comune e della proprietà sul Bayahibe è di nuovo schiacciante a favore dei ricorrenti. Sono stati quindi definitivamente annullati il permesso di costruire e il piano spiaggia limitatamente alla scheda in oggetto. La demolizione della struttura, a questo punto, è un atto dovuto, passato in giudicato». Così Assemblea sanvincenzina (As) a seguito della sentenza numero 3232 del 30 giugno del Consiglio di Stato che conferma dopo anni di sentenze e appelli incrociati che lo stabilimento balneare in via del Tirreno a San Vincenzo verrà demolito da incompiuto.
«Ancora una volta si evidenziano le falle di una pianificazione sbagliata, pochissimo rispettata e che è costata cifre folli alla cittadinanza – afferma la lista As –. Uno stabilimento balneare di 300 metri quadrati in cemento sulla spiaggia non è concepibile nel terzo millennio, sia da un punto di vista ambientale che economico. La mancanza di visione e di responsabilità politica degli ultimi 30 anni di pianificazione ed edilizia risultano ormai evidenti. Amministrazioni che hanno anteposto la speculazione al lavoro, la rendita al reddito e che hanno dimostrato l’incapacità di portare a termine progetti di evidente interesse pubblico, sono un costo che la comunità continuerà a pagare per molto tempo, se non si deciderà a scrollarsi di dosso questa casta che è costretta, per fedeltà di partito, a porsi in continuità con il passato». E conclude: «Per un’amministrazione farsi promotrice di ricorsi infiniti è un costo economico enorme, che nasconde la presunzione di essere nel giusto anche di fronte a chiare dimostrazioni del contrario».
«Ancora una volta si evidenziano le falle di una pianificazione sbagliata, pochissimo rispettata e che è costata cifre folli alla cittadinanza – afferma la lista As –. Uno stabilimento balneare di 300 metri quadrati in cemento sulla spiaggia non è concepibile nel terzo millennio, sia da un punto di vista ambientale che economico. La mancanza di visione e di responsabilità politica degli ultimi 30 anni di pianificazione ed edilizia risultano ormai evidenti. Amministrazioni che hanno anteposto la speculazione al lavoro, la rendita al reddito e che hanno dimostrato l’incapacità di portare a termine progetti di evidente interesse pubblico, sono un costo che la comunità continuerà a pagare per molto tempo, se non si deciderà a scrollarsi di dosso questa casta che è costretta, per fedeltà di partito, a porsi in continuità con il passato». E conclude: «Per un’amministrazione farsi promotrice di ricorsi infiniti è un costo economico enorme, che nasconde la presunzione di essere nel giusto anche di fronte a chiare dimostrazioni del contrario».
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