Sicurezza
Arpat chiede un sopralluogo a Scapigliato
È emerso durante la Conferenza dei servizi in Regione, che ha chiesto a Rea Impianti decine di integrazioni al progetto
2 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO. Un sopralluogo alla discarica di Scapigliato, alla presenza dei progettisti del piano per “La fabbrica del futuro”. Lo ha chiesto l’Arpat nel corso dell’ultima seduta della Conferenza dei servizi che si è tenuta in Regione. Un appuntamento durante il quale i vari enti hanno espresso forti dubbi sul progetto, chiedendo a Rea Impianti una lunga serie di integrazioni.
Il settore Via (Valutazione di impatto ambientale) della Regione, tra l’altro, ha fatto presente, come si legge nel verbale della Conferenza dei servizi, «che in relazione a quanto riportato nel Pbr (Piano regionale rifiuti e bonifica siti inquinati) vigente, che per il periodo successivo al 2020 prevede il permanere sul territorio regionale di sole 5 discariche operative,non è chiaro se quella di Scapigliato sia inclusa tra le 5 per le quali è previsto il mantenimento». Ecco che il settore Via della Regione ha chiesto un chiarimento in merito.
Come del resto ha fatto notare che «le volumetrie richieste in ampliamento non risultano adeguatamente motivate, né per la quota parte prevista per il conferimento dei rifiuti urbani, né per il conferimento dei rifiuti speciali non pericolosi». Vengono richieste anche integrazioni riguardo al fatto che «la documentazione presentata non contiene alcuna valutazione sulle possibili alternative allo smaltimento in discarica, che supportino la scelta di procedere ad un ampliamento».
Ben 41 i punti che il settore bonifiche e autorizzazioni rifiuti ed energetiche chiede a Rit di chiarire. A partire dagli obbiettivi e scopi del progetto, passando per la previsione di incremento del trattamento della Forsu (frazione organica dei rifiuti solidi urbani) il cui «cronoprogramma non è conforme alle previsioni del piano straordinario dell’Ato costa vigente».
Richieste a Rit integrazioni anche per la progettazione della sezione di recupero del biogas, oltre che sull’effettivo fabbisogno idrico, distinto per acque di rete e acque di riciclo. «La relazione- si legge nel verbale della Conferenza dei servizi, che tornerà a riunirsi sul piano per Scapigliato - manca completamente di riferimenti alle tavole di progetto, per cui risulta di difficile comprensione».
Altro nodo dolente, per cui la Regione chiede chiarimenti, è la gestione dei rifiuti contenenti amianto. «I materiali impiegati per la copertura giornaliera devono essere di consistenza plastica per costituire un’adeguata protezione contro la dispersione di fibre. Pertanto i rifiuti individuati (ceneri pesanti e scorie) non si ritengono idonei per tale uso, in quanto possono causare rottura dei materiali di imballaggio».
Il settore Via (Valutazione di impatto ambientale) della Regione, tra l’altro, ha fatto presente, come si legge nel verbale della Conferenza dei servizi, «che in relazione a quanto riportato nel Pbr (Piano regionale rifiuti e bonifica siti inquinati) vigente, che per il periodo successivo al 2020 prevede il permanere sul territorio regionale di sole 5 discariche operative,non è chiaro se quella di Scapigliato sia inclusa tra le 5 per le quali è previsto il mantenimento». Ecco che il settore Via della Regione ha chiesto un chiarimento in merito.
Come del resto ha fatto notare che «le volumetrie richieste in ampliamento non risultano adeguatamente motivate, né per la quota parte prevista per il conferimento dei rifiuti urbani, né per il conferimento dei rifiuti speciali non pericolosi». Vengono richieste anche integrazioni riguardo al fatto che «la documentazione presentata non contiene alcuna valutazione sulle possibili alternative allo smaltimento in discarica, che supportino la scelta di procedere ad un ampliamento».
Ben 41 i punti che il settore bonifiche e autorizzazioni rifiuti ed energetiche chiede a Rit di chiarire. A partire dagli obbiettivi e scopi del progetto, passando per la previsione di incremento del trattamento della Forsu (frazione organica dei rifiuti solidi urbani) il cui «cronoprogramma non è conforme alle previsioni del piano straordinario dell’Ato costa vigente».
Richieste a Rit integrazioni anche per la progettazione della sezione di recupero del biogas, oltre che sull’effettivo fabbisogno idrico, distinto per acque di rete e acque di riciclo. «La relazione- si legge nel verbale della Conferenza dei servizi, che tornerà a riunirsi sul piano per Scapigliato - manca completamente di riferimenti alle tavole di progetto, per cui risulta di difficile comprensione».
Altro nodo dolente, per cui la Regione chiede chiarimenti, è la gestione dei rifiuti contenenti amianto. «I materiali impiegati per la copertura giornaliera devono essere di consistenza plastica per costituire un’adeguata protezione contro la dispersione di fibre. Pertanto i rifiuti individuati (ceneri pesanti e scorie) non si ritengono idonei per tale uso, in quanto possono causare rottura dei materiali di imballaggio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
