Il Tirreno

Crisi idrica, serve il dissalatore 

Medicina democratica e Comitato salute pubblica lo chiedono alla società Solvay

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ROSIGNANO. «Solvay costruisca un dissalatore per i suoi approvvigionamenti di acqua e di sale». Lo chiedono il Comitato per la salute pubblica Val di Cecina e la sezione Livorno e Val di Cecina di Medicina Democratica.

«Rossi ha dichiarato lo stato di emergenza idrica - si legge in una nota - per tutta la Toscana, il direttore generale dell’Ait (Autorità Idrica Toscana), Mazzei, ha dichiarato che la Val di Cecina è uno dei territori dove la situazione è tra le più critiche. I sindaci di Volterra e Pomarance hanno chiesto l’attivazione del Piano di emergenza idrica. Ma in realtà, sia in Regione, sia localmente i sjndaci della Val di Cecina, prospettano solo palliativi parziali e non risolutivi, certamente molto costosi per la collettività ma molto remunerativi per chi li realizzerebbe». Il Comitato per la salute pubblica e Medicina democratica sottolineano che «abbiamo consegnato in Regione 1500 firme di cittadini della Val di Cecina sulla petizione popolare promossa da alcune associazioni di difesa della salute e del territorio, che chiede la costruzione di un dissalatore di acqua di mare a Rosignano, da cui Solvay ricavi acqua e sale necessari alla sua produzione. La petizione chiede che Solvay lasci l’acqua di falda alla popolazione, che ne ha la priorità per legge». «Si consideri - termina la nota - che Solvay ha ottenuto 55 milioni di euro dal Governo, nonostante non sia in crisi, solo a rimpiazzo degli incentivi alla centrale elettrica Rosen di Rosignano, goduti per 20 anni ed ora scaduti. La costruzione di un dissalatore, alimentato ad energie rinnovabili, sarebbe un volano di sviluppo e rilancio dello stabilimento e della sua occupazione».

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