Finanza
Ecografie ai privati «È uno sperpero di denaro pubblico»
5 Stelle contro l’Asl: ci costano 440.000 euro in più «Facciamole fare ai radiologi ospedalieri in orario aggiuntivo»
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CECINA. Durissimo attacco del Movimento 5 Stelle all’Asl Nord Ovest per la scelta di vendere ai privati ecografie e riusonanze. «L’Asl Toscana Nord Ovest - ricorda M5S di Cecina - ha deciso di far fare ai privati 12.000 ecografie (3.000 ecografie nel presidio di Cecina) e 1.500 risonanze magnetiche. Spesa prevista annuale: 800.000 euro. Tutto questo anche se i macchinari a disposizione del servizio pubblico sono sfruttati poco. Il progetto ha avuto il via libera con la deliberazione firmata dal dg Maria Teresa De Lauretis il 31 maggio. I centri specializzati privati di Livorno, Cecina e Piombino, avranno tempo fino al 14 luglio per presentare la propria candidatura.». Per il M5S “lo sperpero del denaro pubblico è servito!!! Ecco perché: se le 12.000 ecografie e le 1500 risonanze magnetiche venissero fatte da radiologi degli ospedali, con il personale di supporto necessario, in attività aggiuntiva (una sorta di straordinario, per intenderci, sulla cui effettuazione le organizzazioni sindacali nell’Asl Toscana Nord Ovest hanno dichiarato la disponibilità degli operatori) costerebbero in totale circa 360.000 euro, invece che 800.000! Ci sono quindi circa 440.000 euro di soldi pubblici sprecati”.
«Quali e quanti altri servizi avremo potuto dare con 440.000 mila euro? Per quale motivo l’azienda Asl Toscana Nord Ovest acquista servizi dai privati (con i soldi dei cittadini) con una spesa doppia di quella che avrebbe se utilizzasse gli operatori sanitari? », si chiedono i 5 Stelle
E aggiungono: «In base al principio della trasparenza, i cittadini hanno diritto ad una spiegazione dettagliata in merito. Come possono sentirsi quei cittadini che magari hanno votato, per tradizione familiare, il governatore Rossi, se inoltre vengono a sapere che queste sporche operazioni sono avallate anche da alcuni sindacati come la Cisl? Aprite le orecchie, cittadini, e ascoltate cosa ha detto a Firenze, il 24 giugno, la sindacalista Francesca Ricci: “Dobbiamo trovare una ‘via toscana’ per tenere insieme la nostra riconosciuta qualità e l’universalità dei servizi sanitari e, per riuscirci, più che i cortei servono idee e concretezza. Serve concretezza per capire che gli esami diagnostici h24 sono un bello slogan, ma non sono possibili se il personale sanitario è quello attuale. Serve concretezza per rispondere ai bisogni dei cittadini a cui interessa poter fare un esame o una visita in tempi ragionevoli, al costo del ticket, possibilmente vicino a casa; interessa molto meno se lo si fa in un ospedale pubblico o in un ambulatorio del privato sociale….C’è chi teme uno ‘scivolamento’ verso il privato. Ma la sanità è pubblica se è per tutti e offre la stessa qualità e accessibilità non se a erogarla è un ambulatorio col logo della Regione.” «La simpatica sindacalista - replicano i grillini - dovrebbe però spiegare alcune cose: anche se è vero che il ticket sarebbe lo stesso per il cittadino sia nella struttura pubblica sia nella struttura privata, perché, per ottenere questo, un’azienda sanitaria pubblica deve spendere il doppio con i soldi dei contribuenti (800.000 euro invece che 360.000 come detto sopra)»? E concludono: «Studi scientifici di Health Technology Assessment (Hta) dimostrano che portare servizi fuori dall’ospedale è più costoso che assumere personale all’interno dell’ospedale pubblico».
«Quali e quanti altri servizi avremo potuto dare con 440.000 mila euro? Per quale motivo l’azienda Asl Toscana Nord Ovest acquista servizi dai privati (con i soldi dei cittadini) con una spesa doppia di quella che avrebbe se utilizzasse gli operatori sanitari? », si chiedono i 5 Stelle
E aggiungono: «In base al principio della trasparenza, i cittadini hanno diritto ad una spiegazione dettagliata in merito. Come possono sentirsi quei cittadini che magari hanno votato, per tradizione familiare, il governatore Rossi, se inoltre vengono a sapere che queste sporche operazioni sono avallate anche da alcuni sindacati come la Cisl? Aprite le orecchie, cittadini, e ascoltate cosa ha detto a Firenze, il 24 giugno, la sindacalista Francesca Ricci: “Dobbiamo trovare una ‘via toscana’ per tenere insieme la nostra riconosciuta qualità e l’universalità dei servizi sanitari e, per riuscirci, più che i cortei servono idee e concretezza. Serve concretezza per capire che gli esami diagnostici h24 sono un bello slogan, ma non sono possibili se il personale sanitario è quello attuale. Serve concretezza per rispondere ai bisogni dei cittadini a cui interessa poter fare un esame o una visita in tempi ragionevoli, al costo del ticket, possibilmente vicino a casa; interessa molto meno se lo si fa in un ospedale pubblico o in un ambulatorio del privato sociale….C’è chi teme uno ‘scivolamento’ verso il privato. Ma la sanità è pubblica se è per tutti e offre la stessa qualità e accessibilità non se a erogarla è un ambulatorio col logo della Regione.” «La simpatica sindacalista - replicano i grillini - dovrebbe però spiegare alcune cose: anche se è vero che il ticket sarebbe lo stesso per il cittadino sia nella struttura pubblica sia nella struttura privata, perché, per ottenere questo, un’azienda sanitaria pubblica deve spendere il doppio con i soldi dei contribuenti (800.000 euro invece che 360.000 come detto sopra)»? E concludono: «Studi scientifici di Health Technology Assessment (Hta) dimostrano che portare servizi fuori dall’ospedale è più costoso che assumere personale all’interno dell’ospedale pubblico».
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