Col Tirreno in visita alla torre militare
di Guido Fiorini
La fecero i Pisani nel XIII secolo, l’ha restaurata un pistoiese
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SAN VINCENZO. C’è un filo rosso che lega Pistoia alla Val di Cornia e, in particolare, a questo angolo di paradiso che si affaccia sulla Principessa e sul mare di Rimigliano: è la passione della famiglia Bartoli, Silvio e sua moglie Anna Rita Geri, che hanno ristrutturato (senza contributi pubblici) una delle più belle torri della costa toscana. La Torre Vecchia di Campiglia, chiamata Torraccia per le pessime condizioni in cui versava, è tornata ad essere come la pensò la Reppublica Pisana, intorno al XIII secolo, per controllare militarmente il litorale livornese e per la regolazione dei livelli del vicino lago di Rimigliano.
E ieri, insieme al Tirreno, Silvio e Anna Rita hanno voluto aprire la torre, ormai terminata, a una cinquantina di lettori del nostro giornale. Così, a gruppi di 7-8 persone, sono saliti lungo le strette scale della torre, alta circa 20 metri, visitando i tre locali e la splendida terrazza sulla sommità, dalla quale la Corsica pare di toccarla con la mano.
La famiglia Bartoli, proprietaria della torre e dell'area, ha deciso di restaurarla affidandosi allo studio Gea 3, sotto la guida dell'architetto sanvincenzino Francesco Govi. La zona, che oltre alla torre include parte del bosco retrostante e il parcheggio antistante, fu ceduta dai Michaelles ai Bartoli nel 2004. Da qualche tempo, fra l’altro, all’esterno della torre è riaffiorata un’antica strada, di epoca romana.
L’edificio è testimone di una storia medievale di grande importanza. La Torraccia è un interessante esempio di architettura militare, con particolarità che la rendono unica nel suo genere. Sotto la Torraccia scorreva il canale di scolo del lago di Rimigliano, oggi prosciugato. Un sistema che è tornato leggibile grazie al restauro. La torre fu disarmata, dopo poco più di cento anni dalla sua ristrutturazione, quella in epoca medicea, a causa dell’avanzata della linea costiera. E al suo posto, lungo la spiaggia, a poche centinaia di metri di distanza, fu eretta un’altra struttura chiamata Torrenuova. Eppure è riuscita a imporsi dando il nome a quel tratto di litorale.
«Abbiamo fatto tutto questo per dare una mano al turismo» ha detto ieri Bartoli ai nostri lettori. E accanto a lui il sindaco Alessandro Bandini, con alcuni dei suoi assessori: «Siamo pronti a favorire imprenditori come Bartoli che credono nel turismo. Stiamo lavorando a misure che aumentino la recettività della zona».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
E ieri, insieme al Tirreno, Silvio e Anna Rita hanno voluto aprire la torre, ormai terminata, a una cinquantina di lettori del nostro giornale. Così, a gruppi di 7-8 persone, sono saliti lungo le strette scale della torre, alta circa 20 metri, visitando i tre locali e la splendida terrazza sulla sommità, dalla quale la Corsica pare di toccarla con la mano.
La famiglia Bartoli, proprietaria della torre e dell'area, ha deciso di restaurarla affidandosi allo studio Gea 3, sotto la guida dell'architetto sanvincenzino Francesco Govi. La zona, che oltre alla torre include parte del bosco retrostante e il parcheggio antistante, fu ceduta dai Michaelles ai Bartoli nel 2004. Da qualche tempo, fra l’altro, all’esterno della torre è riaffiorata un’antica strada, di epoca romana.
L’edificio è testimone di una storia medievale di grande importanza. La Torraccia è un interessante esempio di architettura militare, con particolarità che la rendono unica nel suo genere. Sotto la Torraccia scorreva il canale di scolo del lago di Rimigliano, oggi prosciugato. Un sistema che è tornato leggibile grazie al restauro. La torre fu disarmata, dopo poco più di cento anni dalla sua ristrutturazione, quella in epoca medicea, a causa dell’avanzata della linea costiera. E al suo posto, lungo la spiaggia, a poche centinaia di metri di distanza, fu eretta un’altra struttura chiamata Torrenuova. Eppure è riuscita a imporsi dando il nome a quel tratto di litorale.
«Abbiamo fatto tutto questo per dare una mano al turismo» ha detto ieri Bartoli ai nostri lettori. E accanto a lui il sindaco Alessandro Bandini, con alcuni dei suoi assessori: «Siamo pronti a favorire imprenditori come Bartoli che credono nel turismo. Stiamo lavorando a misure che aumentino la recettività della zona».
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