Il Tirreno

«Cari sindaci difendete l’ospedale» 

«Cari sindaci difendete l’ospedale» 

Appello di don Reno: Cecina non ha bisogno di aggregarsi con Piombino

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CECINA. A don Reno Pisaneschi il decreto Balduzzi che regola i numeri della sanità pubblica non piace. E non è una novità. Oggi torna ad esaminare quella che è ormai una legge e che, a suo dire, conferma “l’evidenza che tutto è stato frutto di ripartizioni matematiche in difesa del famoso sistema intensità di cure, già prima sperimentato in Canada e poi buttato all’ortiche”. «I nostri eroi dell’economia di stato - afferma don Reno - sempre vigili ed accorti, lo hanno raccattato frettolosamente per sperimentarlo come l’ultimo sbercio dell’invenzione sanitaria e dell’economia che la sostiene. L’operazione è semplice nella sua struttura: meno letti per meno ricoveri insieme a una forte cura iniziale e poi a casa con l’assistenza sul territorio. A rigor di termini nei comparti scientifici dei responsabili statali l’equazione non fa una grinza. In altre parole, hanno ricopiato la legge 180 del 13 maggio 1978 con cui il dr. Basaglia svuotò i manicomi mandando a casa gli ammalati che poi in molti casi uccisero i loro familiari. «Dai partigiani di Balduzzi vorrei sapere come fanno a sostenerlo quale genio della sanità e con quale coraggio? Ci si rende conto però che proprio per Balduzzi l’ospedale di Cecina deve avere 303 letti, ossia 3,7 per mille (abitanti della BVC 82.023 quindi 3.7 x 82,023=303) e ne abbiamo invece 154 = 1,8 per mille: questo è uno scempio ed un delitto di furto con scasso perché paghiamo tasse molto saporite. Cecinesi, siamo turlupinati e presi in giro dai grandi che reclamano sempre giustizia e non sanno neppure cosa sia nonostante abbiano il coraggio di erigersi a sostenitori e difensori dei meno avvantaggiati. L’ultima riprova l’abbiamo avuta con la notizia del cambio per il Dr. Gabellieri, a cui formulo ancora una volta fervidi augurissimi e sentiti ringraziamenti per il bene operato a Cecina. I responsabili hanno fatto dei nomi ma senza assicurarci in maniera assoluta la realtà che ci attende: il futuro è sempre legato a stretta corda con il futuribile».

« Perché per il bene della Bassa Val dì Cecina non si erigono a difensori del nostro ospedale poggiando con forza e a denti stretti la rivendicazione proprio sulla legge Balduzzi da loro tanto amata e reclamizzata? E i nostri sindaci da quali interessi politici sono spinti? Ce lo dicano a chiare note. Ricordatevi, signori capi dei molteplici comuni della BVC che vi rendete responsabili del caso che se un qualunque cittadino sarà impossibilitato a curarsi convenientemente sarà anche colpa vostra. E, per ultimo: Piombino, i grandi responsabili della sanità toscana lo mettano insieme , come lo è stato da sempre, con l’arcipelago toscano ed avranno completato il numero previsto dal magnanimo Balduzzi: Cecina non ha bisogno di altri aggregati perché la matematica non è un opinione!

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