Il Tirreno

Il no al parco acquatico in una lettera al sindaco 

Il no al parco acquatico in una lettera al sindaco 

S. Vincenzo, le perplessità dei frontisti della spiaggia tra le vie Sicilia e Sardegna «È l’unico tratto di arenile libero tra due concessioni e lì il fondale non è adatto»  

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SAN VINCENZO. Si sentono mancare la sabbia da sotto i piedi. Una quindicina i frontisti che affacciano sulla spiaggia tra le vie Sardegna e Sicilia che provano a scacciare la prospettiva di installare un parco acquatico in quel tratto di mare che insiste tra le concessioni demaniali del Bagno Nettuno e del ristorante Serendipity. Occuperà uno specchio acqueo di 1. 500 metri quadrati. Mentre sulla spiaggia, che in quel tratto è libera, un’area di 40 metri quadrati per assistenza, biglietteria e deposito dei materiali. Le loro perplessità le hanno messe nero su bianco in una lettera indirizzata al sindaco di San Vincenzo e per conoscenza all’ufficio del Demanio, agli assessori all’Urbanistica e Attività produttive e Turismo, ma anche alla Capitaneria di porto.

«Il tratto brevissimo di arenile contemplato come spiaggia libera, l’unica restante tra gli stabilimenti balneari, dove si dovrebbe istallare la zona biglietteria e si suppone ricovero per attrezzature già molto ristretta e frequentatissima da turisti e residenti non si presta a ulteriori scorpori a uso privato – affermano –. Vista la necessità anche di un guardiano notturno si domanda dove verranno messi i servizi igienici anche per l’uso dei frequentatori del parco». E aggiungono: «L’uso esclusivo dello specchio di acqua in concessione che risulta molto ampio priva i bagnanti della possibilità di nuotare o di usufruirne liberamente». Tra le perplessità le caratteristiche di quel tratto di mare tra la battigia e la barriera soffolta, denominato vasca. «La vasca comprende uno specchio di acqua molto ristretto, e disseminato di sassi, che impone una distanza ravvicinata dalla riva». E ancora: «La barriera soffolta si troverebbe troppo a ridosso dei giochi, non crediamo inoltre che vi siano i fondali minimi richiesti per legge. In caso di maltempo o forte mareggiata le onde sappiamo bene che arrivano a colpire i muri di recinzione di molte case quindi si chiede di specificare in caso di bisogno dove e come verranno ricoverati i giochi che si suppone siano molto ingombranti».

In tema di paesaggio sono pronti a reclamare il diritto di veduta e panorama «che verrebbe sicuramente alterato». E proseguono: «Chiediamo una dettagliata perizia sull’impatto acustico che ci troveremo ad affrontare e non solo per la possibile emissione di musica. Siamo collocati un una zona classificata come residenziale, anche se l’area interessata è demaniale il rumore si propaga indipendente dalle competenze amministrative». Tra i dubbi anche il traffico indotto, la carenza di parcheggi e l’incremento della affluenza in quel tratto di arenile.

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