La manifestazione
Tre fronti di fuoco, timore per una famiglia
di Manolo Morandini
A Montescudaio isolata una casa in campagna, rogo a Collemezzano, riprendono le fiamme a Marina di Bibbona
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CECINA. Prima della pioggia è il fuoco a tenere in scacco la Bassa Val di Cecina. Montescudaio, Collemezzano e Marina di Bibbona. Tre i fronti che hanno messo a dura prova le squadre dei vigili del fuoco e la protezione civile. Ancora vegetazione e campi andati in fumo. Ma si è temuto che le fiamme potessero raggiungere delle abitazioni. Questo il quadro di un pomeriggio di paura a Montescudaio e nella frazione cecinese di Collemezzano, nel tratto lato mare della strada 206. Mentre in terra bibbonese si è rischiato di rivivere il film del 27 giugno, con le fiamme che hanno ripreso vigore spinte dalle forti raffiche di vento.
Qui Montescudaio. Due focolai a distanza di 400 metri. Sull’origine delle fiamme partite alle 14, 30 a lato della strada in località Il Bagno non nasconde di nutrire seri dubbi il vicesindaco di Montescudaio Fabrizio Landi. «Le fiamme sono partite in contemporanea stando alle indicazioni raccolte da alcuni testimoni che vivono in zona – dice –. È piuttosto singolare che si siano verificate due cause accidentali in luoghi così vicini. Oltretutto non c’erano neppure le condizioni ambientali per pensare all’autocombustione». E che hanno fatto temere per la vita di chi abita nella fattoria San Giovanni. Invece, l’intervento tempestivo della squadra del distaccamento dei vigili del fuoco di Saline e della protezione civile ha permesso di circoscrivere i due fronti e di mettere al sicuro le zone abitate. Un lavoro di tre ore per domare il fuoco e completare la bonifica dei terreni e una parte di bosco attaccata dalle fiamme, in tutto 3 ettari. La guardia resta con la protezione civile che continuerà a monitorare la zona per scongiurare che il fuoco riprenda vigore. A dare una mano alla messa in sicurezza il passaggio di un elicottero del servizio antincendio e la pioggia caduta in serata.
Qui Collemezzano. I pompieri del distaccamento di Cecina hanno dovuto faticare non poco per circoscrivere le fiamme scoppiate in zona Collemezzano, a lato della 206. Vegetazione resa secca da mesi di siccità e il forte vento hanno complicato le operazioni al punto che le raffiche impedivano all’elicottero dell’antincendio di prendere il volo e operare in sicurezza. Si è temuto per alcune abitazioni ma anche in questo caso non è stato necessario evacuare le persone. Sul posto anche la protezione civile oltre a polizia municipale, carabinieri e polizia di stato impegnati a regolare la circolazione. Anche qui a chiudere la partita con il fuoco c’ha pensato la pioggia.
Qui Marina di Bibbona. Per due volte il fuoco ha provato a riprendere vigore dopo che nel pomeriggio del 27 giugno ha mandato in fumo 25 ettari di paglia e grano ma soprattutto tenuto in scacco la Variante Aurelia e richiesto l’interruzione del traffico ferroviario. Incendio su cui il capogruppo di Responsabilità civica Massimiliano Rugo sottolinea: «Risale al 14 giugno scorso la segnalazione urgente trasmessa telefonicamente all’assessore Enzo Mulè, per richiedere un intervento urgente al fine di prevenire eventuali incendi sulle aree che purtroppo sono state attaccate dal fuoco. L’assessore ha raccolto la segnalazione informandoci che il sindaco avrebbe emesso un’ordinanza quanto prima. Ordinanza che purtroppo non è mai arrivata». Taglia corto il sindaco di Bibbona Massimo Fedeli: «Stupisce la volontà politica di Rugo di strumentalizzare una calamità naturale dai contorni ancora da definire ai soli fini propagandistici».
Qui Montescudaio. Due focolai a distanza di 400 metri. Sull’origine delle fiamme partite alle 14, 30 a lato della strada in località Il Bagno non nasconde di nutrire seri dubbi il vicesindaco di Montescudaio Fabrizio Landi. «Le fiamme sono partite in contemporanea stando alle indicazioni raccolte da alcuni testimoni che vivono in zona – dice –. È piuttosto singolare che si siano verificate due cause accidentali in luoghi così vicini. Oltretutto non c’erano neppure le condizioni ambientali per pensare all’autocombustione». E che hanno fatto temere per la vita di chi abita nella fattoria San Giovanni. Invece, l’intervento tempestivo della squadra del distaccamento dei vigili del fuoco di Saline e della protezione civile ha permesso di circoscrivere i due fronti e di mettere al sicuro le zone abitate. Un lavoro di tre ore per domare il fuoco e completare la bonifica dei terreni e una parte di bosco attaccata dalle fiamme, in tutto 3 ettari. La guardia resta con la protezione civile che continuerà a monitorare la zona per scongiurare che il fuoco riprenda vigore. A dare una mano alla messa in sicurezza il passaggio di un elicottero del servizio antincendio e la pioggia caduta in serata.
Qui Collemezzano. I pompieri del distaccamento di Cecina hanno dovuto faticare non poco per circoscrivere le fiamme scoppiate in zona Collemezzano, a lato della 206. Vegetazione resa secca da mesi di siccità e il forte vento hanno complicato le operazioni al punto che le raffiche impedivano all’elicottero dell’antincendio di prendere il volo e operare in sicurezza. Si è temuto per alcune abitazioni ma anche in questo caso non è stato necessario evacuare le persone. Sul posto anche la protezione civile oltre a polizia municipale, carabinieri e polizia di stato impegnati a regolare la circolazione. Anche qui a chiudere la partita con il fuoco c’ha pensato la pioggia.
Qui Marina di Bibbona. Per due volte il fuoco ha provato a riprendere vigore dopo che nel pomeriggio del 27 giugno ha mandato in fumo 25 ettari di paglia e grano ma soprattutto tenuto in scacco la Variante Aurelia e richiesto l’interruzione del traffico ferroviario. Incendio su cui il capogruppo di Responsabilità civica Massimiliano Rugo sottolinea: «Risale al 14 giugno scorso la segnalazione urgente trasmessa telefonicamente all’assessore Enzo Mulè, per richiedere un intervento urgente al fine di prevenire eventuali incendi sulle aree che purtroppo sono state attaccate dal fuoco. L’assessore ha raccolto la segnalazione informandoci che il sindaco avrebbe emesso un’ordinanza quanto prima. Ordinanza che purtroppo non è mai arrivata». Taglia corto il sindaco di Bibbona Massimo Fedeli: «Stupisce la volontà politica di Rugo di strumentalizzare una calamità naturale dai contorni ancora da definire ai soli fini propagandistici».
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