Il Tirreno

Sos degrado all’ex zuccherificio 

di Manolo Morandini
Sos degrado all’ex zuccherificio 

Ordinanza del Comune per ripristinare le condizioni igienico sanitarie a carico dell’Aulo Cecina

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CECINA. Serve un’ordinanza per riguadagnare terreno sulla via del decoro. Due settimane. Questo il termine a carico della società Aulo Cecina Srl, di cui è amministratore Luciano Serretti, per eliminare lo stato di abbandono, l’erba e le sterpaglie nella porzione dell’ex zuccherificio che affaccia sulle vie Timavo e Serchio, dove un tempo attestava il binario ferroviario di servizio all’azienda.

Alle segnalazioni dei residenti è seguito il sopralluogo dei tecnici del Comune di Cecina. Risultato: “Una situazione di abbandono, con crescita incontrollata di erba e sterpaglie”, si legge nell’ordinanza numero 130 del 27 giugno a firma del dirigente del settore Progettazione sostenibile Renato Gori. Alla comunicazione di avvio del procedimento del 24 maggio la Aulo Cecina non ha dato risposta. E così è scattato il provvedimento con termine perentorio. Dal Comune di ordina di eseguire i “necessari lavori di pulizia, taglio dell’erba, potatura delel sterpaglie e sistemazione, al fine di ripristinare e mantenere l’area dell’ex ferrovia a servizio dello zuccherificio in condizioni igienico sanitarie e di decoro urbano idonee”.

Nei mesi scorsi i lavori di sistemazione e sostituzione dell’asfalto in via della Pinetina, la strada che costeggia il perimetro sul lato mare dell’ex zuccherificio, che le radici dei pini avevano reso quasi impraticabile. Lavori eseguiti dal Comune di Cecina con la Aulo Cecina ha proceduto al ripristino della recinzione di cantiere (in gran parte danneggiata), in attesa della sua sistemazione definitiva. Ma l’intervento non ha spento le critiche dei residenti nella zona.

Che fine ha fatto il progetto di recupero dell’ex zuccherificio? La domanda rimbalza da anni. Eppure l’amministratore della Aulo Cecina, Luciano Serretti, taglia corto: «Non rilasciamo interviste, non siamo tenuti a farlo. Siamo una società privata». Oltre 120mila metri quadrati di costruzioni, la metà dei quali riservati ad abitazioni, 250 case per un migliaio di residenti. E inoltre un nuovo teatro comunale, un museo, un albergo e un residence. Una cittadella nell’ex area industriale dismessa alla fine degli anni Ottanta. A questo punto il progetto di recupero è davvero un sogno, partorito nell’ultimo decennio del secolo scorso, quando ancora non si parlava di crisi, diventato piano di recupero nel 2005 e avviato due anni dopo. Ma di tutto quel progetto a oggi l’unica parte realizzata è la porzione destinata ad immobili privati lungo via Ginori, a fianco del sito archeologico di villa San Vincenzino. La convenzione del 2005 impegnava la proprietà, la Aulo Cecina Spa, a chiudere i lavori dopo 10 anni dal ritiro delle concessioni edilizie e nel frattempo a consegnare al Comune l’ex fabbrica (l’immobile centrale) restaurata. Le concessioni sono state ritirate a fine 2006 e i lavori sono cominciati l’anno successivo. Ma a tutt’oggi, a convenzione scaduta, il piano è incompleto.

Di pubblico sebbene l’intervento sia privato c’è molto. L’area che doveva essere restituita al Comune è ormai un rudere. Nei mesi scorsi si parlò di una nuova convenzione. Scaduti i termini della fidejussione di 4, 2 milioni, con palazzo civico che ne ha chiesto l’escussione, sembrava infatti imminente un incontro tra Comune e privati per arrivare a una nuova definizione del progetto. Ma da allora ancora tutto tace.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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