Il dolore
marina di cecina
Meeting, partenza in bicicletta
Fino a domenica 2 luglio laboratori e corsi, musica e conferenze
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CECINA . Pedalando con il campione del mondo Paolo Bettini, anche in veste di assessore al Turismo sportivo di Cecina, ospiti e autorità hanno inaugurato la mattina del 28 giugno l’edizione numero 23 del Meeting internazionale antirazzista alla Cecinella di Marina. I presidenti dell’Arci Bassa val di Cecina Claudia Franconi e regionale Gianluca Mengozzi hanno salutato gli intervenuti e con l’assessore Giovanni Salvini hanno stretto la mano a chi scommette sul diritto di cittadinanza e sull’integrazione per un mondo migliore.
Dopo i brevi interventi, via ai laboratori e ai racconti di Vezio Gabellieri dell’Anpi. «Sono contento di essere coinvolto come assessore e ciclista – afferma Bettini –. La bici, che da passione giovanile ho trasformato in lavoro gareggiando in quattro continenti, è sinonimo di libertà. Lo conferma la storia di un toscano entrato di diritto nel Giardino dei Giusti, Gino Bartali».
Attraversare le strade della frazione senza distinzione di razza significa «raccontare il nostro territorio e il nostro passato affinché si sviluppi una città plurale, piena di prospettive», sottolinea Salvini. Composte dalla capacità di capire e capirsi, nella ricerca dell’eguaglianza.
«Apro l’appuntamento – dice il presidente regionale Arci Mengozzi – nel ricordo di Luciano Bandini, morto nei mesi scorsi, custode per tutti questi anni. Non dimentichiamo il nostro percorso, con l’idea di Mauro Bini divenuta progetto e la crescita dell’iniziativa nel tempo. Ringrazio i volontari che trascorreranno con noi quattro giorni, dibattendo temi attuali come la lotta al razzismo. Molti di loro, a metà degli anni ‘90, non erano ancora nati. È il momento di passare il testimone alle nuove generazioni». Che avranno il compito non semplice di traghettare il sodalizio verso il futuro. Fino a domenica 2 luglio, avanti con laboratori e corsi, formazione e conferenze. Concedendo spazio alla musica, alla cucina multietnica e all’accoglienza.
Michele Falorni
Dopo i brevi interventi, via ai laboratori e ai racconti di Vezio Gabellieri dell’Anpi. «Sono contento di essere coinvolto come assessore e ciclista – afferma Bettini –. La bici, che da passione giovanile ho trasformato in lavoro gareggiando in quattro continenti, è sinonimo di libertà. Lo conferma la storia di un toscano entrato di diritto nel Giardino dei Giusti, Gino Bartali».
Attraversare le strade della frazione senza distinzione di razza significa «raccontare il nostro territorio e il nostro passato affinché si sviluppi una città plurale, piena di prospettive», sottolinea Salvini. Composte dalla capacità di capire e capirsi, nella ricerca dell’eguaglianza.
«Apro l’appuntamento – dice il presidente regionale Arci Mengozzi – nel ricordo di Luciano Bandini, morto nei mesi scorsi, custode per tutti questi anni. Non dimentichiamo il nostro percorso, con l’idea di Mauro Bini divenuta progetto e la crescita dell’iniziativa nel tempo. Ringrazio i volontari che trascorreranno con noi quattro giorni, dibattendo temi attuali come la lotta al razzismo. Molti di loro, a metà degli anni ‘90, non erano ancora nati. È il momento di passare il testimone alle nuove generazioni». Che avranno il compito non semplice di traghettare il sodalizio verso il futuro. Fino a domenica 2 luglio, avanti con laboratori e corsi, formazione e conferenze. Concedendo spazio alla musica, alla cucina multietnica e all’accoglienza.
Michele Falorni
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