La manifestazione
«Nessuna obiezione sul percorso»
«Sulla pratica di aumento della capacità di emungimento dai pozzi Asa non abbiamo alcuna obiezione». A confermarlo è Raffaele Calabrese De Feo in rappresentanza della multinazionale belga. Le...
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«Sulla pratica di aumento della capacità di emungimento dai pozzi Asa non abbiamo alcuna obiezione». A confermarlo è Raffaele Calabrese De Feo in rappresentanza della multinazionale belga. Le obiezioni restano sulla delibera regionale 40 del 2017 su cui Solvay ha presentato ricorso al tribunale superiore delle acque. «Contestiamo il principio di conoscenza perché in base ai nostri studi in quell’area c’è più acqua di quello che si dice nella delibera». Resta sullo sfondo, ma è la madre di tutte le questioni la delibera 40 del 2017 che in soldoni fissa una misura di salvaguardia, in attesa del nuovo piano di tutela delle acque che è in fase di aggiornamento, dando la priorità al consumo umano con interventi strutturali per sviluppare la derivazione di 3 milioni di metri cubi all’anno per fini esclusivamente idropotabili, con particolare riferimento alle risorse dei Gorili-Steccaia. E tutta una serie di interventi che Asa ha già presentato all’Autorità idrica Toscana e alla Regione per 9, 2 milioni di euro di investimenti di cui 4, 6 milioni che dovrà versare Solvay, in origine legati all’invaso di Puretta, poi naufragato insieme al progetto Idro-S. C’è anche il tema Aretusa, l’impianto che fornisce acqua depurata a Solvay, ma che rispetto al potenziale di 2, 5 milioni di metri cubi l’azienda utilizza per circa 1, 5 milioni.
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