Sicurezza
Vini di Bolgheri, la siccità non fa paura
di Divina Vitale
Cauto ottimismo tra i produttori della Doc: «Bastano 30-40 millimetri di pioggia per mettere al sicuro la vendemmia»
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BOLGHERI . C’è cauto ottimismo sull’ombra di un’annata a rischio a causa della siccità sul comprensorio bolgherese. Non piove infatti dai primi di maggio. Anche se alcuni produttori hanno già montato gli impianti a goccia, per evitare di far entrare in stress le piante, la vegetazione, al momento, è verde e rigogliosa e le previsioni alle porte, con piogge in arrivo, fanno di certo tirare un sospiro di sollievo. Per stare al sicuro servirebbero 30-40 millimetri di pioggia, secondo gli esperti, anche perché ancora è presto per tirare le fila. I due mesi che precedono l’inizio della vendemmia sono lunghi e la partita è ancora tutta da giocare, almeno a sentire i maggiori produttori bolgheresi e gli addetti ai lavori. «Semmai sono più a rischio i vigneti giovani e quelli posti in suoli collinari o pedocollinari – spiega Marco Ferrarese, direttore di Guado al tasso, Antinori . Le vigne che si trovano nei terreni sabbiosi e argillosi attualmente non mostrano sofferenza. Tra l’altro non dipende solo dalla mancanza d’acqua ma anche dall’escursione giorno- notte e dal calore diurno, se si sta su un più 35 gradi di giorno la vite infatti non respira e, di conseguenza, la crescita si ferma. Al momento siamo positivi poi se dovesse continuare per un mese così, ma non credo, è lecito preoccuparsi. Alla fine i rischi maggiori stanno nel non corretto sviluppo del grappolo».
«Le vigne stanno bene – aggiunge Cinzia Merli delle Macchiole – le piante sono in piena vegetazione, ma vanno tenute sott’occhio. Per fortuna le escursioni termiche tra il giorno e la notte ci aiutano. Devo dire che la parte a coltivazione biodinamica presenta una situazione ottimale grazie all’equilibrio che le piante hanno raggiunto. Bisogna ammettere però che il lavoro in vigna è molto intenso, perché non si può rischiare e così per quanto riguarda i costi gli aumenti sono notevoli».
«La siccità a Bolgheri va detto, - dichiara l’agronomo Stefano Bartolomei che segue oltre a Bolgheri molte realtà italiane per il gruppo Matura – in questa fase è un problema meno sentito rispetto ad al altre zone della Toscana come il Chianti Classico, questo anche perché ha terreni più sabbiosi e vicino alla falda. Tra l’altro dai dati analitici che ho in mano i numeri sono alti ma non preoccupanti. Sento paragonare questa annata alla 2003 (considerata una delle più calde in assoluto) ma non mi pare proprio sia così. Eviterei quindi allarmismi».
«Le vigne stanno bene – aggiunge Cinzia Merli delle Macchiole – le piante sono in piena vegetazione, ma vanno tenute sott’occhio. Per fortuna le escursioni termiche tra il giorno e la notte ci aiutano. Devo dire che la parte a coltivazione biodinamica presenta una situazione ottimale grazie all’equilibrio che le piante hanno raggiunto. Bisogna ammettere però che il lavoro in vigna è molto intenso, perché non si può rischiare e così per quanto riguarda i costi gli aumenti sono notevoli».
«La siccità a Bolgheri va detto, - dichiara l’agronomo Stefano Bartolomei che segue oltre a Bolgheri molte realtà italiane per il gruppo Matura – in questa fase è un problema meno sentito rispetto ad al altre zone della Toscana come il Chianti Classico, questo anche perché ha terreni più sabbiosi e vicino alla falda. Tra l’altro dai dati analitici che ho in mano i numeri sono alti ma non preoccupanti. Sento paragonare questa annata alla 2003 (considerata una delle più calde in assoluto) ma non mi pare proprio sia così. Eviterei quindi allarmismi».
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