Sicurezza
Pedalata antirazzista ritorna il Meeting
I temi: cittadinanza, identità e buona accoglienza In bicicletta a Marina per abbattere i muri dell’intolleranza
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CECINA. Cittadinanza, identità e buona accoglienza sono i temi del Meeting internazionale antirazzista che il parco “I Pini” alla Cecinella di Marina ospiterà da mercoledì 28 giugno (ore 9.30) con “Bici e libertà”. All’inaugurazione saranno presenti il sindaco, Samuele Lippi, la presidente dell’Arci Claudia Franconi, il campione del mondo di ciclismo Paolo Bettini e altre autorità. Alla fine della cerimonia, pedalata nelle strade della frazione per unire culture diverse, parlare e conoscersi meglio. Il programma è ricco e le iniziative sono molte. Chiusura domenica 2 luglio, a sera.
Il primo cittadino, l’assessore Giovanni Salvini e Franconi hanno presentato l’appuntamento con la conferenza stampa di ieri a Palazzo civico. La possibilità di confrontarsi non mancherà, a partire da argomenti attuali come il diritto di cittadinanza e i conflitti che dilaniano il mondo. “Daremo risposte e strumenti di riflessione alla comunità e agli addetti ai lavori. Il simbolico taglio del nastro con la passeggiata in bici non è casuale”, ha detto Franconi. Senza dimenticare che, nei giorni scorsi, il furgoncino nuovo dell’associazione è già stato rigato con un chiodo. L’impegno dell’amministrazione da metà degli anni Novanta a oggi, quando il Mia nacque, è sempre stato costante. Il sindaco sottolinea che è “l’iniziativa più importante a livello regionale e nazionale in cui si parla di inclusione e integrazione”. Due concetti simili per raccontare i nuovi modelli della società, nati dal cambiamento degli scenari mondiali e dai tremendi conflitti che hanno costretto milioni di persone a lasciare il proprio paese. Sullo sfondo, anche la mostra fotografica di Enrico Genovesi e la possibilità di iscriversi ai laboratori e ai corsi.
«Il Meeting – ha concluso Salvini – apre una finestra su ciò che avviene attorno a noi ed offre l’opportunità di ascoltare testimonianze dirette. Ai migranti, possiamo raccontare la nostra storia e quella del territorio partendo proprio dalla bicicletta, un fenomeno sociale e non solo di costume, un mezzo utilizzato spesso da chi fugge». Un riferimento esplicito ai popoli in transito e alle disuguaglianze sociali, al quale si aggiungono per esempio “Hip hop for peace. Quando la musica diventa resistenza e libertà” e “L’appetito vien viaggiando: la cucina africana”, due dei laboratori previsti in calendario. Il filo indissolubile che lega le tipicità allo sport, il quadro politico mondiale ai contesti locali è la volontà di costruire un pont per tendere la mano e allontanare l’indifferenza. Affrontando la sfida nel momento. Michele Falorni
Il primo cittadino, l’assessore Giovanni Salvini e Franconi hanno presentato l’appuntamento con la conferenza stampa di ieri a Palazzo civico. La possibilità di confrontarsi non mancherà, a partire da argomenti attuali come il diritto di cittadinanza e i conflitti che dilaniano il mondo. “Daremo risposte e strumenti di riflessione alla comunità e agli addetti ai lavori. Il simbolico taglio del nastro con la passeggiata in bici non è casuale”, ha detto Franconi. Senza dimenticare che, nei giorni scorsi, il furgoncino nuovo dell’associazione è già stato rigato con un chiodo. L’impegno dell’amministrazione da metà degli anni Novanta a oggi, quando il Mia nacque, è sempre stato costante. Il sindaco sottolinea che è “l’iniziativa più importante a livello regionale e nazionale in cui si parla di inclusione e integrazione”. Due concetti simili per raccontare i nuovi modelli della società, nati dal cambiamento degli scenari mondiali e dai tremendi conflitti che hanno costretto milioni di persone a lasciare il proprio paese. Sullo sfondo, anche la mostra fotografica di Enrico Genovesi e la possibilità di iscriversi ai laboratori e ai corsi.
«Il Meeting – ha concluso Salvini – apre una finestra su ciò che avviene attorno a noi ed offre l’opportunità di ascoltare testimonianze dirette. Ai migranti, possiamo raccontare la nostra storia e quella del territorio partendo proprio dalla bicicletta, un fenomeno sociale e non solo di costume, un mezzo utilizzato spesso da chi fugge». Un riferimento esplicito ai popoli in transito e alle disuguaglianze sociali, al quale si aggiungono per esempio “Hip hop for peace. Quando la musica diventa resistenza e libertà” e “L’appetito vien viaggiando: la cucina africana”, due dei laboratori previsti in calendario. Il filo indissolubile che lega le tipicità allo sport, il quadro politico mondiale ai contesti locali è la volontà di costruire un pont per tendere la mano e allontanare l’indifferenza. Affrontando la sfida nel momento. Michele Falorni
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