Il Tirreno

ruderi e cantieri 

«La burocrazia ci sta uccidendo» 

 «La burocrazia ci sta uccidendo» 

Dello Sbarba cita tre casi: ex Ciucheba, Bagni Italia e Villa Celestina

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CASTIGLIONCELLO . «Tre eventi negativi formano una prova. I ruderi del Ciucheba emergono ancora maestosi nella loro sconvolgente "normalità" tutta italiana - scrive Enrico Dello Sbarba, del club culturale La Carta ed ex politico di lungo corso - . Abbiamo cercato di capire l'ennesima puntualizzazione dell'assessore Margherita Pia alla quale non ci sentiamo più di attribuerle precise responsabilità sul ritardo "angoscioso" che si trascina stancamente da almeno sei anni: le cause risiedono nell'incredibile groviglio burocratico che vedono nella Regiona Toscana la diretta responsabile». «Il discorso sarebbe molto lungo - prosegue Dello Sbarba -, ma i ritardi catastrofici nello svolgimento di normali pratiche di routine che, in ogni altro paese del mondo vengono definite con puntualità e rapidità, sono sicuramente da attribuire anche all'ente Regione che anziché essere elemento di sburocratizzazione e di velocizzazione in alternativa, (in alternativa si disse all'epoca della costituzione delle Regioni) all'asfissiante lentezza degli organi centrali, è divenuto, negli anni, ostacolo insopportabile ad un normale svolgimento delle procedure permessuali». E ancora: «L'altalena dell'ascensore dei bagni Italia, i cui lavori sono stati sospesi per la terza volta a seguito di intervento della magistratura - dice ancora nel suo intervento Dello Sbarba - rappresenta un altro fulgido esempio della funzionalità del sistema paese: naturalmente rispettosi come siamo della funzionalità degli organismi statali evitiamo qualsiasi commento. «Ed infine, nel bel mezzo di queste due "sciagure" non possiamo dimenticare la "mitica Villa Celestina". Che senso di smarrimento e di mestizia ci invade - conclude il suo intervento Dello Sbarba - allorché, durante "le personali immersioni" nel tratto di mare prospicente gli Ausonia, alziamo lo sguardo e vediamo Villa Celestina, desolatamente "sola ed abbandonata": sono passati ormai quattro anni ed il suo "silenzio" è divenuto assordante! Per carità di patria: chiudiamola qua».

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