Sicurezza
L’opera è trascurata, l’artista Fiengo e l’ipotesi di una ripicca del Comune di Cecina
Al centro dello scontro la fontana di largo Cairoli a Marina di Cecina dove da oltre un anno sono caduti due elementi metallici
CECINA. Disinteresse? Cialtroneria o ripicca? Non si dà una risposta lo scultore Antonio Fiengo dopo mesi dalla segnalazione prima negli uffici del Comune di Cecina e poi direttamente al sindaco Samuele Lippi. Da oltre un anno un paio di elementi metallici della sua opera, i piccioni, quelli più sporgenti, nella fontana di largo Cairoli a Marina di Cecina sono caduti e non si è ancora provveduto a rimetterli al loro posto.
«Erano i primi anni ‘90 quando l’amministrazione comunale decise di rinnovare l’arredo urbano di due importanti luoghi della città, parte di corso Matteotti, piazza Guerrazzi e piazza della Chiesa e largo Cairoli a Marina, trasformandoli in aree pedonali, e creando così due preziosi salotti cittadini – dice Fiengo –. L’allora assessore Maurizio Pascucci mi incaricò di realizzare due opere da collocare in detti luoghi che fossero dedicate agli artisti di strada. Pensai a una cosa che non fosse molto invasiva e che potesse simboleggiare la natura degli artisti di strada. Il risultato fu un gruppo di uccelli realizzati in metallo, gabbiani o colombe, che si posavano per ristorarsi prima di riprendere il volo per un’altra meta».
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Il primo gruppo, in lamiera di rame, inaugurato nel ‘95 è collocato sopra uno dei lampioni in piazza Guerrazzi. Il secondo, inaugurato nel ‘97, in lamiera di ottone, si trova in quella che tutti chiamano la lavatrice del Baggiani, in largo Cairoli. E a questo proposito il professor Fiengo ricostruisce il filo di quell’opera. «L’architetto Marco Baggiani ideò quelle due lastre di cemento colorato, poggianti nella vasca, con le quali voleva rappresentare i quattro elementi, terra aria, fuoco e acqua, con un oblò centrale, attraverso il quale era possibile inquadrare il sole al tramonto – spiega –. Tra le due lastre di cemento, il Baggiani, collocò tre fibre ottiche che illuminavano il gruppo scultoreo, con colori cangianti, posizionato sul vertice della Lavatrice». Che aggiunge: «Le fibre ottiche, che davano un tocco prezioso al tutto, funzionarono sì e no per due o tre mesi e mai più riattivate. Oltre a ciò, negli anni, un paio di elementi metallici, i piccioni, quelli più sporgenti, più volte sono caduti e sono stati ricollocati solo dietro il mio diretto interessamento. E più volte sono stato io stesso a recuperarli dalla vasca, perché nessuno dell’amministrazione, salvo rare eccezioni, se ne era accorto».
Fiengo più volte in passato ha interpellato Baggiani. «In molte occasioni mi sono rivolto a lui per chiedere come mai l’amministrazione fosse così disattenta e non si adoperasse per la manutenzione della fontana e soprattutto del ripristino delle fibre ottiche, mi rispondeva allargando le braccia e dicendo che in sostanza non importava niente a nessuno». Ed oggi siamo nella stessa situazione. «Da oltre un anno, i due soliti elementi metallici sono caduti, e si è capito che il problema risiede in un difetto di fissaggio che molto semplicemente può essere definitivamente ovviato e messo in sicurezza afferma l’artista –. Oltre a ciò, gli elementi in cemento, come pure il fondo della vasca, avrebbero estremo bisogno di essere ripuliti dal calcare che un po’ alla volta li corrode e fa sparire i colori originali».
Una prima richiesta in via informale del professor Fiengo di ricollocare gli elementi metallici risale allo scorso anno. «Nel marzo scorso, ho scritto direttamente al sindaco, facendogli presente tale necessità, ma non ho avuto alcuna risposta – sostiene –. Il 19 maggio, in occasione del finissage della mostra fotografica di Gregor Maria Schmid, fotografo di Gilching, ribadii al nostro sindaco tale necessità e lui, chiamando a sé il dirigente Roberto Rocchi, presente alla cerimonia, gli diede mandato di occuparsi della faccenda. Il costo dell’operazione, come da preventivo della ditta Metalquattro, dove ho eseguito il lavoro e che ha sempre seguito la manutenzione, è di 350 euro più Iva. Cifra evidentemente insostenibile».
Non è finita. «La mattina del 31 maggio, incontrando casualmente il Rocchi, gli chiesi a che punto fosse la cosa... sembrò cadere dalle nuvole e mi rispose di inviare direttamente a lui una richiesta formale per poter procedere con l’impegno di spesa. Inviai quanto richiesto la mattina stessa, informandone anche il sindaco e il suo portavoce Valter Dominici, ma a tutt’oggi, nonostante i solleciti, non ho avuto risposta alcuna. Dal Rocchi non ho avuto nemmeno la conferma di lettura della mail, che invece è stata letta la mattina stessa sia dal sindaco che dal Dominici».
Le domande che si pone Fiengo a questo punto sono tante. «Si tratta di totale disinteresse per le istanze dei cittadini? Cialtroneria? O forse il nostro sindaco si è offeso perché di recente ho criticato alcune sue scelte molto discutibili?».
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