Il Tirreno

Villa Guerrazzi fuori il gestore del ristorante 

di Manolo Morandini
Villa Guerrazzi fuori il gestore del ristorante 

Entro 5 giorni la riconsegna dell’immobile Contestate inadempienze gravi del contratto 

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CECINA. Il telo verde sventola. Apre la vista sul precipizio. Quello in cui sprofonda un gioiello pubblico. L’ex ristorante enoteca di Villa Guerrazzi. C’è una scala e sul fondo un vuoto colmo d’acqua putrida, lasciato senza alcuna protezione. Un pericolo. Ma anche il segno più evidente del degrado e dell’abbandono. Lo stato dell’immobile si scopre dal basso. Da quella che doveva essere la taverna. La porta è divelta. Il locale, dal pavimento al soffitto, è invaso dall’umidità e dalle muffe.

Il colpo d’occhio è difficile da tollerare, anche alla luce del braccio di ferro che oppone il Comune di Cecina e il gestore del complesso, l’impresa rosignanese Ruby Srl, con la battaglia finita in sede civile al Tribunale a Livorno.

Il parco della Cinquantina in piena stagione turistica offre questo. Ed è destinato a restare così per molto. Nonostante il Comune di Cecina dopo mesi di stallo si sia deciso a sciogliere il contratto che lo lega al gestore che di fatto da mesi ha deciso di interrompere il servizio. L’unico punto di ristoro per i visitatori del museo archeologico e di quello della civiltà contadina.

Nella determina 664 del 22 giugno si ricostruisce una rapporto che non ha mai funzionato. “Il comportamento della società affidataria è tale da non consentire la prosecuzione del contratto perché, diversamente, si determinerebbe l’aggravamento della sua posizione debitori a verso il Comune con scarse probabilità di recuperare il credito maturato”, si legge nell’atto che porta la firma del dirigente del settore Patrimonio Roberto Rocchi. La controversia giudiziaria, dopo tentativi di conciliazione andati a vuoto, sembra avere tempi incerti, “con inevitabili ripercussioni sullo stato della struttura, già interessata dal diffuso degrado, connesso all’assenza di manutenzione”. E ancora: “Considerato che la controparte ha dichiarato espressamente di non voler proseguire nel rapporto e di aver cessato l’attività già a partire dall’ottobre 2016”.

Il contratto di gestione con la Ruby Srl viene risolto per grave inadempimento e al concessionario viene intimato “il rilascio dell’immobile entro 5 giorni” sottolinenando “l’urgenza di riacquisire la struttura al fine di evitarne l’aggravamento del degrado”.

Una situazione critica il rapporto tra l’ente locale e la Ruby Srl: divenuta gestore del ristorante a gennaio 2013, non ha mai onorato il pagamento del canone annuale di 16.000,50 euro. Già la gara per la concessione nel 2012 aveva registrato un passo falso. Due le offerte pervenute. La Ruby Srl si classificò seconda, salvo poi essere ripescata perché l’altra, ai successivi controlli risultò decaduta. Il Comune già a ottobre 2014 ha sollecitato la società con tanto di diffida a mezzo raccomandata. E per tutta risposta in via Landi è arrivata una lettera del legale della società, in cui si contesta l’inadempimento contrattuale del Comune e si chiede anche un risarcimento danni. Un passo quello di riacquistare la disponibilità dell’immobile che in futuro potrebbe avere altra destinazione vista la catena dei flop inanellata.

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