Sicurezza
bibbona
Rondinaia, il cantiere è pericoloso, scatta l’ordinanza
BIBBONA. L’urgenza di ripristinare la recinzione del cantiere Rondinaia Verde si traduce in un’ordinanza. Nel cantiere fantasma della maxi lottizzazione che prometteva di cambiare il volto di Bibbona...
2 MINUTI DI LETTURA
BIBBONA. L’urgenza di ripristinare la recinzione del cantiere Rondinaia Verde si traduce in un’ordinanza. Nel cantiere fantasma della maxi lottizzazione che prometteva di cambiare il volto di Bibbona lo stato di abbandono comincia a mostrare gli effetti. Anche se sono serviti otto mesi dalla diffida inviata dal sindaco di Bibbona Massimo Fedeli al curatore fallimentare Enrico Pecchia. Nella missiva del 10 ottobre scorso si chiedeva di intervenire con urgenza per la messa in sicurezza.
Il tempo è trascorso e niente è cambiato. Così si prova a chiudere il cerchio con l’ordinanza numero 45 del 21 giugno a firma del responsabile dell’area Lavori pubblici Paolo Simoncini. Nessuno però si fa illusioni. Per rimediare ai buchi e i crolli della recinzione che delimita il cantiere servono circa 50. 000 euro. L’area interessata affaccia sulla strada provinciale 16, via delle Macine e in parte su via dei Poggiali. Una recinzione realizzata dieci anni fa e che oggi “versa in condizioni di grave fatiscenza tale da creare un serio pregiudizio alla pubblica incolumità delle persone”, si legge nel testo dell’ordinanza.
Al curatore viene dato un termine di 30 giorni per provvedere alla messa in sicurezza. Altrimenti l’intervento sarà eseguito d’ufficio dal Comune di Bibbona che per recuperare le spese dovrà girare il conto alla curatela fallimentare. Ed è quest’ultima l’unica soluzione ritenuta praticabile per ripristinare le condizioni di sicurezza dell’area di cantiere, per lo meno per la parte che affaccia sulla strada pubblica.
La voragine che fa capo alla Rondinaia Verde Srl, di cui era amministratore unico Elbano Toninelli, è di 17 milioni di euro. A certificarlo è il Tribunale di Livorno che ha approvato le richieste dei creditori ammessi al passivo della società, dichiarata fallita il 30 giungo 2016.
Un buco nero la maxi lottizzazione. Ci sono una decina di famiglie che hanno già il rogito notarile e vivono lì, con la casa in mezzo a un cantiere. Una quindicina, invece, quelle che rischiano di perdere tutto. In alcuni casi i preliminari di vendita sono stati registrati, ma non trascritti. Hanno preso possesso dell’abitazione e ci vivono con i loro bambini nel pieno della tempesta. Progettisti, costruttori, fornitori la lista dei creditori è lunga. Tra i maggiori c’è la Cassa di risparmio di Volterra. (m.m.)
Il tempo è trascorso e niente è cambiato. Così si prova a chiudere il cerchio con l’ordinanza numero 45 del 21 giugno a firma del responsabile dell’area Lavori pubblici Paolo Simoncini. Nessuno però si fa illusioni. Per rimediare ai buchi e i crolli della recinzione che delimita il cantiere servono circa 50. 000 euro. L’area interessata affaccia sulla strada provinciale 16, via delle Macine e in parte su via dei Poggiali. Una recinzione realizzata dieci anni fa e che oggi “versa in condizioni di grave fatiscenza tale da creare un serio pregiudizio alla pubblica incolumità delle persone”, si legge nel testo dell’ordinanza.
Al curatore viene dato un termine di 30 giorni per provvedere alla messa in sicurezza. Altrimenti l’intervento sarà eseguito d’ufficio dal Comune di Bibbona che per recuperare le spese dovrà girare il conto alla curatela fallimentare. Ed è quest’ultima l’unica soluzione ritenuta praticabile per ripristinare le condizioni di sicurezza dell’area di cantiere, per lo meno per la parte che affaccia sulla strada pubblica.
La voragine che fa capo alla Rondinaia Verde Srl, di cui era amministratore unico Elbano Toninelli, è di 17 milioni di euro. A certificarlo è il Tribunale di Livorno che ha approvato le richieste dei creditori ammessi al passivo della società, dichiarata fallita il 30 giungo 2016.
Un buco nero la maxi lottizzazione. Ci sono una decina di famiglie che hanno già il rogito notarile e vivono lì, con la casa in mezzo a un cantiere. Una quindicina, invece, quelle che rischiano di perdere tutto. In alcuni casi i preliminari di vendita sono stati registrati, ma non trascritti. Hanno preso possesso dell’abitazione e ci vivono con i loro bambini nel pieno della tempesta. Progettisti, costruttori, fornitori la lista dei creditori è lunga. Tra i maggiori c’è la Cassa di risparmio di Volterra. (m.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google