Attenzione
Armunia, controlli della Corte dei conti
di Maria Meini
La Guardia di finanza ha acquisito bilanci e altri documenti nella sede del castello. All’origine un esposto del 2014
2 MINUTI DI LETTURA
CASTIGLIONCELLO. I bilanci di Armunia sono finiti sotto la lente di ingrandimento della Corte dei conti. L’organo di controllo amministrativo degli enti pubblici ha ordinato l’acquisizione di documenti nella sede dell’associazione ente spettacoli del Comune di Rosignano.
Giovedì scorso la guardia di finanza si è presentata a Castello Pasquini, che ospita gli uffici di Armunia fin dalla sua fondazione, 25 anni fa, ed ha chiesto di accedere alla documentazione contabile relativa a bilanci, fatture, dipendenti, contratti. Nessuna spiegazione da parte degli agenti di polizia giudiziaria, come è prassi in questi casi, ma l’ipotesi più plausibile che circola dopo l’ispezione è che la Corte abbia dato seguito a un esposto presentato da un consigliere di opposizione. Nel 2014 fu la consigliera 5 Stelle Serena Mancini a rivolgersi alla Corte dei Conti chiedendo di accertare se l’associazione fosse stata gestita «negli ultimi anni in modo corretto dal punto di vista contabile e finanziario».
Mancini nello specifico chiedeva di verificare se «il totale delle spese e il relativo pagamento hanno rispettato il vincolo statutario di non superare le entrate previste», se «i disavanzi sono stati ripianati con le entrate ordinarie entro i due esercizi successivi, come da statuto» e di accertare «la reale situazione finanziaria di Armunia 1 ed Armunia 2», chiedendo di conoscere i reali motivi della nascita di Armunia 2, ovvero la Fondazione, «e delle dimissioni del primo Cda, nonché «se esistano responsabilità da parte di sindaco, amministratori comunali, amministratori di Armunia 1 e 2 e consiglio d'indirizzo presieduto dallo stesso sindaco di Rosignano» e se ci sono gli estremi di danno erariale.
«Da quando ho presentato l’esposto - dice Mancini, ricordando di averlo consegnato direttamente alla sede regionale della Corte, a Firenze - non ho più saputo niente, ma so che la Corte non informa mai i firmatari di esposti dell’esito di eventuali indagini». Mancini nel suo esposto chiedeva anche informazioni relative «ad un mutuo acceso per ripianare i debiti» - circa 600mila euro - al momento della creazione della Fondazione. Debito che il Comune avrebbe dovuto garantire.
Il sindaco Alessandro Franchi è tranquillo. «La guardia di finanza - dice - ha chiesto una documentazione relativa all’associazione Armunia. Non abbiamo niente da nascondere: non abbiamo preso nessun mutuo, era solo un’ipotesi di cui parlammo in una commissione consiliare, e i debiti in realtà sono la metà, non più di 300mila euro».
Spiega l’amministratore unico della Fondazione, il commercialista Sergio Volterrani: «La guardia di finanza ha chiesto a me e al presidente dell’associazione Armunia Vincenzo Brogi di accedere alla documentazione contabile dell’ente. Eravamo entrambi presenti nella sede di castello Pasquini. In realtà la Fondazione non ha dipendenti, gestisce solo il parcheggio d’estate. Siamo sereni, non abbiamo niente di cui preoccuparci».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Giovedì scorso la guardia di finanza si è presentata a Castello Pasquini, che ospita gli uffici di Armunia fin dalla sua fondazione, 25 anni fa, ed ha chiesto di accedere alla documentazione contabile relativa a bilanci, fatture, dipendenti, contratti. Nessuna spiegazione da parte degli agenti di polizia giudiziaria, come è prassi in questi casi, ma l’ipotesi più plausibile che circola dopo l’ispezione è che la Corte abbia dato seguito a un esposto presentato da un consigliere di opposizione. Nel 2014 fu la consigliera 5 Stelle Serena Mancini a rivolgersi alla Corte dei Conti chiedendo di accertare se l’associazione fosse stata gestita «negli ultimi anni in modo corretto dal punto di vista contabile e finanziario».
Mancini nello specifico chiedeva di verificare se «il totale delle spese e il relativo pagamento hanno rispettato il vincolo statutario di non superare le entrate previste», se «i disavanzi sono stati ripianati con le entrate ordinarie entro i due esercizi successivi, come da statuto» e di accertare «la reale situazione finanziaria di Armunia 1 ed Armunia 2», chiedendo di conoscere i reali motivi della nascita di Armunia 2, ovvero la Fondazione, «e delle dimissioni del primo Cda, nonché «se esistano responsabilità da parte di sindaco, amministratori comunali, amministratori di Armunia 1 e 2 e consiglio d'indirizzo presieduto dallo stesso sindaco di Rosignano» e se ci sono gli estremi di danno erariale.
«Da quando ho presentato l’esposto - dice Mancini, ricordando di averlo consegnato direttamente alla sede regionale della Corte, a Firenze - non ho più saputo niente, ma so che la Corte non informa mai i firmatari di esposti dell’esito di eventuali indagini». Mancini nel suo esposto chiedeva anche informazioni relative «ad un mutuo acceso per ripianare i debiti» - circa 600mila euro - al momento della creazione della Fondazione. Debito che il Comune avrebbe dovuto garantire.
Il sindaco Alessandro Franchi è tranquillo. «La guardia di finanza - dice - ha chiesto una documentazione relativa all’associazione Armunia. Non abbiamo niente da nascondere: non abbiamo preso nessun mutuo, era solo un’ipotesi di cui parlammo in una commissione consiliare, e i debiti in realtà sono la metà, non più di 300mila euro».
Spiega l’amministratore unico della Fondazione, il commercialista Sergio Volterrani: «La guardia di finanza ha chiesto a me e al presidente dell’associazione Armunia Vincenzo Brogi di accedere alla documentazione contabile dell’ente. Eravamo entrambi presenti nella sede di castello Pasquini. In realtà la Fondazione non ha dipendenti, gestisce solo il parcheggio d’estate. Siamo sereni, non abbiamo niente di cui preoccuparci».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
