Il Tirreno

Mai così poca pioggia, falda in sofferenza 

di Manolo Morandini
Mai così poca pioggia, falda in sofferenza 

In Bassa Val di Cecina precipitazioni ridotte del 50% rispetto a 15 anni fa. Il fiume sta esaurendo la sua portata

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CECINA. «Il livello della falda è il più basso mai registrato da quando abbiamo iniziato la gestione del servizio idrico per i comuni costieri. Siamo già sotto il livello toccato nella crisi idrica del 2012». Dal quartier generale di Asa non forniscono numeri, ma un’immagine che non lascia spazio alle interpretazioni. Non si parla di emergenza idrica, ma la situazione è in evoluzione.

Anche il fiume Cecina ha sete. E sta esaurendo la sua portata d’acqua. Non potrebbe essere altrimenti a fronte del deficit di pioggia, calcolato con il confronto degli ultimi 15 anni registra valori del 50%. Un dimezzamento sia per numero di giorni che di quantità d’acqua caduta da cielo. Poca acqua e alte temperature che stanno favorendo la formazione di alghe. A qualche centinaio di metri dalla foce il letto del fiume si sta trasformando in una sorta di prato verde. In un fiume malato. E mai così asciutto.

I sensori installati dal Centro funzionale della Regione lungo l’asta del fiume Cecina, in corrispondenza del ponte di Monterufoli (Guardistallo), segnano livelli prossimi al deflusso minimo vitale, ovvero a quella portata minima per garantire al corso d’acqua il mantenimento dell’integrità del proprio ecosistema. Il dato medio di maggio si è attestato a 0,54 metri cubi al secondo. Per trovare un valore così basso bisogna ritornare indietro di trent’anni, al maggio del 1987. E per avere un altro termine di paragone nello stesso periodo dello scorso anno il dato si attestava a 1,08 metri cubi al secondo.

L’Autorità idrica toscana (Ait) prevede un rischio di crisi idropotabile per il territorio che si attesta al livello medio. E raccomanda ai sindaci l’emanazione di ordinanze per il divieto dell’uso dell’acqua potabile per attività non strettamente necessarie, come il lavaggio di auto, l’inaffiamento di orti e giardini, e ai gestori del servizio idrico il massimo sforzo nel recupero delle perdite dalle tubazioni, anche attraverso la limitazione della pressione notturna.

Le previsioni stagionali del Lamma, il consorzio tra Regione Toscana e Cnr specializzato in meteorologia, a breve termine non annunciano un andamento tale da lasciar presupporre una ricarica delle riserve idriche. Nei Comuni della Bassa Val di Cecina non sono state emanate ordinanze per limitare l’uso di acqua potabile. Ma la situazione è in evoluzione. Il governatore della Toscana Enrico Rossi ha firmato la dichiarazione di stato d’emergenza regionale relativa alla crisi idrica. Ed ha dato mandato a una task force (formata oltre che dalla Regione, dall’Autorità idrica Toscana, dalle Autorità di bacino distrettuali, dai Comuni e dalle Aziende sanitarie) di presentare un piano straordinario di interventi per mitigare gli effetti della carenza idrica, che è già misurabile nei fiumi come il Cecina.

Tra le novità a breve per prevenire i problemi di approvvigionamento c’è l’attivazione di cinque nuovi pozzi per far fronte al fabbisogno idropotabile. Verranno realizzati dal gestore del servizio idrico Asa Spa in via d’urgenza, intervenendo in zone dove sono già state individuate risorse di falda. Due alla Steccaia a Montescudaio, uno a Castagneto Carducci in località Badia, uno a Ponteginori e un altro a Santa Luce. La previsione è che possano iniziare i lavori a stretto giro e la messa nel circuito idropotabile entro la fine di luglio. Mentre a Sassetta, in località Le Lame, un nuovo pozzo sarà messo in esercizio entro la fine di questo mese.



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