Il Tirreno

Bagni Italia, terzo sequestro del cantiere 

Nuovo blocco dei lavori, dopo che i sigilli erano stati tolti all’inizio di maggio. Intervento sospeso per la terza volta

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CASTIGLIONCELLO. Nuovo sequestro per il cantiere dei Bagni Italia. Il terzo nell’arco di un anno. Dentro l’area di cantiere, infatti, nei giorni scorsi è comparso un cartello con scritto: “Bene sottoposto a sequestro giudiziario disposto dal Tribunale di Livorno il 12/06/2017”. Questa volta l’informativa è stata appesa alle strutture già realizzate, vale a dire i locali costruiti a ridosso di via del Quercetano, lungo la scalinata di accesso all’arenile.

Ad effettuare il sequestro, lo scorso 15 giugno, sono state le sezioni di Polizia giudiziaria della Guardia di Finanza e della Polizia municipale della Procura di Livorno. Il pm che segue il caso, vale a dire lo stesso Procuratore capo Ettore Squillace Greco, si è infatti opposto all’ordinanza di dissequestro che era stata emanata dal Gip lo scorso 9 giugno, evidentemente vincendo il ricorso.

Il primo sequestro. I lavori per la riqualificazione del complesso erano stati interrotti una prima volta, con un sequestro preventivo, il 17 giugno dello scorso anno. Questo primo blocco era collegato ad un esposto dei confinanti della struttura balneare. Un sequestro-lampo, dato che all’inizio di luglio 2016 il Gip non confermò il sequestro disposto un mese prima dalla Procura di Livorno e i lavori furono ripresi. La scorsa estate, intanto, lo stabilimento balneare è rimasto aperto. Certo, non solo non ha potuto garantire a residenti e turisti l’atteso ascensore che dovrebbe collegare via del Quercetano con la spiaggia sottostante, ma anche il resto della struttura non era stata completata. Il bagno ha potuto quindi offrire soltanto ombrelloni e sdraio sull’arenile.

La sanatoria. A seguito dell’esposto, però, il proprietario presentò al Comune una sanatoria al progetto per alcuni lavori eseguiti in corso d'opera e difformi rispetto al progetto iniziale.

A fine luglio 2016 l’ok dell’amministrazione alla sanatoria e poi a ottobre, al termine della stagione balneare, la ripresa dei lavori, che sono andati avanti fino all’inizio del marzo scorso. Tra l’altro fino a quel momento i lavori avevano riguardato quasi esclusivamente la ristrutturazione del complesso, mentre l’intervento per costruire l’ascensore non era ancora partito (anche perché la proprietà aveva dovuto presentare una revisione per prevedere un piccolo spostamento a nord dell’impianto).

Il secondo sequestro. Prima che i lavori per l’ascensore entrassero nel vivo c’è stato il nuovo sequestro, lo scorso 17 marzo, che ha nuovamente bloccato l’attività del cantiere. Anche in quel caso l’operazione è stata portata avanti dalle sezioni di Polizia giudiziaria della Guardia di finanza e della Polizia municipale, dopo che a seguire le indagini è stato lo stesso Procuratore capo.

Lavori ripartiti a maggio. Il 9 maggio la notizia del nuovo dissequestro (il secondo), dopo che il Gip non aveva ravvisato i reati contestati nell’istanza di sequestro. Impossibile far ripartire i lavori per la realizzazione dell’ascensore, dato che la stagione era alle porte. Il cantiere, però, era stato riaperto per terminare le strutture dello stabilimento balneare.

Ora la nuova doccia fredda, nel periodo clou della stagione balneare.(a.c.)

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