Sicurezza
Esami venduti ai privati, il Fials attacca l'Asl
Il sindacato chiede personale e orari più lunghi per far funzionare i macchinari
CECINA. «L’affidamento ai soggetti privati di pacchetti di prestazioni di diagnostica è la dimostrazione chiara della volontà dell’assessorato regionale di devolvere ad altri soggetti competenze proprie. Quanto sta avvenendo costituisce un arretramento politico e culturale che tradotto in atti amministrativi conduce inevitabilmente verso la erosione del tratto di universalità e gratuità del Servizio sanitario regionale». Così il segretario provinciale del sindacato Fials Massimo Ferrucci.
Il sindacalista punta il dito sulla gestione di personale e dotazioni tecnologiche. «Nessuno può ignorare che nelle Aziende sanitarie ed in particolare nella ex Asl 6 siano stati fatti grandi investimenti per l’acquisto di apparecchiature costose ed di alto livello tecnologico, basta contare il numero di macchine Tac, risonanze magnetiche, ecografi presenti nel territorio della provincia di Livorno per capire che la scelta dell’affidamento in regime di “appalto” al privato è assolutamente ingiustificato – sottolinea –. Un’azienda ha il dovere di utilizzare le proprie risorse tecnologiche e umane in maniera intensiva e al più alto livello possibile. L’assessorato regionale e la direzione della Asl Toscana Nord ovest non vogliono utilizzare le apparecchiature nell’arco delle 12 ore giornaliere per una miope impostazione che parte dal presupposto che l’ampliamento dell’offerta incentiverebbe la domanda».
Manca un filtro. «Ciò dimostra l’incapacità a selezionare le prestazioni secondo un criterio di appropriatezza e non spiega come farà a controllarlo quando il flusso della domanda dopo una fase iniziale si concentrerà nei centri privati – sostiene Ferrucci –. Questo è un provvedimento che contiene elementi che aggraveranno la condizione dei meno abbienti che già da oggi sono costretti ad aspettare tempi lunghi per effettuare gli esami, per esempio quelli esenti dal pagamento del ticket, mentre chi ha maggiori disponibilità finanziare ricorrerà al privato pagandosi interamente la prestazione». E rilancia un paio di domande: «Perché la direzione della Asl Toscana Nord ovest non aumenta il numero degli operatori per far funzionare le apparecchiature almeno sulle 12 ore? Perché non finanzia progetti speciali per incentivare il personale del comparto e della dirigenza?». E conclude: «Queste modalità di un corretto utilizzo delle apparecchiature e del personale sono già in uso in altre regioni italiane e anche un modesto dirigente prima di ricorrere all’appalto usa la massimo livello le risorse disponibili in azienda».
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