Proteste
la guerra dei rifiuti
Rifiuti Zero in commissione «Fermare il progetto Rea»
ROSIGNANO. Da una parte il Comitato Rifiuti Zero che chiede che il progetto del Polo impiantistico di Scapigliato venga fermato e riesaminato anche con funzionari della Regione, dall’altro Comune e...
2 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO. Da una parte il Comitato Rifiuti Zero che chiede che il progetto del Polo impiantistico di Scapigliato venga fermato e riesaminato anche con funzionari della Regione, dall’altro Comune e Rea che ribadiscono l’importanza di sviluppare impianti che porteranno alla diminuzione dei conferimenti in discarica. Ma c’è quella cifra, scritta nero su bianco, 460mila tonnellate annue di rifiuti fino al 2031, che non lascia tranquilli una parte cospicua di cittadini. «È il quantitativo massimo presentato all’interno del piano inviato in Regione per la procedura di Via e Aia - ha ribadito ieri mattina Daniele Donati durante la riunione di commissione indetta in Comune per approfondire il piano di sviluppo di Scapigliato - ma la filosofia è quella di diminuire i rifiuti; per farlo abbiamo necessità di realizzare il polo impiantistico». Eppure le perplessità che in queste settimane hanno portato ad organizzare assemblee pubbliche a Rosignano Solvay e nei comuni collinari vicini, continuano ad esserci. «Siamo disponibili - ha dichiarato Donati - a formalizzare l’impegno di diminuire i rifiuti in discarica attraverso un protocollo da presentare e discutere con le associazioni di categoria e i Comuni. Protocollo nel quale, in sostanza, viene ribadito ciò che sta alla base del progetto inviato in Regione». Alla Commissione era presente anche Roberto Repeti del coordinamento provinciale Rifiuti Zero. «Noi chiediamo - ha detto - di fermare il progetto: non chiediamo di fermare tutto ma di riesaminare il percorso in maniera partecipata con il contributo dei funzionari della Regione, i cittadini e con esperti che possano dare suggerimenti per arrivare, davvero, ad una economia circolare. Fino ad oggi Rea aveva presentato il polo impiantistico come un’operazione di marketing così da farlo accettare ai cittadini senza troppi intoppi. Così non è stato». Sono state mosse critiche anche sulla modalità di presentazione del progetto “La Fabbrica del futuro” adesso in attesa di Via. «Rea e Comune - ha concluso Repeti - vogliono andare avanti, forse si attendono alcune prescrizioni da parte della Regione». Intanto, dopo le centinaia di osservazioni inviate da comitati e cittadini in Regione, il dibattito continua.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
