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L’ospedale e il ruolo  del Comitato

CECINA. «Una litania sentita altre mille volte e simile a quella delle sirene che ammaliavano i naviganti fino a farli schiantare contro le rocce». Questa l’impressione di Pamela Tovani, capogruppo...

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CECINA. «Una litania sentita altre mille volte e simile a quella delle sirene che ammaliavano i naviganti fino a farli schiantare contro le rocce». Questa l’impressione di Pamela Tovani, capogruppo di Cecina civica ascoltando la replica del sindaco Lippi rispetto alle tante segnalazioni di criticità presenti nel nostro ospedale ed emerse nella serata pro ospedale coordinata da Don Reno Pisaneschi. «Ancora una volta Lippi si è spacciato quale difensore dell’ospedale dimenticandosi che da presidente della conferenza dei sindaci della Bassa Val di Cecina sulla sanità, è proprio lui uno dei principali attori delle decisioni che hanno e stanno tutt’ora sacrificando il nostro ospedale».

I pazienti «percepiscono la continua perdita di servizi, di posti letto, la mancanza di primari e personale peraltro costretto a lavorare accumulando un incredibile monte ferie essendo sotto organico come ha denunciato il Fials – prosegue Tovani –. Le contraddizioni emerse dall’esposizione del sindaco non sono certo una sorpresa ma a distanza di oltre un anno dall’annuncio della fusione di Cecina con Piombino destano molte preoccupazioni al di là del merito delle decisioni prese». E aggiunge: «Lippi ha sempre annunciato l’ospedale unico con Piombino come un obbligo ex decreto Balduzzi per poter essere ospedale di primo livello, ma proprio nell’incontro si corregge e ammette che con Piombino siamo un semplice ospedale di base. Nel frattempo smentisce che avremo un emodinamica a Cecina e purtroppo, proprio per il fantomatico decreto Balduzzi, non potremo avere neanche la cardiologia». «Saluto con soddisfazione la ripartenza del Comitato pro ospedale – conclude – il cui ruolo deve essere quello di evidenziare le carenze dell’ospedale così che il sindaco Lippi cessi di raccontare le bellezze della sanità e sia obbligato ad assumersi le sue responsabilità nella vicenda del depotenziamento del nostro ospedale».



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