Toscana
Salvato col defibrillatore, ha incontrato i suoi angeli
Il 19 marzo il signor Giorgio Podda si accasciò in strada, l’intervento di alcuni passanti esperti gli ha ridato la vita. Ha voluto ringraziarli di persona
CECINA . Quei cinque minuti che salvano la vita, ben li conosce Giorgio Podda che pochi giorni fa ha salito le scale dell’Utic di Cecina per effettuare alcuni controlli. Sono passati solo due mesi da quando, il 19 marzo 2017, Giorgio Podda, residente nella zona della Magona e avvezzo a girare per Cecina in bicicletta è caduto, colpito da infarto, dal proprio mezzo in corso Matteotti. Oggi l’uomo sta bene e si fa fotografare con medici e infermieri sorridente e grato di essere ancora in vita grazie ai soccorritori che hanno utilizzato il defibrillatore; eppure quel venerdì di due mesi fa, ha rischiato la morte. Ad accorgersi del malore improvviso due passanti, un uomo ed una donna che hanno cercato di rianimare l’uomo le le classiche tecniche; a salvarlo però è stato il poliziotto del commissariato di Cecina Enrico Bertini. L’agente, che aveva seguito il corso sull’utilizzo dei defibrillatori, ha attivato l’apparecchio salvavita che si trova all’esterno della filiale della Cassa di risparmio di San Miniato. La donna, un insegnante, ha posizionato le piastre, il defibrillatore in pochissimi secondi ha registrato il ritmo cardiaco del paziente, quindi ha erogato la scarica elettrica ed il cuore ha iniziato a battere di nuovo.
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Intanto è giunta l’ambulanza del 118 che ha trasportato l’uomo all’ospedale di Livorno per tutte le cure del caso. Adesso, sorridente, Podda ringrazia. E, forse, non sapeva che in ospedale a Cecina avrebbe incontrato l’infermiera e consigliera Comunale responsabile proprio di quel progetto “Cecina Cuore” che gli ha salvato la vita. «Adesso - dice Meris Pacchini - il signor Podda ha voluto incontrare anche il sindaco per ingraziarlo di questo progetto iniziato nel 2015. Progetto - racconta - nato da una mozione presentata dalla consigliera comunale Pamela Tovani, votata da tutto il consiglio». Il progetto, promosso dal Comune di Cecina in collaborazione con la Fondazione Hermann Geiger che nel 2016 ha donato 11 defibrillatori e l’agenzia web Uplink che cura il sito, ha preso il via dal maggio 2015 con le giornate dedicate alle malattie cardiovascolari. Poi, il contributo delle associazioni “Portatori di pacemaker” e “Amici del Cuore”, quella dei medici come Marco Gucci e l’istruttore Andrea Santini che hanno formato forze dell’ordine, insegnanti e cittadini. Cinque minuti, non uno di più, per salvare una vita, per soccorrere tutte quelle persone colpite, questo è il termine tecnico, da “morte improvvisa”.
Perché il cuore, in quei minuti, cessa di battere. Ogni minuto che passa dall’arresto cardiaco improvviso, il cervello perde il 10% delle sue funzioni. Col defibrillatore semiautomatico (DAE) l’intervento di primo soccorso da parte di un operatore formato BLS-D avviene in 5 minuti. «Sul sito Cecina Cuore - continua Pacchini - tutti possono vedere dove sono localizzati i defibrillatori». Vedendo il sito, tra postazioni pubbliche e private, a Cecina ve ne sono già 36. Importante è la collaborazione con i cittadini. Basti pensare che sono proprio i residenti che abitano vicino alle postazioni pubbliche che hanno effettuato corsi appositi per il loro utilizzo. «Nel 2016 abbiamo installato altri tre defibrillatori in pineta, a Marina di Cecina e a Palazzi. In Italia sono 70mila le persone che muoiono di morte improvvisa; di queste il 30% nei luoghi pubblici». Alla soddisfazione legata al progetto c’è anche quella che in questi anni mai una postazione ha subito atti di vandalismo; segno importante che i cittadini hanno compreso l’importanza del progetto. Sicuramente, oggi, ne è consapevole più di altri Giorgio Podda che, a cavalcioni della sua bici, continua a percorrere le strade di Cecina e a raccontare la sua storia con il sorriso sulle labbra.
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