Una rete di 45 telecamere contro i rifiuti in strada
di Manolo Morandini
Cecina, il progetto per utilizzare le immagini del sistema di videosorveglianza L’assessore Giannini: «Stiamo predisponendo il regolamento comunale»
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CECINA. La misura del senso civico affidata alle telecamere. In tutta Cecina si accendono gli occhi elettronici per catturare ciò che sfugge alla vista di chi è chiamato a vigilare sull’abbandono dei rifiuti. L’interruttore che dà il via alle riprese è un regolamento, c’è già una prima bozza in corso di verifica, che si propone di allargare lo spettro di utilizzo delle immagini dei 40 quaranta impianti già in uso nell’ambito del Progetto sicurezza. «La Polizia municipale ha stilato una bozza di regolamento, che è in corso di verifica presso gli uffici, per poter utilizzare le immagini rese disponibili dalle telecamere del Progetto sicurezza», dice l’assessore all’Ambiente Sabrina Giannini. Che aggiunge: «Contiamo di poterlo portare in approvazione nel prossimo consiglio comunale dopo il necessario passaggio in commissione».
Un Comune occhiuto. Capace di seguire chi entra ed esce dalla città. Di controllare gli accessi nelle due zone a traffico limitato. E di incastrare chi ai cassonetti e alle aree ecologiche preferisce gli spazi aperti. La rete delle 40 telecamere andrebbe ad aggiungersi alle cinque fototrappole che si attivano con il movimento e registrano anche di notte installate in altrettante zone calde: via Vecchia livornese a San Pietro in Palazzi, la zona compresa tra via Tevere e via Ferrucci, ovvero alle spalle dell’Acqua village e nei pressi dell’ex discoteca Metropolis e il Paduletto. «Non tutte le telecamere del Progetto sicurezza inquadrano batterie di cassonetti o zone dove vengono abbandonati i rifiuti – sostiene Giannini –. Per esempio quella in zona Paduletto, oltre a controllare chi entra ed esce dalla città, riprende anche i cassonetti e quella è un’altra zona critica per l’abbandono di rifiuti».
Il passaggio in consiglio comunale è necessario per approvare il regolamento ma non è sufficiente per autorizzare i controlli. In prossimità delle zone di ripresa dovranno essere installati i cartelli che avvisano le persone di essere nello spettro dell’inquadratura video. Immagini che scorrono su tre maxi video. La sala operativa della polizia municipale, infatti, è replicata nelle stanze del commissariato e del comando dei carabinieri di Cecina. Si può allargare la visuale o approfondire i dettagli di ogni ripresa. È sufficiente un clic. Il tutto in tempo reale. Di giorno come di notte. Un film in continuo, in centro come in periferia.
In tema di rifiuti dall’1 giugno ha preso il via la sperimentazione con quattro postazioni di bidoni in cui conferire, al di là dei giorni di ritiro a domicilio, i sacchi del la frazione organica e del multimateriale a San Pietro in Palazzi dove da dieci anni è in vigore il sistema di raccolta porta a porta. Eliminato il passaggio di raccolta a domicilio del venerdì per i rifiuti organici, restano confermati quelli del lunedì, mercoledì e sabato. Una mini rivoluzione con cui i palazzetani sono chiamati a prendere confidenza. «La sperimentazione sta procedendo bene, ma non benissimo – dice l’assessore Giannini –. In questi primi giorni abbiamo due segnalazioni di errato conferimento, tra cui un sacco di gusci di cozza nel bidone del multimateriale». A cui si devono aggiungere due sacchi e un cesto pieni di bottiglie e materiale plastico depositati ai piedi del bidone ormai colmo nella postazione di via Confalonieri.
Un Comune occhiuto. Capace di seguire chi entra ed esce dalla città. Di controllare gli accessi nelle due zone a traffico limitato. E di incastrare chi ai cassonetti e alle aree ecologiche preferisce gli spazi aperti. La rete delle 40 telecamere andrebbe ad aggiungersi alle cinque fototrappole che si attivano con il movimento e registrano anche di notte installate in altrettante zone calde: via Vecchia livornese a San Pietro in Palazzi, la zona compresa tra via Tevere e via Ferrucci, ovvero alle spalle dell’Acqua village e nei pressi dell’ex discoteca Metropolis e il Paduletto. «Non tutte le telecamere del Progetto sicurezza inquadrano batterie di cassonetti o zone dove vengono abbandonati i rifiuti – sostiene Giannini –. Per esempio quella in zona Paduletto, oltre a controllare chi entra ed esce dalla città, riprende anche i cassonetti e quella è un’altra zona critica per l’abbandono di rifiuti».
Il passaggio in consiglio comunale è necessario per approvare il regolamento ma non è sufficiente per autorizzare i controlli. In prossimità delle zone di ripresa dovranno essere installati i cartelli che avvisano le persone di essere nello spettro dell’inquadratura video. Immagini che scorrono su tre maxi video. La sala operativa della polizia municipale, infatti, è replicata nelle stanze del commissariato e del comando dei carabinieri di Cecina. Si può allargare la visuale o approfondire i dettagli di ogni ripresa. È sufficiente un clic. Il tutto in tempo reale. Di giorno come di notte. Un film in continuo, in centro come in periferia.
In tema di rifiuti dall’1 giugno ha preso il via la sperimentazione con quattro postazioni di bidoni in cui conferire, al di là dei giorni di ritiro a domicilio, i sacchi del la frazione organica e del multimateriale a San Pietro in Palazzi dove da dieci anni è in vigore il sistema di raccolta porta a porta. Eliminato il passaggio di raccolta a domicilio del venerdì per i rifiuti organici, restano confermati quelli del lunedì, mercoledì e sabato. Una mini rivoluzione con cui i palazzetani sono chiamati a prendere confidenza. «La sperimentazione sta procedendo bene, ma non benissimo – dice l’assessore Giannini –. In questi primi giorni abbiamo due segnalazioni di errato conferimento, tra cui un sacco di gusci di cozza nel bidone del multimateriale». A cui si devono aggiungere due sacchi e un cesto pieni di bottiglie e materiale plastico depositati ai piedi del bidone ormai colmo nella postazione di via Confalonieri.
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