Sicurezza
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Crisi idrica e i tempi delle opere della Solvay
CECINA. «La siccità ha già messo in ginocchio l’agricoltura locale a fronte delle tariffe più care d’Italia che svuotano le tasche dei cittadini. Eppure arriva la conferma che l’acqua nel nostro...
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CECINA. «La siccità ha già messo in ginocchio l’agricoltura locale a fronte delle tariffe più care d’Italia che svuotano le tasche dei cittadini. Eppure arriva la conferma che l’acqua nel nostro territorio non mancherebbe, solo che è riservata per soli usi industriali prima che civili». Così la capogruppo di Cecina civica Pamela Tovani.
«Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un dibattito serrato sul ruolo di Solvay e su alcune partite irrisolte da decenni – prosegue –. Felici che dal pantano degli ultimi anni qualcosa si stia muovendo, ma ancora una volta sembrano più annunci che azioni concrete». E rilancia due domande: «Il piano delle opere per la messa in sicurezza dell’approvvigionamento idrico dei cittadini e il miglioramento della qualità e della quantità delle acque in Val di Cecina, di cui si discute da anni, è stato presentato, ma possiamo sapere quando verrà realizzato? La Solvay pagherà le opere compensatorie come previsto dagli accordi sull’uso dell’acqua firmati con la Regione?». Numeri alla mano: «La Solvay è un’azienda che nel 2015 ha dichiarato 162 milioni di utili e ha firmato un impegno con la Regione Toscana da soli 4 milioni di euro e, per ritardare il versamento di quanto concordato, ha presentato ricorso proprio contro un atto della Regione che prevedeva l’impiego di questi fondi: i cittadini devono sapere e i sindaci non possono far finta di nulla. Il sindaco Lippi in consiglio comunale si è impegnato a sostenere la richiesta nei confronti di Solvay, ma oltre alle dichiarazioni fatte non sembra mettere in campo alcun particolare sforzo per affrontare una partita che è determinante per il futuro della nostra acqua». E conclude: «Ai cittadini andrebbero date risposte concrete, con i fatti e non le solite promesse».
«Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un dibattito serrato sul ruolo di Solvay e su alcune partite irrisolte da decenni – prosegue –. Felici che dal pantano degli ultimi anni qualcosa si stia muovendo, ma ancora una volta sembrano più annunci che azioni concrete». E rilancia due domande: «Il piano delle opere per la messa in sicurezza dell’approvvigionamento idrico dei cittadini e il miglioramento della qualità e della quantità delle acque in Val di Cecina, di cui si discute da anni, è stato presentato, ma possiamo sapere quando verrà realizzato? La Solvay pagherà le opere compensatorie come previsto dagli accordi sull’uso dell’acqua firmati con la Regione?». Numeri alla mano: «La Solvay è un’azienda che nel 2015 ha dichiarato 162 milioni di utili e ha firmato un impegno con la Regione Toscana da soli 4 milioni di euro e, per ritardare il versamento di quanto concordato, ha presentato ricorso proprio contro un atto della Regione che prevedeva l’impiego di questi fondi: i cittadini devono sapere e i sindaci non possono far finta di nulla. Il sindaco Lippi in consiglio comunale si è impegnato a sostenere la richiesta nei confronti di Solvay, ma oltre alle dichiarazioni fatte non sembra mettere in campo alcun particolare sforzo per affrontare una partita che è determinante per il futuro della nostra acqua». E conclude: «Ai cittadini andrebbero date risposte concrete, con i fatti e non le solite promesse».
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