Attenzione
«Posti barca pagati e mai consegnati»
Porto, un gruppo di soci in rivolta: «Costruzione impantanata, bisogna porre fine al contenzioso con Sales»
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CECNA. Parlano di «impantanamento» e descrivono la struttura societaria come «non in grado di affrontare le molte difficoltà legate al progetto decisamente ambizioso». Non solo, sottolineano che «oltre un centinaio di soci hanno rogitato e pagato senza poter usare il posto barca assegnato». A puntare il dito sul metodo e sui tempi di realizzazione del porto di Cecina è un gruppo di soci-acquirenti che ripercorre la storia dell’infrastruttura. «La società - si legge in una nota di Paolo Barbieri, a nome del gruppo di soci della Porto di Cecina Spa - nasce per la volontà di comuni cittadini amanti del mare che con i loro denari hanno permesso la costruzione del porto sottoscrivendo azioni fin dagli anni Novanta e successivamente, fatto un contratto e pagato per l'acquisto di un posto barca. Il percorso era indubbiamente complesso e difficile; i soci, nella fase iniziale, hanno dato la massima fiducia al consiglio di amministrazione ed al suo presidente». Fin qui l’excursus storico, poi la polemica.
«Le opere fin qui costruite - proseguono i soci - sono state in massima parte finanziate da noi soci acquirenti; però, allo stato attuale, non siamo stati messi nelle condizioni di usufruire del posto barca e non esiste né una prospettiva chiara né un progetto di risoluzione a breve termine. Sicuramente la crisi economica di questi ultimi anni ha avuto il suo impatto nell’accrescere le difficoltà per il completamento dei lavori e probabilmente questa struttura societaria, derivata dalla gestione di un piccolo circolo nautico, non è stata in grado di affrontare le molte difficoltà».
E ancora, il gruppo di soci (una quindicina,ndr) sottolinea che «tutta la costruzione del porto è stata imperniata sull’obbiettivo fondamentale e primario di approntare una nuova darsena interna, con i terreni acquistati, in parte rilevando zone di un campeggio con costi (totale mai comunicato con esattezza) superiori ai due milioni di euro per il solo acquisto delle relativamente poche aree. Quello che proprio non ci va giù è che queste aree, acquistate a così caro prezzo non sono ancora usufruibili; infatti la darsena interna in parte ultimata non è utilizzabile per barche con pescaggio sopra il metro e sembra che un contratto capestro con la società Sales blocchi il proseguimento dei lavori, il posizionamento di alcuni pontili e l’accesso alla darsena delle barche a vela». Poi la protesta per i soldi spesi senza però poter usufruire del posto barca già acquistato. «Oltre ad un centinaio di soci hanno rogitato e pagato senza poter usare il posto barca assegnato - sottolinea Barbieri a nome del gruppo di soci - , alcuni lo hanno pagato senza che venga loro permesso di divenirne proprietari neppure sulla carta con un regolare rogito; molti hanno acquistato il posto barca in area demaniale e lo avranno solo dopo il completamento delle strutture portuali, quindi in un futuro indefinito; poi ci sono quelli che hanno pagato solo il preliminare, altri alcune rate, insomma un marasma e la società Porto di Cecina Spa, nonostante gli indirizzi deliberati in assemblea, non prende posizione o non sa che fare». Ecco che il gruppo di soci chiede un rinnovamento del consiglio di amministrazione. «Domenica 11 giugno è stata indetta l’assemblea per approvare il bilancio 2016 e l’elezione del nuovo Cda - si legge nella lettera dei soci - di cui sarebbe auspicabile il rinnovamento sia per l'attuale impasse sia perché più di una metà del consiglio è in carica da 20 anni». Poi alcuni punti che, secondo i soci sul piede di guerra, dovrebbero essere primari per il nuovo CdA. «Rivedere i poteri dell'amministratore delegato - si legge nella comunicazione - per ricondurre la società ad una vera “casa di vetro” in cui i soci siano parte attiva, informata e consapevole delle grosse decisioni.Porre fine ai contenziosi con la società Sales trovando un accordo possibile per la ripresa e il termine dei lavori». Non solo, i soci suggerisce di «rivedere ed eventualmente variare l'affidamento della gestione ormeggi e manutenzione alla Servizi Porto di Cecina srl che, nella forma giuridica espressa al momento, non permette ai soci il controllo delle spese, fa pagare tariffe che di socialità non hanno nulla in relazione ai servizi resi. Non solo, i soci che hanno già rogitato, oltre alle alte tariffe, pagano anche l'Imu». Il gruppo contesta anche la gestione del condominio: «Al rogito di acquisto del posto barca era allegato un regolamento provvisorio di condominio ma, nessuna assemblea di condominio è stata indetta come previsto dal regolamento». E sottolinea l’importanza di ultimare i lavori per l’infrastruttura. «Si spera - così termina la comunicazione - che gli accordi sottoscritti e molto pontificati con il gruppo russo-americano, nonostante dubbi e perplessità che si sentono tra i pontili, siano davvero seri ed efficaci non solo per il porto ma anche per tutto il contesto del territorio di Cecina».
Anna Cecchini
«Le opere fin qui costruite - proseguono i soci - sono state in massima parte finanziate da noi soci acquirenti; però, allo stato attuale, non siamo stati messi nelle condizioni di usufruire del posto barca e non esiste né una prospettiva chiara né un progetto di risoluzione a breve termine. Sicuramente la crisi economica di questi ultimi anni ha avuto il suo impatto nell’accrescere le difficoltà per il completamento dei lavori e probabilmente questa struttura societaria, derivata dalla gestione di un piccolo circolo nautico, non è stata in grado di affrontare le molte difficoltà».
E ancora, il gruppo di soci (una quindicina,ndr) sottolinea che «tutta la costruzione del porto è stata imperniata sull’obbiettivo fondamentale e primario di approntare una nuova darsena interna, con i terreni acquistati, in parte rilevando zone di un campeggio con costi (totale mai comunicato con esattezza) superiori ai due milioni di euro per il solo acquisto delle relativamente poche aree. Quello che proprio non ci va giù è che queste aree, acquistate a così caro prezzo non sono ancora usufruibili; infatti la darsena interna in parte ultimata non è utilizzabile per barche con pescaggio sopra il metro e sembra che un contratto capestro con la società Sales blocchi il proseguimento dei lavori, il posizionamento di alcuni pontili e l’accesso alla darsena delle barche a vela». Poi la protesta per i soldi spesi senza però poter usufruire del posto barca già acquistato. «Oltre ad un centinaio di soci hanno rogitato e pagato senza poter usare il posto barca assegnato - sottolinea Barbieri a nome del gruppo di soci - , alcuni lo hanno pagato senza che venga loro permesso di divenirne proprietari neppure sulla carta con un regolare rogito; molti hanno acquistato il posto barca in area demaniale e lo avranno solo dopo il completamento delle strutture portuali, quindi in un futuro indefinito; poi ci sono quelli che hanno pagato solo il preliminare, altri alcune rate, insomma un marasma e la società Porto di Cecina Spa, nonostante gli indirizzi deliberati in assemblea, non prende posizione o non sa che fare». Ecco che il gruppo di soci chiede un rinnovamento del consiglio di amministrazione. «Domenica 11 giugno è stata indetta l’assemblea per approvare il bilancio 2016 e l’elezione del nuovo Cda - si legge nella lettera dei soci - di cui sarebbe auspicabile il rinnovamento sia per l'attuale impasse sia perché più di una metà del consiglio è in carica da 20 anni». Poi alcuni punti che, secondo i soci sul piede di guerra, dovrebbero essere primari per il nuovo CdA. «Rivedere i poteri dell'amministratore delegato - si legge nella comunicazione - per ricondurre la società ad una vera “casa di vetro” in cui i soci siano parte attiva, informata e consapevole delle grosse decisioni.Porre fine ai contenziosi con la società Sales trovando un accordo possibile per la ripresa e il termine dei lavori». Non solo, i soci suggerisce di «rivedere ed eventualmente variare l'affidamento della gestione ormeggi e manutenzione alla Servizi Porto di Cecina srl che, nella forma giuridica espressa al momento, non permette ai soci il controllo delle spese, fa pagare tariffe che di socialità non hanno nulla in relazione ai servizi resi. Non solo, i soci che hanno già rogitato, oltre alle alte tariffe, pagano anche l'Imu». Il gruppo contesta anche la gestione del condominio: «Al rogito di acquisto del posto barca era allegato un regolamento provvisorio di condominio ma, nessuna assemblea di condominio è stata indetta come previsto dal regolamento». E sottolinea l’importanza di ultimare i lavori per l’infrastruttura. «Si spera - così termina la comunicazione - che gli accordi sottoscritti e molto pontificati con il gruppo russo-americano, nonostante dubbi e perplessità che si sentono tra i pontili, siano davvero seri ed efficaci non solo per il porto ma anche per tutto il contesto del territorio di Cecina».
Anna Cecchini
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