Il Tirreno

Il circolo ricreativo Solvay lancia l’operazione giovani 

Il circolo ricreativo Solvay lancia l’operazione giovani 

Il presidente Giomi: «Non solo carte e biliardo, puntiamo su cultura e sport» Isetto (Rsu): «L’azienda crede nelle opere sociali, nessuna smobilitazione»

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ROSIGNANO. «Ho già preso contatti con la direzione dello stabilimento per organizzare una StraSolvay, manifestazione podistica competitiva e non competitiva per promuovere il tema della salute», dice Marco Giomi, presidente del circolo ricreativo di via della Repubblica. Ma l’obiettivo è anche quello di lanciare nuove attività, come gli scacchi per ragazzi, oltre a quelle già in corso tipo il biliardo, il podismo, la squadra di calcio amatoriale. E soprattutto coinvolgere i più giovani che spesso non conoscono la storia del circolo ricreativo dei dipendenti Solvay, nato dalle lotte dei lavoratori e dai contributi versati dagli stessi dipendenti con il loro salario.
Della storia, ma anche delle prospettive del circolo ricreativo Solvay si è parlato giovedì scorso in una tavola rotonda organizzata dallo stesso Giomi alla quale hanno partecipato vecchi presidenti del circolo, sindacalisti Solvay, rappresentanti di Arci e Uisp. Focus sui giovani, come coinvolgerli. Con l’allarme lanciato da Daniele Bartololozzi, presidente del comitato Uisp Terre Etrusco Labronico per le prospettive non rosee del terzo settore e la difficoltà a trovare giovani dirigenti sul territorio nonostante l’Uisp rappresenti oggi 13.000 sportivi sul territorio. Daniele Donati, vicesindaco del Comune di Rosignano, ha ricordato il sostegno dell’amministrazione locale ad associazioni e circoli sottolineando i progetti messi in campo ma rilanciando il ruolo, per esempio, del servizio civile che dà opportunità ai ragazzi di contribuire a servizi importanti (l’esempio dello sportello postale chiuso in collina e riattivato con Giovani Si». Claudia Franconi, presidente zonale dell’Arci, oltre a mettere l’accento sui tanti progetti attivati di inclusione sociale ma anche di accoglienza, ha approfittato della presenza di rsu Solvay per chiedere di riaprire, con l’azienda, un discorso sulla destinazione di Alba e Sorriso, l’immobile di Solvay usato per anni come centro di accoglienza per immigrati. E Roberto Caroti, consigliere del circolo Canottieri, ha sollecitato un aiuto maggiore a chi porta vanti nei vari consigli le attività delle cosiddette opere sociali. Così se Basolu, ex sindacalista Solvay ed ex presidente, e Simoncini hanno ricordato come il circolo era nato per volontà padronale di gestire il tempo libero dei lavoratori diventando poi con le lotte sindacali completamente autogestito dagli stessi lavoratori, Giacomo Isetto delle rsu Solvay ha voluto assicurare l’impegno dell’azienda nel mantenere e consolidare le opere sociali, circolo compreso, rivendicando le conquiste della piattaforma welfare.

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di Redazione web