Il Tirreno

Studenti a lezione di salute  il rischio tumori della pelle 

di Maria Antonietta Schiavina
Studenti a lezione di salute  il rischio tumori della pelle 

L’iniziativa nella cornice del Teatro Italia promossa dal Rotary di Rosignano In crescita esponenziale i melanomi dovuti a una scorretta esposizione al sole

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ROSIGNANO. Il sole è un grande amico della salute, contribuisce al buonumore e al benessere delle persone. Ma può causare anche molti problemi e in certi casi diventare un acerrimo nemico. Se ne è parlato a lungo con gli studenti delle scuole superiori di Rosignano e Cecina, accompagnati dalle dirigenti scolastiche, Nicoletta Latrofa e Tania Pascucci, durante un incontro organizzato dal Rotary di Rosignano Solvay, in collaborazione con l’ingegnere Laura Bartolommei, responsabile dei progetti europei, nella mattinata di sabato 27 maggio al Teatro Solvay. L’evento è stato presentato e coordinato dall’avvocato Claudio Cataldo, presidente del Rotary. Presenti anche il dottor Enrico Bianchi, vice presidente dell’agenzia regionale sanitaria Ars, Daniele Donati, vicesindaco del Comune di Rosignano e, come relatori, la dottoressa Maria Teresa Mechi dell’Assessorato alla salute della Regione Toscana, responsabile del settore qualità dei servizi e reti cliniche, il dottor Giovanni Bagnoni, primario di Dermatologia a Livorno e il dottor Giorgio Iervasi, direttore dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr. Tema dell’incontro “I tumori della pelle, una sfida della sanità per il futuro”.
In particolare si è parlato del melanoma, che fino a qualche anno fa era considerato un tumore marginale. «Oggi – ha spiegato il dottor Bagnoni – questa malattia è in forte crescita, tanto da rientrare nella classifica dei tumori più diffusi. In questo ambito la Costa toscana e in particolare quella livornese, hanno conquistato il triste record della maggior percentuale di casi e si sta abbassando l’età a rischio». Basti una cifra: nel corso del 2015, nel tratto di Toscana fra Massa Carrara e Livorno, si sono registrati 690 pazienti affetti da melanoma, alterazione delle cellule cutanee provocata dalla eccessiva e sbagliata esposizione ai raggi solari.
«Un’attenzione estrema, si deve prestare alla prevenzione – ha precisato Bagnoni – perché se si affronta il problema in modo precoce il melanoma si può combattere». Il dermatologo, usando parole semplici e aiutandosi con la proiezione di slide, ha spiegato anche che intervenire subito significa spesso risolvere definitivamente il problema con un semplice intervento ambulatoriale della durata di poco più di dieci minuti. Mentre nei casi più gravi occorrono terapie molto complesse e la via della guarigione presenta molti ostacoli. Su questo fronte la ricerca procede, mettendo in cantiere numerosi progetti che si avvalgono del lavoro in equipe di vari specialisti, come ha puntualizzato il dottor Iervasi, direttore di Fisiologia Clinica del Cnr, illustrando il metodo scientifico che viene adottato nei suoi laboratori. Ma Iervasi ha voluto lasciare anche un messaggio importante agli studenti: «Alla scienza e alla tecnologia, nella pratica della medicina, si deve sempre accompagnare la solidarietà personale fra curante e paziente: del paziente come persona e del curante con la capacità di far sentire la sua comprensione sincera».
«La Toscana sta lavorando a creare una rete di professionalità mediche e scientifiche, così da assicurare – ha detto la dottoressa Mechi – il massimo servizio di eccellenza al paziente in qualsiasi zona egli viva, attraverso un’estensione delle tecnologie e della collaborazione fra specialisti. Nel caso del melanoma, come per l’ictus e altre gravi malattie – ha precisato – si sta mettendo a punto una rete clinica sui tumori della pelle che risponde anche alla rete oncologica, dove il ruolo della ricerca applicata e traslazionale è svolto dal Cnr in collaborazione con la struttura clinica dell’Area Nord Ovest». Dopo oltre due ore di “lezione” gli studenti hanno mantenuto grande attenzione al tema, come ha dimostrato la raffica di domande mirate fatte dagli stessi ai relatori, segno che l’argomento li aveva coinvolti. «Un incontro quello di oggi – ha concluso la dottoressa Laura Bartolommei – che spero apra le porte ad altri incontri sulla salute e che mi auguro sia servito non solo a informare, ma anche a chiarire le idee dei ragazzi, sulle scelte di studio del loro futuro».

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