Proteste
il caso
Risarcimento al Comune per le offese a due vigili
CECINA . La signora c’è caduta di nuovo. È recidiva. Così la conoscono al comando della Polizia municipale di Cecina. Al punto che il prezzo per riparare alle offese dell’onore di due agenti e del...
2 MINUTI DI LETTURA
CECINA . La signora c’è caduta di nuovo. È recidiva. Così la conoscono al comando della Polizia municipale di Cecina. Al punto che il prezzo per riparare alle offese dell’onore di due agenti e del Comune di Cecina ne deve tenerne conto. Anche a discapito delle lamentate difficoltà economiche a far fronte al risarcimento di 1. 400 euro. Esborso che fa il paio con quello che ha dovuto sostenere lo scorso anno, 700 euro. E anche in quel caso per aver perso le staffe.
La signora se l’è presa con due vigili. E lo ha fatto in pubblico. Oltraggio a pubblico ufficiale. Lo prevede l’articolo 341 bis del codice penale: “Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni”. Ma nel caso della donna l’ipotesi di reato è di oltraggio aggravato, dato il ripetersi degli episodi. Al punto che per l’articolo 81 del codice penale alla pena potrebbero aggiungersi gli effetti moltiplicatori, fino al triplo, poiché si tratta di un’ipotesi di reato continuato. L’episodio risale al 14 marzo dello scorso anno, in zona villaggio scolastico.
Alla signora quella rabbia incontenibile deve esserle rimasta addosso per parecchio tempo. Solo alla fine del 2016 ha trovato la forza di prendere carta e penna e inviare una formale lettera di scuse al Comando della polizia municipale “per le gravi espressioni offensive usate”.
Adesso, c’è il passo successivo, di cui prende atto la giunta comunale con la delibera numero 89 del 9 maggio. Prima che da imputata si ritrovi condannata, tramite il suo avvocato chiede di poter riparare il danno “mediante risarcimento di esso sia nei confronti della persona offesa sia nei confronti dell’ente di appartenenza della medesima, il reato è estinto”, come recita il terzo comma dell’articolo 341.
La giunta nel fissare la cifra stabilisce anche che “la somma verrà destinata al finanziamento di un’iniziativa di carattere sociale o civico”.(m.m.)
La signora se l’è presa con due vigili. E lo ha fatto in pubblico. Oltraggio a pubblico ufficiale. Lo prevede l’articolo 341 bis del codice penale: “Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni”. Ma nel caso della donna l’ipotesi di reato è di oltraggio aggravato, dato il ripetersi degli episodi. Al punto che per l’articolo 81 del codice penale alla pena potrebbero aggiungersi gli effetti moltiplicatori, fino al triplo, poiché si tratta di un’ipotesi di reato continuato. L’episodio risale al 14 marzo dello scorso anno, in zona villaggio scolastico.
Alla signora quella rabbia incontenibile deve esserle rimasta addosso per parecchio tempo. Solo alla fine del 2016 ha trovato la forza di prendere carta e penna e inviare una formale lettera di scuse al Comando della polizia municipale “per le gravi espressioni offensive usate”.
Adesso, c’è il passo successivo, di cui prende atto la giunta comunale con la delibera numero 89 del 9 maggio. Prima che da imputata si ritrovi condannata, tramite il suo avvocato chiede di poter riparare il danno “mediante risarcimento di esso sia nei confronti della persona offesa sia nei confronti dell’ente di appartenenza della medesima, il reato è estinto”, come recita il terzo comma dell’articolo 341.
La giunta nel fissare la cifra stabilisce anche che “la somma verrà destinata al finanziamento di un’iniziativa di carattere sociale o civico”.(m.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
