Il dolore
«Il nostro spettacolo? Una figata nostalgica»
I ragazzi del Fermi raccontano la loro esperienza teatrale
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Ormai da anni il Liceo Enrico Fermi di Cecina organizza diversi laboratori extrascolastici, tra cui quello di teatro. Questa esperienza ha richiesto molto impegno da parte dei ragazzi, degli insegnanti e della compagnia teatrale “Geometria delle Nuvole”, impegno gratificato dal successo dell’iniziativa e dello spettacolo finale. Secondo la professoressa Alessandra Cristiani, punto di riferimento e referente per la realizzazione dello spettacolo, il progetto ha avuto un riscontro molto positivo e i cambiamenti rispetto ai precedenti anni sono stati considerevoli. Il punto di forza fondamentale della rappresentazione è stata l’abilità dei ragazzi nell’arte dell’improvvisazione e nell’attualizzazione del copione, di per sé classico. Un’esperienza che ha portato alla crescita interiore della troupe è stata quella del Premio Giorgio Gaber di Arcidosso. Grazie a questa possibilità gli attori hanno potuto partecipare a veri e propri laboratori teatrali e hanno avuto l’opportunità di mostrare il loro talento e ciò che avevano appreso. Il pubblico ha espresso commenti generalmente positivi sullo spettacolo, che ha ricevuto complimenti e standing ovation. Uno dei partecipanti a questo laboratorio, Simone Rubino, ha dichiarato che durante il percorso si è venuta a creare una vera e propria famiglia. «Parlando personalmente è stato qualcosa di fantastico. Il mio obbiettivo era quello di cercare di aprirmi al pubblico. Il teatro è tutto un altro mondo, un mondo a sé, qualcosa che non solo ti proietta verso il pubblico, ma apre anche i tuoi sentimenti, fa vedere che c’è qualcosa di più negli altri che spesso non si vede. Posso, infatti, ritenermi una persona nuova». Per quanto riguarda l’interazione con i più piccoli, secondo la testimonianza di Tiziano Pantani, i ragazzi del biennio sono cresciuti relazionandosi con quelli del triennio: c’è stata una forte collaborazione e una convivenza tale da porre i più maturi allo stesso livello dei principianti. Francesco Caniglia, uno dei collaboratori teatrali, definisce il progetto una “figata nostalgica” e gli attori “belli nelle loro paure e audacia”. Durante il percorso Francesco ha potuto notare la crescita dei componenti della troupe, «eterogenei all’inizio, nei movimenti negli sguardi e nelle sensazioni, e omogenei al termine del percorso». Conclude dicendo di essere rimasto talmente soddisfatto dal risultato finale al punto di continuare a sostenere il progetto anche negli anni successivi. Il nostro rappresentante d’istituto Francesco Fontanelli, parlando della sua esperienza come conduttore dello spettacolo teatrale, ci dice che, nonostante le difficoltà di organizzazione, comuni ad ogni ragazzo, tutto è affrontabile con il sorriso sul volto. La realizzazione è stata possibile anche grazie alla disponibilità del teatro, dei professori e della compagnia di attori. Durante il debutto ha riscontrato nei ragazzi la voglia di dare il meglio di sé, nonostante per alcuni di loro fosse la prima volta. La cosa che più lo ha colpito è stata la voglia degli alunni di mettersi in gioco e di suscitare risate e divertimento tra il pubblico. Dice inoltre Francesco, che per lui il ruolo di presentatore è stato semplice, in quanto paragonabile alla gestione delle assemblee scolastiche.
A livello generale anche le impressioni del pubblico sono state generalmente positive. Le parole di due spettatori, Emanuel Pepaj e Marco Timperi, evidenziano alcuni degli aspetti fondamentali della rappresentazione. Tra questi vengono enfatizzati, oltre alla durata dello spettacolo eccessivamente breve, i modi con cui gli attori sono riusciti a renderlo moderno, a coinvolgere gli stessi spettatori e ad entrare nei personaggi come dei veri professionisti. Un altro aspetto fondamentale è stato il miglioramento rispetto agli anni precedenti,che gli operatori sperano possa portare ad un afflusso sempre maggiore di ragazzi al laboratorio teatrale negli anni a venire. Sintetizzando le interviste dell’insieme di persone che hanno partecipato al progetto ne deriva un feedback decisamente positivo , sia in ambito morale che formale. I semplici liceali che hanno deciso di partecipare al progetto hanno avuto la possibilità di diventare veri e propri attori e di crescere sia come persone che come professionisti. Il prezzo si limita all’impegno e passione delle persone stesse: per questo i ragazzi si impegnano nel coinvolgimento del pubblico e nell’accoglienza di componenti sempre nuovi.
Martina Cottone
(4ª B Scientifico)
Elisa Foschi (3ª B Linguistico)
Daniela Manzo
(4ª B Sci)
Samuele Passaro
(3ª D Sci)
Matteo Salza (3ª B Lin)
Lorenzo Sederini (3ª D Sci)
A livello generale anche le impressioni del pubblico sono state generalmente positive. Le parole di due spettatori, Emanuel Pepaj e Marco Timperi, evidenziano alcuni degli aspetti fondamentali della rappresentazione. Tra questi vengono enfatizzati, oltre alla durata dello spettacolo eccessivamente breve, i modi con cui gli attori sono riusciti a renderlo moderno, a coinvolgere gli stessi spettatori e ad entrare nei personaggi come dei veri professionisti. Un altro aspetto fondamentale è stato il miglioramento rispetto agli anni precedenti,che gli operatori sperano possa portare ad un afflusso sempre maggiore di ragazzi al laboratorio teatrale negli anni a venire. Sintetizzando le interviste dell’insieme di persone che hanno partecipato al progetto ne deriva un feedback decisamente positivo , sia in ambito morale che formale. I semplici liceali che hanno deciso di partecipare al progetto hanno avuto la possibilità di diventare veri e propri attori e di crescere sia come persone che come professionisti. Il prezzo si limita all’impegno e passione delle persone stesse: per questo i ragazzi si impegnano nel coinvolgimento del pubblico e nell’accoglienza di componenti sempre nuovi.
Martina Cottone
(4ª B Scientifico)
Elisa Foschi (3ª B Linguistico)
Daniela Manzo
(4ª B Sci)
Samuele Passaro
(3ª D Sci)
Matteo Salza (3ª B Lin)
Lorenzo Sederini (3ª D Sci)
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