Il Tirreno

Con i presidi in pensione tutte le scuole ai reggenti 

di Anna Cecchini
L'esterno dell'Istituto Mattei di Rosignano
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L'esterno dell'Istituto Mattei di Rosignano

Rosignano, allarme della professoressa Latrofa: «Cambiare la legge vuol dire azzerare percorsi avviati». Stessa condizione per la professoressa Biasci a Cecina: «Prima fare il concorso per dirigenti»

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ROSIGNANO. Il rischio è che a settembre, con l’avvio del nuovo anno scolastico, buona parte delle scuole medie (inferiori e superiori) presenti sul territorio restino senza un dirigente. Ciò implicherebbe l’affidamento in reggenza, e chiaramente l’interruzione dei progetti avviati dalle presidi attuali. Rischia di accadere a Rosignano, visto il caso della prof Nicoletta Latrofa, preside della scuola media inferiore Fattori (e succursale Dante) e reggente dell’istituto Mattei, ma anche a Cecina, con la prof Norma Biasci, preside delle scuole di San Pietro in Palazzi, Cecina e Bibbona.

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«Io ed altri colleghi - spiega Latrofa - sapevamo che le normative legate alla legge Fornero prevedevano la pensione a 66 anni e 10 mesi. È emerso che con la legge Madia la pensione è a 65 anni. Così a fine aprile l’Ufficio scolastico provinciale ci ha mandato una notifica in cui ci informa che dal primo settembre saremo in pensione». Notifica arrivata anche ad alcuni presidi di istituti scolastici livornesi, tra l’altro importanti e con molti iscritti. «Ciò significa - prosegue Latrofa - che tutte queste scuole da settembre non avranno un preside, ma saranno affidate in reggenza».

Perché questa certezza? «Dato che negli ultimi cinque anni - dicono Latrofa e Biasci - non è stato bandito un concorso nazionale per dirigenti, adesso mancano queste figure professionali». E ciò a Rosignano implicherebbe che sia le scuole medie che le superiori (l’istituto Mattei riunisce liceo, Iti, Ipsia e Alberghiero) resterebbero senza un preside. Stessa sorte per tutte le scuole medie inferiori presenti nel comprensorio cecinese, che fino a giugno prossimo sono guidate da Norma Biasci. Anche in questo caso, a partire da settembre, le medie di Cecina, San Pietro in Palazzi e Bibbona dovrebbero essere affidati a un preside reggente.

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«Se dovrò andare in pensione - spiega Biasci - è chiaro che rispetterò la legge e se dovrò andare in pensione ci andrò, ma sono preoccupata perché le mie scuole non saranno affidate a un dirigente ma ad un reggente. Sarebbe meglio avere la possibilità di restare un altro anno, in modo che nei prossimi mesi venga fatto il concorso, così da nominare presidi definitivi».

«Se non cambierà nulla - prosegue Latrofa - da settembre le scuole medie e superiori del territorio, almeno su Rosignano, ma anche svariati istituti superiori di Livorno, dovranno essere date in reggenza. Sarà una cosa che non garantirà continuità didattica agli studenti. Tra l’altro io avevo preso la reggenza al Mattei e avevo avviato determinati percorsi, che se dovrò andare in pensione si interromperanno in modo brusco».

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