Gioco
Pozzi inquinati da trielina scatta la fase 2 di bonifica
di Manolo Morandini
In estate i lavori a Poggio Gagliardo per l’impianto di trattamento dei vapori In base ai monitoraggi dell’Arpat la contaminazione risulterebbe confinata
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CECINA . Conto alla rovescia per la fase due. In estate il via ai lavori per l’impianto di trattamento dei vapori (Sve) del sito e della falda acquifera di Poggio Gagliardo, inquinate da trielina e percloroetilene a causa di alcune attività industriali, la lavanderia industriale La Rapida (chiusa nel 1980) e la conceria Massini (fallita nel 1995). Il contratto tra la Regione Toscana e il raggruppamento temporaneo d’imprese tra l’emiliana Herambiente Spa e Water&Soil Remediation Srl di Mantova è stato firmato lo scorso 12 maggio e l’affidamento dei lavori dovrebbe avvenire entro il mese di giugno a fronte di una gara che è stata aggiudicata il 24 febbraio per un valore dell’appalto di oltre un milione di euro.
«Nell’appalto Herambiente si occuperà principalmente della predisposizione delle aree di intervento e della fornitura dell’impianto di trattamento in loco, mentre Water&Soil Remediation si occuperà dell’installazione dell’impianto e della gestione per i due anni successivi, come previsto contrattualmente – dicono dal quartier generale della società emiliana –. Per la realizzazione delle opere civili, Herambiente ricorrerà a ditte del territorio, mentre Water&Soil Remediation per la gestione sta valutando l’opportunità di assumere una persona in loco da affiancare al proprio personale specializzato in bioremediation, ossia nell’insieme di tecnologie utilizzate per la depurazione del suolo».
La concentrazione di inquinanti è ancora ai livelli di guardia nell’area di Poggio Gagliardo e nella piana di Cecina. Il dato emerge dall’ultima riunione del Comitato tecnico previsto dall’Accordo di programma per l’attuazione degli interventi urgenti per la bonifica della falda acquifera. Ed è di almeno 2 anni l’orizzonte temporale che i tecnici della Regione ritengono necessario per completare lo sbarramento idraulico di Mise (Messa in sicurezza d’emergenza) che ha preso il via nel 2005 per cercare di isolare, il più possibile, la sorgente di contaminazione. Ma se il quadro resta critico per l’acqua il monitoraggio dell’aria è ritenuto rassicurante. Del comitato fanno parte i responsabili tecnici competenti per materia dei Comuni di Montescudaio e Cecina, delle Province di Livorno e Pisa, dell’Ato 5, dell’Arpat e della Regione, che lo presiede.
L’orizzonte per la messa in esercizio dell’impianto Sve è di 120 giorni. La trielina esala dai pozzi, che negli anni sono stati cementati, verrà convogliata nei macchinari e pompata all’esterno. Prevista una rete di quindici postazioni, ciascuna con due pozzi a profondità diverse. E tutti collegati all’impianto di trattamento dei vapori aspirati dal sottosuolo, ovvero Soil vapour extraction, che consente di diminuire la concentrazione delle sostanze contaminanti imprigionandole in filtri a carboni attivi.
«La prima verifica dell’efficacia dell’impianto Sve sarà fatta dopo sei mesi dalla messa in esercizio – dicono dalla Regione –. Mentre le operazioni di sbarramento idraulico proseguono, con finanziamento di anno in anno». Solo i dati di un anno di Sve chiariranno la reale situazione in falda circa la presenza di tetracloroetilene e tricloroetilene e consentire di decidere in merito alla terza fase del progetto di bonifica che prevede il pompaggio e trattamento dell’acqua dalla falda.
«Nell’appalto Herambiente si occuperà principalmente della predisposizione delle aree di intervento e della fornitura dell’impianto di trattamento in loco, mentre Water&Soil Remediation si occuperà dell’installazione dell’impianto e della gestione per i due anni successivi, come previsto contrattualmente – dicono dal quartier generale della società emiliana –. Per la realizzazione delle opere civili, Herambiente ricorrerà a ditte del territorio, mentre Water&Soil Remediation per la gestione sta valutando l’opportunità di assumere una persona in loco da affiancare al proprio personale specializzato in bioremediation, ossia nell’insieme di tecnologie utilizzate per la depurazione del suolo».
La concentrazione di inquinanti è ancora ai livelli di guardia nell’area di Poggio Gagliardo e nella piana di Cecina. Il dato emerge dall’ultima riunione del Comitato tecnico previsto dall’Accordo di programma per l’attuazione degli interventi urgenti per la bonifica della falda acquifera. Ed è di almeno 2 anni l’orizzonte temporale che i tecnici della Regione ritengono necessario per completare lo sbarramento idraulico di Mise (Messa in sicurezza d’emergenza) che ha preso il via nel 2005 per cercare di isolare, il più possibile, la sorgente di contaminazione. Ma se il quadro resta critico per l’acqua il monitoraggio dell’aria è ritenuto rassicurante. Del comitato fanno parte i responsabili tecnici competenti per materia dei Comuni di Montescudaio e Cecina, delle Province di Livorno e Pisa, dell’Ato 5, dell’Arpat e della Regione, che lo presiede.
L’orizzonte per la messa in esercizio dell’impianto Sve è di 120 giorni. La trielina esala dai pozzi, che negli anni sono stati cementati, verrà convogliata nei macchinari e pompata all’esterno. Prevista una rete di quindici postazioni, ciascuna con due pozzi a profondità diverse. E tutti collegati all’impianto di trattamento dei vapori aspirati dal sottosuolo, ovvero Soil vapour extraction, che consente di diminuire la concentrazione delle sostanze contaminanti imprigionandole in filtri a carboni attivi.
«La prima verifica dell’efficacia dell’impianto Sve sarà fatta dopo sei mesi dalla messa in esercizio – dicono dalla Regione –. Mentre le operazioni di sbarramento idraulico proseguono, con finanziamento di anno in anno». Solo i dati di un anno di Sve chiariranno la reale situazione in falda circa la presenza di tetracloroetilene e tricloroetilene e consentire di decidere in merito alla terza fase del progetto di bonifica che prevede il pompaggio e trattamento dell’acqua dalla falda.
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