Il Tirreno

Un modello che fa flop? «Macché, lo rilanciamo» 

di Andrea Rocchi
Un modello che fa flop? «Macché, lo rilanciamo» 

Stefania Saccardi: emodinamica per l’infarto ma più facile a Piombino E la promessa: «Subito il primario di Chirurgia e più letti per l’intensiva»

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CECINA. Se l’ospedale di Livorno non sarà subalterno all’Azienda Ospedaliera Pisana, quello unico su due presidi di Cecina-Piombino è destinato ad essere “rafforzato” e “consolidato”.
Stefania Saccardi, a Livorno per salutare dopo un travaglio di 7 anni il secondo padiglione (Medicina) rimesso a nuovo, non dribbla i temi caldi di questi giorni. Semmai, un po’ a sorpresa, rilancia.
Lo fa mentre il sindacato autonomo Fials suona il de profundis alla fusione Bassa Val di Cecina-Val di Cornia dichiarando che il modello è fallito ed i due ospedali ne sono risultati indeboliti. E mentre si mobilitano comitati cittadini e, da più parti, si tira per la tonaca il prete della marcia per la salute - don Reno Pisaneschi - perché riorganizzi una manifestazione di protesta in città, circolano previsioni grigie per la sanità locale.
L’assessore regionale alla Salute Stefania Saccardi entra nel merito.
Assessore, il modello dell’ospedale unico su due presidi messo in campo per far quadrare i numeri è fallito?
«Non direi proprio. Anzi, sul territorio di Cecina e Piombino ho trovato una preziosa collaborazione da parte dei sindaci e delle istituzioni che io ringrazio personalmente e che ci hanno permesso di mettere a punto con l’azienda un’organizzazione che consente di mantenere sul territorio servizi importanti. Un modello che semmai abbiamo intenzione di rafforzare e consolidare.»
Cosa intende per rafforzare?
«Intanto cominciare dal nominare i due primari di Chirurgia che mancano su Cecina e su Piombino. Ma intendiamo anche aumentare i letti di terapia intensiva e rianimazione così come ci ha chiesto il sindaco di Cecina».
Converrà che ci sono dei problemi. Cecina e Piombino hanno un numero di infarti superiore a quelli di Massa e Carrara eppure tra Livorno e Grosseto non c’è una sala di emodinamica dove fare coronarografie ed angioplastiche…
«E’ vero. E questo è un aspetto che stiamo approfondendo ed abbiamo già valutato nel piano di area vasta Nord Ovest. Troveremo una soluzione anche coinvolgendo l’area di Grosseto ma sicuramente dovremo attivare una sala di emodinamica sul territorio che, più ragionevolmente, dovrebbe trovare collocazione a Piombino».
Piombino, però, che ha il Punto Nascite appeso ad un filo. No?
«Vediamo. I numeri sono quelli ma noi abbiamo inviato il quesito al Ministero della Salute ed attendiamo una risposta.«
Al di là della politica e delle strategie sanitarie c’è un aspetto che i cittadini vivono sulla loro pelle, quello delle liste di attesa. Intende andare avanti come ha annunciato?
«Il nostro obiettivo, oltre alle azioni già messe in campo con i medici, è quello di aumentare lo spettro di prestazioni ed abbiamo deciso di allargare l’offerta di diagnostica privata».
Stefania Saccardi ha appena terminato la conferenza stampa all’ospedale di Livorno. Di fronte alle stilettate del sindaco 5 Stelle Nogarin ha risposto parlando di un impegno della Regione verso tutta la sanità livornese, tutto il territorio. Ricordando proprio come il territorio tutto abbia bisogno di servizi. A partire delle case della salute. Sulle quali, tuttavia notiamo, c’è un forte ritardo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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