Il Tirreno

Whatsapp, sostegno alla preside «L’uso distorto fa male ai ragazzi» 

di Anna Cecchini
Whatsapp, sostegno alla preside «L’uso distorto fa male ai ragazzi» 

Dibattito dopo la circolare della professoressa Latrofa: sì alle chat fra genitori ma responsabilmente La collega Norma Biasci: «Da noi incontri con le famiglie sull’utilizzo delle nuove tecnologie»

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ROSIGNANO. «Lo dico sempre ai genitori, se vi viene riferita una notizia che vi sembra strana invece di chiedere spiegazioni su chat e gruppi venite da me e vi darò informazioni chiare». Norma Biasci, preside delle scuole medie Galilei di Cecina (che riuniscono anche quelle di San Pietro in Palazzi e Bibbona), sostiene la presa di posizione della collega Nicoletta Latrofa, la dirigente delle medie Fattori (e succursale Dante Alighieri) che nei giorni scorsi ha preparato una circolare in cui invita i genitori ad un utilizzo ponderato dei gruppi whatsapp. Un documento in cui condivide con le famiglie una riflessione riguardante l’uso eccessivo della tecnologia, ed in particolare dei gruppi whatsapp.
«Ho scritto questa lettera - spiega la prof Latrofa - per trattare un tema di attualità, un argomento importante, per il futuro dei ragazzi. Le nuove generazioni di genitori sono abituate a dire sempre di sì, e qualche volta bisogna coinvolgerli direttamente nella formazione dei figli. Il nostro è un lavoro che richiede grande attenzione anche alle famiglie».
Latrofa ha riflettuto su come l’utilizzo eccessivo e distorto dei social network da parte delle famiglie possa nuocere agli stessi ragazzi. Come? Lo ha chiaramente ricordato nella lettera inviata ai genitori. «Le nuove generazioni - ha scritto la dirigente - fanno più fatica ad emanciparsi e ad assumere le proprie responsabilità. Apparentemente sembrano forti, ma in realtà sono estremamente fragili». Una fragilità che stando alla preside può essere aumentata se ad occuparsi dei doveri dei figli sono troppo spesso mamma e papà, consultando in continuazione i gruppi whatsapp tra genitori di una stessa classe. «I genitori sollevano i figli dalle proprie responsabilità. Mi spiego meglio: se un ragazzino dimentica di scrivere sul diario i compiti, non sa come risolvere un problema, non ha preso appunti in classe… ecco in soccorso il gruppo whatsapp dei genitori. Risultato: il problema sarà fatto senza sforzo e l’impreparato per non aver studiato scongiurato. Meraviglioso no? Se non fosse che concentrarsi su un problema serve a imparare a risolverlo e prendere un impreparato insegna a stare attenti in classe e a segnare i compiti sul diario. Nel lungo periodo, l’effetto sarà un adulto maturo e che non scappa di fronte alle responsabilità». Una riflessione, quella di Latrofa, che condivide appieno anche la collega dirigente delle medie di Cecina: «Non ho fatto una comunicazione ai genitori - spiega Biasci -, ma nei giorni scorsi c’è stato un incontro, a cui hanno partecipato anche le forze dell’ordine sull’uso attento dei social». Un incontro rivolto agli alunni e alle loro famiglie. «Si è parlato di cyberbullismo - termina la dirigente - ma anche di come utilizzare in modo adeguato questi gruppi whatsapp. L’uso distorto diventa negativo, se non pericoloso».

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