La protesta
Addio a Libero Becherini, aveva 97 anni
SAN VINCENZO. Non è riuscito ad approdare alla meta dei cento anni. Libero Becherini, classe 1920, sanvincenzino da sempre, per molti conosciuto come Picche, si è arreso ai suoi 97 anni e alla...
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SAN VINCENZO. Non è riuscito ad approdare alla meta dei cento anni. Libero Becherini, classe 1920, sanvincenzino da sempre, per molti conosciuto come Picche, si è arreso ai suoi 97 anni e alla malattia con cui lottava da tempo.
Il signor Libero, il “macellaio”, aveva il negozio in via Vittorio Emanuele, poco oltre l’asilo, ma era conosciuto da tutti soprattutto per il suo carattere aperto, estroso, sempre pronto alle avventure.
C’era un conto aperto nella vita di Libero Becherini, un conto di gratitudine e di affetto che è riuscito a chiudere nel 2011 quando, dopo settanta anni, era tornato a Pylos, in Grecia, un piccolo borgo sul mare al centro della baia di Navarino, per ringraziare personalmente gli abitanti di quella cittadina. Per comprendere quel gesto bisogna riavvolgere il nastro della memoria al 1941. Giovanissimo marinaio imbarcato sull’incrociatore Garibaldi, viene silurato due volte dalla flotta inglese mentre, di scorta a mercantili italiani, navigano nelle acque del basso Mediterraneo. La nave italiana rientra per riparazioni nella baia di Navarino e vi rimane alcuni mesi. Tra gli abitanti di Pylos e i marinai italiani, tra i quali Alideo Raspolli, altro sanvincenzino imbarcato sul Duca degli Abruzzi, si instaura un rapporto di cordialità, con aiuti concreti da parte di entrambi. A chi ne ha conosciuto le intemperanze del carattere piace ricordarlo per questo gesto di ringraziamento, per questo messaggio di pace che, sei anni fa, il signor Libero ha avuto la forza di fare nonostante i suoi 91 anni.
Il signor Libero, il “macellaio”, aveva il negozio in via Vittorio Emanuele, poco oltre l’asilo, ma era conosciuto da tutti soprattutto per il suo carattere aperto, estroso, sempre pronto alle avventure.
C’era un conto aperto nella vita di Libero Becherini, un conto di gratitudine e di affetto che è riuscito a chiudere nel 2011 quando, dopo settanta anni, era tornato a Pylos, in Grecia, un piccolo borgo sul mare al centro della baia di Navarino, per ringraziare personalmente gli abitanti di quella cittadina. Per comprendere quel gesto bisogna riavvolgere il nastro della memoria al 1941. Giovanissimo marinaio imbarcato sull’incrociatore Garibaldi, viene silurato due volte dalla flotta inglese mentre, di scorta a mercantili italiani, navigano nelle acque del basso Mediterraneo. La nave italiana rientra per riparazioni nella baia di Navarino e vi rimane alcuni mesi. Tra gli abitanti di Pylos e i marinai italiani, tra i quali Alideo Raspolli, altro sanvincenzino imbarcato sul Duca degli Abruzzi, si instaura un rapporto di cordialità, con aiuti concreti da parte di entrambi. A chi ne ha conosciuto le intemperanze del carattere piace ricordarlo per questo gesto di ringraziamento, per questo messaggio di pace che, sei anni fa, il signor Libero ha avuto la forza di fare nonostante i suoi 91 anni.
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