Gioco
Giardino vietato ai bimbi Lavori fatti ma non è sicuro
Materna Neruda: la rabbia delle famiglie e la petizione di una mamma Da ottobre non si esce. Rimosse le radici dei pini ma resta il problema recinzione
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CECINA. Da ottobre i bimbi della materna Neruda non escono di classe, o meglio hanno sfruttato per poco tempo lo spazio del Pollicino, perché il loro giardino non è sicuro. Colpa delle radici dei pini, pericolose. E di una recinzione che va sistemata. Ora le famiglie dei piccoli alunni affidano la protesta ad una mamma di una bambina di prima, rappresentante di classe, che ha raccolto firme perché si finisca l’intervento di manutenzione. Lei si chiama Elisa Candela. «Poco dopo l’inizio della scuola - racconta - ci venne comunicato dalle maestre a voce che il giardino non era stato valutato in sicurezza, alcuni genitori vennero addirittura a saperlo dai figli che raccontavano loro l'impossibilità di uscire. Ho aspettato di ambientarmi un po’, ma vedendo che nessuno si muoveva, di mia iniziativa e con altre mamme sono andata in Comune a chiedere spiegazioni ai tecnici che seguono i lavori. Ci spiegarono che insieme alla nuova dirigente scolastica avevano ritenuto che il giardino fosse fuori norma a causa delle radici dei pini dove i bimbi potevano inciampare e che il muretto di recinzione andava ristrutturato». Alla donna fu risposta che i lavori sarebbero partiti prima di primavera. Candela prende un appuntamento con la dirigente. «Anche lei ci spiegò - scrive - che per una questione di sicurezza aveva chiesto al comune una valuatazione dei rischi del giardino. A quel punto spinsi insieme ad altre mamme affinche i nostri figli potessero almeno usufruire di una parte del giardino del Pollicino. La dirigente ci ascoltò e dopo un mese fu concesso ai bambini di uscire in questo angolino anche se ormai l'inverno era alle porte». A questo punto la donna, insieme ad altre rappresentanti, chiede un appuntamento all’assessore all’Istruzione Giovanni Salvini. «Salvini ci ricevette il 16 febbraio e ci assicurò che i lavori sarebbero stati fatti in due step, prima la sistemazione delle radici e la potatura delle piante, poi in un secondo momento visto che mancavano fondi avrebbero sistemato muro e recinzione, queste ultime per lui non essenziali alla sicurezza del giardino e ci assicurò infatti che entro Pasqua avremmo avuto il via libera per usare il giardino». Il 20 marzo iniziano i lavori e prima di Pasqua vengono ultimati, ma del via libera per entrare in giardino ancora niente. Parte un’altra lettera all’assessore che «ci chiamò e ci informò che i lavori fatti per le radici erano a posto ma il muro e la recinzione non avevano passato l'ispezione e il giardino non era ancora utilizzabile e che comunque ci potevamo ritenere soddisfatte di poter utilizzare il pezzetto di giardino del Pollicino». Da qui la rabbia e le proteste. Sono passati 7 mesi ed il giardino della Neruda è ancora inutilzzabile. «Ho il sospetto - chiude Candela- che abbiano fatto il lavoro delle radici per tenerci zitte e buone e intanto avviare il progetto della nuova scuola la cui recinzione di sicurezza entra nel nostro giardino».
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