Toscana
«Ritirate il progetto per Scapigliato»
di Alessandra Bernardeschi
L’incontro: il Coordinamento Rifiuti Zero chiede a Rea di fare marcia indietro sull’ampliamento della discarica
3 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO . Il Coordinamento Rifiuti Zero ha chiesto a Rea di ritirare il progetto presentato alla Regione Toscana relativo all’ampliamento della discarica di Scapigliato per aprire un tavolo di discussione che porti, negli anni, alla dismissione della discarica più grande della Toscana, forse una delle più grandi d’Italia. Un tavolo che Rea e Comune sono disposti ad aprire ma senza per questo rinunciare al progetto: “La fabbrica del Futuro”. Queste in sintesi, le posizioni espresse giovedì sera durante l’assemblea che si è tenuta a Rosignano Solvay in piazza del mercato e che ha visto protagonisti Rossano Ercolini, maestro elementare toscano vincitore del Goldman Environmental Prize leader del Movimento nazionale Rifiuti Zero, Roberto Repeti del coordinamento provinciale Rifiuti Zero, Alessandro Giari, amministratore Rea, e Daniele Donati assessore all’ambiente del Comune di Rosignano.
Un’assemblea affollata anche se poco spazio è stato dato agli interventi del pubblico. Secondo quanto dichiarato da Giari e Donati l’obiettivo di Rea e del Comune è quello di andare a diminuire progressivamente i rifiuti da gettare in discarica; è il modus operandi che divide Rea dal Coordinamento Rifiuti Zero.
Secondo Rea l’unica strada possibile per coprire i costi di una dismissione che non avverrà comunque prima del 2031, è quello di ampliare la discarica per i rifiuti non pericolosi che consentirà lo smaltimento complessivo, aggiuntivo a quello autorizzato ad oggi, di 5.030.000 metri cubi, la realizzazione di un digestore anaerobio e compostaggio della Forsu ossia la frazione umida dei rifiuti urbani che saranno trasformati in compost di buona qualità da utilizzare in agricoltura nonché investimenti nella ricerca applicata con il sant’Anna di Pisa, il Cnr e la promozione di start up ecologiche e laboratori di ricerca. Nelle slide presentate da Giari i conferimenti nel 2021 i conferimenti in discarica caleranno progressivamente di circa 15-20mila tonnellate l’anno.
Un nodo contestato da Roberto Repeti: «Il progetto presentato in Regione che dovrà dare l’Autorizzazione Integrata Ambientale e la Valutazione di Impatto Ambientale - ha detto - parla chiaro, chiunque può leggerlo. La discarica, rispetto agli 85 ettari odierni sarà ampliata fino ad arrivare a 150 ettari.
Ampliamento anche per soprelevazione fino ad un massimo di 102 metri di altezza ossia 20 metri sopra il livello attuale; potrà ricevere 460mila tonnellate annue di rifiuti da ora fino al 20131. C’è qualcosa che non torna - ha detto Repeti - dal momento che Rea chiede l’autorizzazione per questo quantitativo di rifiuto è difficile poi che il gestore limiti i conferimenti. E dunque, in questo progetto non c’è una visione di cambiamento. Mio padre mi ha insegnato tante cose e tra queste anche che le cose scritte sono quelle che valgono». Più diretto Rossano Ercolini: «Questo territorio ha già dato. Quella delle discariche si chiama “Industria sporca” e dobbiamo venirne fuori. Rosignano è un territorio che ha ospitato decine di milioni di rifiuti; accanirsi nello stesso errore, solo per seguire la logica di mercato, sarebbe un errore alla seconda. La discarica va chiusa non ampliata. Chiusa per riconvertire le attività economiche. Si fermi la macchina e si apra il confronto».
Aprire un tavolo operativo tra le aziende locali per «lanciare il porta a porta - continua Ercolini - per estrarre dai rifiuti speciali stessi le sostanze preziose (ad esempio i metalli) per reimmetterli nel ciclo produttivo». Giari si dice d’accordo sui presupposti «e le finalità. Il problema è quale percorso intraprendere per creare la fabbrica del Futuro». Donati ha concluso: «Non abbiamo nessuna preclusione per i percorsi alternativi ma noi abbiamo fatto la nostra scelta». Repeti ha ribattuto: «Se il progetto andrà avanti, la battaglia si sposterà a livello regionale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Un’assemblea affollata anche se poco spazio è stato dato agli interventi del pubblico. Secondo quanto dichiarato da Giari e Donati l’obiettivo di Rea e del Comune è quello di andare a diminuire progressivamente i rifiuti da gettare in discarica; è il modus operandi che divide Rea dal Coordinamento Rifiuti Zero.
Secondo Rea l’unica strada possibile per coprire i costi di una dismissione che non avverrà comunque prima del 2031, è quello di ampliare la discarica per i rifiuti non pericolosi che consentirà lo smaltimento complessivo, aggiuntivo a quello autorizzato ad oggi, di 5.030.000 metri cubi, la realizzazione di un digestore anaerobio e compostaggio della Forsu ossia la frazione umida dei rifiuti urbani che saranno trasformati in compost di buona qualità da utilizzare in agricoltura nonché investimenti nella ricerca applicata con il sant’Anna di Pisa, il Cnr e la promozione di start up ecologiche e laboratori di ricerca. Nelle slide presentate da Giari i conferimenti nel 2021 i conferimenti in discarica caleranno progressivamente di circa 15-20mila tonnellate l’anno.
Un nodo contestato da Roberto Repeti: «Il progetto presentato in Regione che dovrà dare l’Autorizzazione Integrata Ambientale e la Valutazione di Impatto Ambientale - ha detto - parla chiaro, chiunque può leggerlo. La discarica, rispetto agli 85 ettari odierni sarà ampliata fino ad arrivare a 150 ettari.
Ampliamento anche per soprelevazione fino ad un massimo di 102 metri di altezza ossia 20 metri sopra il livello attuale; potrà ricevere 460mila tonnellate annue di rifiuti da ora fino al 20131. C’è qualcosa che non torna - ha detto Repeti - dal momento che Rea chiede l’autorizzazione per questo quantitativo di rifiuto è difficile poi che il gestore limiti i conferimenti. E dunque, in questo progetto non c’è una visione di cambiamento. Mio padre mi ha insegnato tante cose e tra queste anche che le cose scritte sono quelle che valgono». Più diretto Rossano Ercolini: «Questo territorio ha già dato. Quella delle discariche si chiama “Industria sporca” e dobbiamo venirne fuori. Rosignano è un territorio che ha ospitato decine di milioni di rifiuti; accanirsi nello stesso errore, solo per seguire la logica di mercato, sarebbe un errore alla seconda. La discarica va chiusa non ampliata. Chiusa per riconvertire le attività economiche. Si fermi la macchina e si apra il confronto».
Aprire un tavolo operativo tra le aziende locali per «lanciare il porta a porta - continua Ercolini - per estrarre dai rifiuti speciali stessi le sostanze preziose (ad esempio i metalli) per reimmetterli nel ciclo produttivo». Giari si dice d’accordo sui presupposti «e le finalità. Il problema è quale percorso intraprendere per creare la fabbrica del Futuro». Donati ha concluso: «Non abbiamo nessuna preclusione per i percorsi alternativi ma noi abbiamo fatto la nostra scelta». Repeti ha ribattuto: «Se il progetto andrà avanti, la battaglia si sposterà a livello regionale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
