Il Tirreno

L’Auser cerca volontari per il “buon samaritano” 

di Chiara Castaldi
L’Auser cerca volontari per il “buon samaritano” 

L’associazione ha 92 famiglie in carico per la distribuzione dei pasti Simoncini e Favilli: «Vorremo ampliare la nostra attività anche ai ragazzi»

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CECINA. «A volte dobbiamo dire di no alle persone, di questo passo ci dovremmo fermare». Il lamento proviene dal nuovo direttivo Auser Cecina-Riparbella, insediato da inizio anno. Il problema principale è l’insufficienza di volontari per far fronte alle crescenti richieste assistenziali che ricevono. «I diciotto volontari “fissi” – afferma il neo presidente Massimo Simoncini – non bastano ad accontentare tutte le richieste che peraltro sono in costante crescita». La campagna tesseramenti è aperta e loro sperano in nuove adesioni. «Non bisogna pensare che fare il volontario sia un lavoro – precisa Silvano Favilli, del direttivo – si tratta semplicemente di dare la propria disponibilità compatibilmente alle proprie esigenze e possibilità. Ad esempio, accompagnare in auto le persone nei centri sanitari è già un grosso aiuto. Fare il volontario all’Auser – prosegue – significa anche fare nuove amicizie, trovando persone con cui passare del tempo, per fare una partita a carte o per prendere un caffè, o magari per aderire alle tante attività ricreative e culturali che organizziamo, come le gite o il gruppo micologico».
Seppur la principale necessità al momento sia il reclutamento di volontari, il direttivo esprime anche altri punti deboli e avanza ipotesi che potrebbero migliorare i servizi dell’associazione. «Dal 2016 – spiega il presidente – svolgiamo un servizio aggiuntivo, chiamato “il buon samaritano”, che consiste nel fornire un pasto al giorno a chi è in difficoltà. Fino al 2015, prima cioè che chiudesse, era l’associazione Vo.Ce, Volontariato Cecinese, che se ne occupava. Ad oggi abbiamo in carico nel comprensorio 92 famiglie per un totale di 211 persone; si pensi che di queste solo tre sono extracomunitari, tutti gli altri sono italiani. Nel 2016 abbiamo consegnato 63mila pasti. I contributi provengono dalla Coop, dal Comune di Cecina tramite il gruppo Serenissima ristorazione, dalle mense scolastiche che mettono a disposizione le pietanze confezionate non consumate. A volte però tutto questo non basta - aggiunge - anche perché le forniture che provengono dalle scuole, ad esempio, ci sono solo nei periodi scolastici, mentre durante le vacanze natalizie, pasquali e in estate non ci sono. Perciò siamo alla costante ricerca di opportunità alimentari».
«Sarebbe utile – conclude Favilli – anche una maggiore collaborazione fra associazioni in modo da evitare che ci siano dispersioni sia in termini di tipologie di aiuti, che di energie messe in campo. Vorremmo anche attivare altri servizi, come attività con bambini e anziani – con persone qualificate – soprattutto in estate per supportare le famiglie. Ma per questo mancano gli spazi. Vorremmo poter recuperare tanti edifici pubblici in disuso e metterli a disposizione per questo tipo di attività».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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