Sicurezza
«Il ricorso non ha valore subito accordo Asa-Solvay»
Il sindaco Franchi dopo che la società ha impugnato la delibera regionale «Non si torna indietro da quell’atto, il bene del territorio è primario»
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ROSIGNANO. «Il ricorso presentato dalla società Solvay non cambia niente. Quello che conta è la delibera 40/2017 della Regione, che segna un’inversione dei metodi di utilizzo dell’acqua, dando priorità all’uso idropotabile». Il sindaco di Rosignano Alessandro Franchi ci tiene a dire la sua riguardo alla decisione di Solvay di impugnare la delibera regionale davanti al Tribunale delle Acque Pubbliche. «Ribadisco l’assoluta positività - prosegue Franchi - della delibera regionale, per il cui ottenimento il Comune di Rosignano si è battuto. Abbiamo intrapreso un percorso irreversibile che tiene maggiormente conto delle necessità del territorio».
Il primo cittadino, che si limita a chiarire come il ricorso presentato dalla società chimica possa avere al limite un valore «politico», sottolinea come «mi risulta che sia già avviata una serie di incontri fra Asa e Solvay per trovare una modalità di attuazione pratica degli indirizzi previsti dalla delibera regionale 40 e della delibera dell’Ait (Autorità idrica toscana) nello scorso febbraio». Franchi ci tiene a spronare i soggetti istituzionali a trovare velocemente un accordo per dare corso alle nuove direttive sull’utilizzo dei pozzi pubblici. In pratica Solvay deve velocemente mettere a disposizione i 4 milioni e 650mila euro stabiliti, che tra l’altro come prevede la delibera regionale saranno usati per l’approvvigionamento della Bassa Val di Cecina e Asa, contemporaneamente deve decidere la riorga nizzazione idrica».
Il sindaco, proprio a questo scopo, ha chiesto all’assessora regionale Federica Fratoni l’avvio di un tavolo istituzionale (Regione, Comune, Ait e Asa) per avere un cronoprogramma degli interventi. «Tra l’altro - dice il sindaco - con il raddoppio del depuratore di Rosignano, ho chiesto ad Asa di formulare una proposta per aumentare l’uso industriale delle acque reflue. A breve, quindi potrebbero ulteriormente diminuire gli emungimenti di acqua dolce».
Franchi termina con una stoccata al M5S, ricordando come i sindaci della costa abbiano «votato tutti la delibera dell’Ait, ad esclusione di quello del Comune di Livorno». (a.c.)
Il primo cittadino, che si limita a chiarire come il ricorso presentato dalla società chimica possa avere al limite un valore «politico», sottolinea come «mi risulta che sia già avviata una serie di incontri fra Asa e Solvay per trovare una modalità di attuazione pratica degli indirizzi previsti dalla delibera regionale 40 e della delibera dell’Ait (Autorità idrica toscana) nello scorso febbraio». Franchi ci tiene a spronare i soggetti istituzionali a trovare velocemente un accordo per dare corso alle nuove direttive sull’utilizzo dei pozzi pubblici. In pratica Solvay deve velocemente mettere a disposizione i 4 milioni e 650mila euro stabiliti, che tra l’altro come prevede la delibera regionale saranno usati per l’approvvigionamento della Bassa Val di Cecina e Asa, contemporaneamente deve decidere la riorga nizzazione idrica».
Il sindaco, proprio a questo scopo, ha chiesto all’assessora regionale Federica Fratoni l’avvio di un tavolo istituzionale (Regione, Comune, Ait e Asa) per avere un cronoprogramma degli interventi. «Tra l’altro - dice il sindaco - con il raddoppio del depuratore di Rosignano, ho chiesto ad Asa di formulare una proposta per aumentare l’uso industriale delle acque reflue. A breve, quindi potrebbero ulteriormente diminuire gli emungimenti di acqua dolce».
Franchi termina con una stoccata al M5S, ricordando come i sindaci della costa abbiano «votato tutti la delibera dell’Ait, ad esclusione di quello del Comune di Livorno». (a.c.)
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