Il Tirreno

Guerra per l’acqua a rischio il piano dell’Ait 

Guerra per l’acqua a rischio il piano dell’Ait 

Dopo il ricorso di Solvay per lo stop ai pozzi alla Steccaia timori per gli investimenti Sindaci e istituzioni in silenzio, si muovono M5S, comitato salute pubblica e Rifondazione 

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CECINA. La notizia della guerra a carte bollate tra Solvay e Regione sull’acqua, per il momento, sembra non suscitare particolari reazioni da parte delle istituzioni, degli enti e dei partiti. Se si esclude, infatti, una nota d’accusa del M5S che - attraverso il consigliere regionaleGiacomo Giannarelli invita la Regione a rispondere alla multinazionale, a non farsi prendere in giro e pretendere il mantenimento degli impegni promessi sugli emungimenti industriali, si registra solo una nota di Rifondazione Comunista in cui si chiede che ne è del piano dell’Ait (Autorità Idrica Toscana) per la salvaguardia delle falde cecinesi. E il comitato Salute Pubblica che a proposito del ricorso di Solvay dice: «Quest’azione è frutto della sete di profitto della multinazionale che da più di cent’anni spreme la Val di Cecina privandola della risorsa idrica e del prezioso salgemma (prossimo all'esaurimento) ricorrendo al vecchio ricatto occupazionale. Ricordiamo che Solvay, lungo il fiume Cecina ha più di una sessantina di concessioni, ma quelle della Steccaia sono le più vicine allo stabilimento e quindi risparmia sul pompaggio, per questo è infastidita dalle prescrizioni che la Regione ha timidamente previsto nella delibera 40. Ribadiamo che per dare un futuro ai lavoratori e a tutta la valle, più che andare ad aprire nuovi pozzi idropotabili si tratta di chiudere i pozzi che Solvay ha in concessione lungo tutto il fiume Cecina, procedere celermente (superando i tempi burocratici) alla bonifica dei pozzi inquinati e portare Solvay a costruire un dissalatore di acqua di mare».
Il resto, sindaci della Bvc per primi, è scena muta: non intervengono sulla vicenda, come non interviene. E questo nonostante - secondo quanto raccolto - l’opposizione della società Solvay alla delibera 40/2017 della Regione rischi effettivamente di complicare il piano di investimenti dell’Ait che Asa dovrebbe realizzare e sul quale, a febbraio scorso, c’era stato un compatto okay degli amministratori comunali della Bassa Val di Cecina.
I numeri, del resto, parlano di liberare 2,4 milioni di mc di acqua potabile della Steccaia, di un stop a nuove concessioni a Solvay nell’area, di una progressiva riduzione dei pozzi contaminati oltre ad un nuovo serbatoio al Paratino. Solvay, però, ritiene che questa deliberà avrà grossi contraccolpi sull’attività industriale del sito di Rosignano e contesta anche lo studio con i dati sugli emungimenti sul Cecina. Ed in ballo, del resto, erano per assodati anche 4,6 milioni che la Solvay doveva investire per l’invaso di Puretta, poi bloccato col tramonto del Progetto Idro-S. Che ne sarà dei soldi? Ci sono, non ci sono? Intanto in una nota Rifondazione non parla del ricorso ma si rivolge direttamentre al presidentre della Regione Toscana Enrico Rossi. «La Provincia ed il sindaco Lippi (Pd) riescono ad imporsi ad Asa ed alla Solvay e fare rispettare l'accordo? Nella predisposizione del programma degli interventi si dice che entro 30 giorni dall'approvazione del presente atto Ait ( Autorità Idrica Toscana ), dovrà presentare alla Regione, per la sua approvazione, un programma di interventi volto a consentire di migliorare in sistema acquedottifero... Doveva essere fatto entro la fine di febbraio 2017! Presidente Rossi è stato fatto? Monitoraggi. Si dice che entro 60 giorni dall'approvazione dell’ atto, dovrà presentare un programma di misuratori di portata di telelettura su tutti i punti di prelievo. Doveva essere fatto entro la fine di marzo. Presidente Rossi è stato fatto? Tavolo Permanente: è istituito un tavolo permanente di monitoraggio... convocato almeno una volta ogni tre mesi”. Dovrà essere convocato entro la fine di aprile! Presidente Rossi sarà rispettata la scadenza?» (a.r.)
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