comitato salute pubblica
Cura dell’infarto, serve assolutamente l’emodinamica
CECINA. Sulla cura dell’infarto la Bassa Val di Cecina deve avere di più. E si torna a parlare di emodinamica, stavolta a sollecitare un’interventistica cardiologica è il comitato per la Salute...
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CECINA. Sulla cura dell’infarto la Bassa Val di Cecina deve avere di più. E si torna a parlare di emodinamica, stavolta a sollecitare un’interventistica cardiologica è il comitato per la Salute Pubblica. «La medicina moderna indica che si devono creare delle “reti territoriali tempo-dipendenti” Una delle reti più delicate è quella per la cura dell’infarto. Si tratta di riaprire entro 90 minuti, con un’angioplastica, una coronaria che si è chiusa. Oltre quei 90 minuti i benefici del trattamento si riducono quasi totalmente, ed il rischio di morte o di conseguenze invalidanti aumenta progressivamente. Poiché la procedura stessa richiede qualche decina di minuti, la sala di emodinamica, che è l’ambiente dove si fa l’angioplastica, deve essere raggiungibile in un massimo di un’ora».
«E’ straordinariamente evidente - continua il comitato - come tutta la nostra zona costiera, da Rosignano fino a Piombino-Follonica, nonostante sia densamente abitata, non abbia una sala di emodinamica che possa accogliere chi è colpito da infarto in tempi utili. Già chi arriva all’ospedale di Cecina ben difficilmente entrerà nella sala di emodinamica di Livorno in tempo utile, ma per chi vive a Piombino le possibilità sono praticamente nulle. Quando è stata presentata, l’ipotesi di un ospedale unico su due presidi (Cecina-Piombino) pareva essere la strada giusta. Ma da mesi non si sente più parlare di questo progetto. E mentre i cittadini delle nostre zone sono lasciati ad una terapia antiquata, nel resto della Toscana c’è un eccesso di sale di emodinamica. Ce ne sono 16 in Toscana, quando secondo uno studio della Società Italiana di Cardiologia Interventistica ne basterebbero 9, se fossero ben distribuite. E invece, quelle attuali sono maldistribuite e sottoutilizzate. Nella provincia di Firenze ce ne sono ben sei, e con quella di Prato e di Pistoia fanno otto in poche diecine di chilometri. Tra Livorno Pisa e Lucca, ci sono addirittura 4 sale di emodinamica in 30 kilometri, mentre a sud di Livorno nessuna fino a Grosseto. E in questa zona vivono oltre 140000 persone, che rimangono scoperte (o malcoperte) dalla rete dell’infarto, nell’indifferenza dei Sindaci che dovrebbero sorvegliare sulla salute dei cittadini».
«E’ straordinariamente evidente - continua il comitato - come tutta la nostra zona costiera, da Rosignano fino a Piombino-Follonica, nonostante sia densamente abitata, non abbia una sala di emodinamica che possa accogliere chi è colpito da infarto in tempi utili. Già chi arriva all’ospedale di Cecina ben difficilmente entrerà nella sala di emodinamica di Livorno in tempo utile, ma per chi vive a Piombino le possibilità sono praticamente nulle. Quando è stata presentata, l’ipotesi di un ospedale unico su due presidi (Cecina-Piombino) pareva essere la strada giusta. Ma da mesi non si sente più parlare di questo progetto. E mentre i cittadini delle nostre zone sono lasciati ad una terapia antiquata, nel resto della Toscana c’è un eccesso di sale di emodinamica. Ce ne sono 16 in Toscana, quando secondo uno studio della Società Italiana di Cardiologia Interventistica ne basterebbero 9, se fossero ben distribuite. E invece, quelle attuali sono maldistribuite e sottoutilizzate. Nella provincia di Firenze ce ne sono ben sei, e con quella di Prato e di Pistoia fanno otto in poche diecine di chilometri. Tra Livorno Pisa e Lucca, ci sono addirittura 4 sale di emodinamica in 30 kilometri, mentre a sud di Livorno nessuna fino a Grosseto. E in questa zona vivono oltre 140000 persone, che rimangono scoperte (o malcoperte) dalla rete dell’infarto, nell’indifferenza dei Sindaci che dovrebbero sorvegliare sulla salute dei cittadini».
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