Il Tirreno

Autostrada tirrenica

«Togliete i 60 centesimi, così è una truffa» 

di Elisa Pastore
«Togliete i 60 centesimi, così è una truffa» 

Rabbia al casello: «Trent’anni che aspettiamo un’autostrada che non c’è». Ma c’è chi dice: «Adeguiamo la Variante Aurelia»

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CASTAGNETO CARDUCCI. «La gabella in favore di Sat al casello di San Pietro in Palazzi è una truffa, oltretutto ingannevole. Anche se si tratta di 60 centesimi di euro deve essere tolta». Non hanno dubbi gli automobilisti sulla gabella che sono costretti a pagare dal 2012 per percorrere il breve tratto di autostrada, appena 3 chilometri, che consente di restare sul tracciato della Variante Aurelia. «Anche se è poco – spiegano Maurizio Martelli e Carlo Carrani, entrambi residenti a Livorno – non ne vediamo la ragione visto che la strada è spesso disastrata. Di soldi al casello tutti i giorni ne entrano tanti, forse fin troppi».
Di fatto, nei fine settimana si supera spesso la media dei 18.000 accessi. «Non ha più senso – aggiungono Monica Bernini e Donatella Baroncini di Livorno – continuare a pagare. Quello che invece andrebbe finalmente realizzata è l’autostrada». Un’infrastruttura che, in tanti - come Thomas Betti di Lucca - ritengono fondamentale per la costa, da Livorno a Civitavecchia. «Sono più di trent’anni che l’aspettiamo – sottolinea il fiorentino Massimo Rossi –. Sarebbe una strada più comoda, funzionale e, soprattutto, veloce. Ma anche molto più sicura». «L'unico aspetto negativo – fanno presente due giovani romani Emanuele Martiradonna e Alice Bellese – potrebbe essere quello di dover pagare un ulteriore pedaggio. Ma la preferiamo nettamente all’opzione della superstrada per tante ragioni. E tra queste anche per i limiti di velocità».
«Ben venga l’autostrada – dicono i centauri scesi dal Piemonte Sergio Bettoni e Carla Darqueti –. Avendo il Telepass non sappiamo quanto abbiamo pagato al casello di Vada, certo è che dovrebbero togliere sia la gabella che lo stesso casello». Di parere diverso Stefano Fuscà che da Roma si trova spesso a percorrere la Variante Aurelia per raggiungere Pontremoli. «Va bene così – dice –. In generale è un tratto scorrevole, senza traffico. Sono contro l’autostrada a pagamento dal momento che siamo la nazione europea dove si versano più soldi per le strade mentre i servizi sono sempre di meno».
Contro la realizzazione dell’autostrada sono anche vari dipendenti delle stazioni di carburante lungo la Variante Aurelia. «Se venisse realizzata – raccontano Lucilla Bartoli e Federico Menicucci, gestori della stazione di servizio Eni a Cecina – scomparirebbero molte aree di servizio e noi perderemmo il lavoro. Sarebbe più opportuno pensare a migliorare la strada attuale, soprattutto in direzione sud. Da Gavorrano fino a Civitavecchia. Una strada adeguata al traffico, senza gabelle e, soprattutto, in sicurezza». Resta l’incertezza sull’esenzione dal pedaggio al casello di San Pietro in Palazzi, a giugno scadranno i primi 5 anni dalla sua attivazione. «Per i residenti in Bassa Val di Cecina – concludono Bartoli e Menicucci – esiste l’esenzione a patto di noleggiare, al costo di 0,89 euro al mese per auto un Telepass. Noi, lavorando sulla Variante Aurelia, in ogni caso, siamo costretti a passarci per ben due volte al giorno».

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