Italia
Progetto ospedali in rete «È una strada obbligata»
L’analisi di Alessandro Tinti, tra i fondatori del comitato presieduto da don Reno «Gli operatori siano distribuiti in modo da rispondere alle esigenze dei cittadini»
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CECINA. «Don Reno ha vissuto e continua a vivere per il “nostro ospedale” e in questa battaglia l’ho affiancato e continuerò a farlo». Così Alessandro Tinti, tra i promotori del Comitato Pro ospedale presieduto dal sacerdote. Con l’avvento del decreto Balduzzi, Tinti ricorda di aver preso parte con don Reno Pisaneschi a un incontro con il sindaco di Volterra Marco Buselli per caldeggiare il progetto di una rete ospedaliera che oltre ai presidi della costa comprendesse anche il nosocomio volterrano. «Non trovammo l’interesse di Buselli».
Da qui la scelta di sostenere il progetto di rete ospedaliera tra Cecina e Piombino «per garantire il mantenimento dei servizi nel nostro territorio, perchè l’idea dell’ospedale unico su due presidi supera i limiti previsti da Balduzzi». E sottolinea: «L’ipotesi che qualcuno rimpiange di fusione con Livorno, con un peso di attività maggiori avrebbe definitivamente ridotto Cecina a un hospice, lungodegenze e punto nascite. I piccoli ospedali, con ridotti numeri e casistica, non assicurano l’esperienza necessaria a garantire la sicurezza dei pazienti e degli operatori. La rete ospedaliera con equipe di medici itineranti, garantisce il risultato senza che i cittadini si debbano spostare».
La rete ospedaliera «sarà definitivamente consolidata – aggiunge – con il Piano attuativo locale, che entro l’anno sarà delineato dopo ben 16 anni. Le pubblicazioni terroristiche di chi purtroppo non ha avuto alcun risultato elettorale, dovrebbero far riflettere i cecinesi. Risultano formalmente richiesti gli infermieri e i medici per implementare la rete e far sì che nessuno debba spostarsi. Saranno i professioni itineranti a recarsi nelle strutture per intervenire. L’Azienda sanitaria dovrà però vigilare che gli operatori siano distribuiti in modo da rispondere alle esigenze dei cittadini».
Tinti vuole far quadrato su don Reno: «È una persona meravigliosa, da tutti amata per la sua passione, non vorrei che per scopi “politici” e non nell’interesse della salute dei cittadini lo si tirasse per la giacca. La politica faccia un passo indietro, se si parla di salute serve un progetto che va oltre gli schemi di destra e sinistra».
Da qui la scelta di sostenere il progetto di rete ospedaliera tra Cecina e Piombino «per garantire il mantenimento dei servizi nel nostro territorio, perchè l’idea dell’ospedale unico su due presidi supera i limiti previsti da Balduzzi». E sottolinea: «L’ipotesi che qualcuno rimpiange di fusione con Livorno, con un peso di attività maggiori avrebbe definitivamente ridotto Cecina a un hospice, lungodegenze e punto nascite. I piccoli ospedali, con ridotti numeri e casistica, non assicurano l’esperienza necessaria a garantire la sicurezza dei pazienti e degli operatori. La rete ospedaliera con equipe di medici itineranti, garantisce il risultato senza che i cittadini si debbano spostare».
La rete ospedaliera «sarà definitivamente consolidata – aggiunge – con il Piano attuativo locale, che entro l’anno sarà delineato dopo ben 16 anni. Le pubblicazioni terroristiche di chi purtroppo non ha avuto alcun risultato elettorale, dovrebbero far riflettere i cecinesi. Risultano formalmente richiesti gli infermieri e i medici per implementare la rete e far sì che nessuno debba spostarsi. Saranno i professioni itineranti a recarsi nelle strutture per intervenire. L’Azienda sanitaria dovrà però vigilare che gli operatori siano distribuiti in modo da rispondere alle esigenze dei cittadini».
Tinti vuole far quadrato su don Reno: «È una persona meravigliosa, da tutti amata per la sua passione, non vorrei che per scopi “politici” e non nell’interesse della salute dei cittadini lo si tirasse per la giacca. La politica faccia un passo indietro, se si parla di salute serve un progetto che va oltre gli schemi di destra e sinistra».
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