Il dolore
«Vogliamo sapere come è morto il nostro Mauro»
di Anna Cecchini e Sabrina Chiellini
I genitori e la sorella del 26enne annegato a Sasso Pisano ricostruiscono le ultime ore di vita del ragazzo
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CECINA. «Non erano ancora le 7 quando ho ricevuto la chiamata della mamma di un amico di Mauro che ha cominciato a urlare. Mi ha detto lei che mio figlio era morto». Il padre di Mauro Lai, il 26enne morto annegato nella zona dei laghetti termali di Sasso Pisano nella notte fra il 10 e l’11 aprile, non può farsi una ragione della scomparsa del figlio minore. Insieme alla moglie Vincenza Mirai e alla figlia Melissa, accolgono parenti e amici nella casa di via dei Grottini a Cecina. Un viavai di persone che vuole dare conforto a questa famiglia straziata dal dolore per una morte che ancora non trova spiegazioni. «Lo abbiamo visto domenica sera a Nibbiaia - spiegano la madre e la sorella - Siamo andate a Nibbiaia a mangiare una pizza al Circolo Arci e lì abbiamo incontrato Mauro con un amico. Erano lì a cena».
Il ragazzo, molto noto non solo a Cecina ma anche a Livorno dove con la famiglia gestiva il negozio di mobili “Aiò, chi cerca trova”, ha detto alla mamma che sarebbe andato alle terme a Sasso Pisano. «Intorno a mezzanotte - prosegue Melissa - mentre ero a casa e dormivo, mi ha chiamato al cellulare, chiedendomi se avevo da prestargli una tenda da campeggio, gli ho detto di no. Credo che in quel momento stesse andando verso i laghetti dove poi è morto». La famiglia di Mauro non si dà pace. «Si figuri - racconta babbo Stefano - che ieri in tutta la giornata nessuno ci ha avvertito della morte di nostro figlio, l’ho saputo perché mi ha chiamato all’alba la mamma di un amico di Mauro. Ma i carabinieri non sono venuti ad avvisarci, dopo siamo andati noi a chiedere spiegazioni».
Il corpo di Mauro Lai, che con una decina di amici di Cecina e Rosignano era andato a fare una gita notturna nell’area termale a Sasso Pisano, è ancora all’istituto di Medicina legale di Pisa e finora non è stata fissata l’autopsia. «Non aveva problemi di salute - spiega la mamma, distrutta dal dolore - forse ha avuto un problema improvviso al cuore, o magari una congestione. Non sappiamo cosa sia successo». Melissa racconta di aver saputo che uno dei ragazzi presenti a Sasso Pisano, un ex bagnino, ha tentato di rianimare in ogni modo suo fratello, in attesa dei soccorsi. «Ma ormai era troppo tardi», dice a denti stretti e con gli occhi colmi di lacrime la sorella maggiore del ragazzo.
Intanto il sindaco di Castelnuovo Val di Cecina, Alberto Ferrini, fa sapere che il torrente collegato alla mini vasca termale è demaniale e passa su un terreno della Soprintendenza. Anche se i ragazzi sono entrati in un luogo vietato non ci saranno denunce dell’ente locale. «Da sempre - spiega Ferrini - ci sono persone che vanno a fare il bagno in questo torrente. Come sindaco, alla luce di quello che è successo, mi sento di rinnovare l’appello a non andare in quei luoghi di notte. E’ pericoloso al buio ed è lontano dal paese, questo potrebbe comportare problemi anche per i soccorsi».
Il ragazzo, molto noto non solo a Cecina ma anche a Livorno dove con la famiglia gestiva il negozio di mobili “Aiò, chi cerca trova”, ha detto alla mamma che sarebbe andato alle terme a Sasso Pisano. «Intorno a mezzanotte - prosegue Melissa - mentre ero a casa e dormivo, mi ha chiamato al cellulare, chiedendomi se avevo da prestargli una tenda da campeggio, gli ho detto di no. Credo che in quel momento stesse andando verso i laghetti dove poi è morto». La famiglia di Mauro non si dà pace. «Si figuri - racconta babbo Stefano - che ieri in tutta la giornata nessuno ci ha avvertito della morte di nostro figlio, l’ho saputo perché mi ha chiamato all’alba la mamma di un amico di Mauro. Ma i carabinieri non sono venuti ad avvisarci, dopo siamo andati noi a chiedere spiegazioni».
Il corpo di Mauro Lai, che con una decina di amici di Cecina e Rosignano era andato a fare una gita notturna nell’area termale a Sasso Pisano, è ancora all’istituto di Medicina legale di Pisa e finora non è stata fissata l’autopsia. «Non aveva problemi di salute - spiega la mamma, distrutta dal dolore - forse ha avuto un problema improvviso al cuore, o magari una congestione. Non sappiamo cosa sia successo». Melissa racconta di aver saputo che uno dei ragazzi presenti a Sasso Pisano, un ex bagnino, ha tentato di rianimare in ogni modo suo fratello, in attesa dei soccorsi. «Ma ormai era troppo tardi», dice a denti stretti e con gli occhi colmi di lacrime la sorella maggiore del ragazzo.
Intanto il sindaco di Castelnuovo Val di Cecina, Alberto Ferrini, fa sapere che il torrente collegato alla mini vasca termale è demaniale e passa su un terreno della Soprintendenza. Anche se i ragazzi sono entrati in un luogo vietato non ci saranno denunce dell’ente locale. «Da sempre - spiega Ferrini - ci sono persone che vanno a fare il bagno in questo torrente. Come sindaco, alla luce di quello che è successo, mi sento di rinnovare l’appello a non andare in quei luoghi di notte. E’ pericoloso al buio ed è lontano dal paese, questo potrebbe comportare problemi anche per i soccorsi».
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